CATTIVE ABITUDINI
di Sergio Cararo
Balza agli occhi la divaricazione tra le contraddizioni che presenta la fase storica e politica che stiamo attraversando, con la capacità soggettiva di volgerle a favore delle classi subalterne e dei loro interessi.
Sullo sfondo di una crisi che mette in discussione i rapporti di forza internazionali consolidatisi dal dopoguerra a oggi (vedi l’empasse dell’egemonia statunitense) la situazione nel nostro paese – la “anomalia italiana” – sembra ripresentarsi in tutta la sua pesantezza. La recessione sul piano economico-sociale e le difficoltà di avviare un governance adeguata agli standard gerarchici imposti dall’Unione Europea, continuano ad avvitarsi di passaggio in passaggio. A poco sembrano essere serviti i colpi istituzionali inferti dal Quirinale e dalle lettere-diktat della Bce.
Ma tutto questo non sembra ancora fornire materia sufficiente per una rivoluzione culturale nella sinistra italiana. Non possiamo nasconderci però che anche negli ambiti della sinistra antagonista si stenta non poco nel cercare di mettere al passo esperienze soggettive, anche importanti, con una sintesi più avanzata e ipotesi ricompositive.
Emblematica di questa situazione è la genesi e la proposta della manifestazione del 12 ottobre a difesa della Costituzione. Nata dall’appello di alcune personalità (Rodotà, Landini etc.) questa iniziativa si trascina dentro tutte le cattive abitudini che hanno portato la sinistra alla crisi e alla distruzione del “tesoretto” ereditato dallo scioglimento del PCI.
