Visualizzazione post con etichetta Zecchinelli Stefano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Zecchinelli Stefano. Mostra tutti i post
lunedì 11 luglio 2011
UNO STRANO CASO DI PSICOPATOLOGIA POLITICA:
IL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO
di Stefano Zecchinelli
1. Che la rivoluzione anticoloniale portata nel 1949 a buon fine da Mao Zedong sia stata un avvenimento importante e progressivo è cosa certa per chi sostiene posizioni antimperialiste. Cosa ben diversa è la mitizzazione degli avvenimenti storici, la creazione di un passato eroico da venerare e proteggere contro possibili contaminazioni.
Questo è il caso di una piccola setta che, in questo brevissimo intervento, voglio prendere in esame: il PMLI (Partito marxista-leninista italiano).
La riflessione che sicuramente non sarà lunga è mirata a focalizzare un esempio di psicopatologia politica prodotta (e non potrebbe essere altrimenti!) dai dispositivi totalizzanti della attuale società capitalistica.
Prima di affrontare "il caso" PMLI confermo la riflessione, fatta in un suo recente intervento, di Marino Badiale, il quale spiega come molte persone approdano all’anticapitalismo dopo aver provato sulla propria pelle, gli effetti manipolatori del "nuovo" capitalismo assoluto.
Non è una cosa da poco, perché una persona provata psicologicamente, da una parte è fortemente ostile alla distopia liberista, ma dall’altra ha forti problemi ad integrarsi in una comunità politica e quindi a svolgere lavoro collettivo. Le sette, come il gruppo che voglio esaminare (od anche Lotta Comunista e Socialismo Rivoluzionario (1), sostituiscono la collaborazione fra compagni e quindi anche il confronto con il legame di fratellanza, propedeutico alla subordinazione acritica e al culto del capo.
Ma andiamo a vedere più nello specifico il Partito marxista-leninista italiano.
2. Il PMLI viene fondato a Firenze, da Giovanni Scuderi, il 9 aprile 1977. I militanti aderirono nel 1967 al Partito comunista d’Italia, e due anni dopo fondarono l’Organizzazione comunista bolscevica Italiana marxista-leninista.
Il riferimento teorico di questo partito è il "marxismo-leninismo pensiero di Mao" considerato il punto più altro di elaborazione teorica m-l (vie nazionali al socialismo). Qui bisogna aprire una parentesi: una cosa è stato il maoismo politico che ha dato vita a sette folcloristiche come il PMLI (o Linea Rossa, fino a Lotta e Unità), un’altra il maoismo teorico che ha trovato in Europa i suoi massimi esponenti in Charles Bettelheim e Gianfranco La Grassa.
Il maoismo teorico ha avuto il grande merito di capire che il processo storico segue un percorso multilineare e quindi lo studio del marxismo cinese non può prescindere dallo studio dei modi di produzione asiatici; non c’è che dire, basta questo per mettere le bandiere sulla inutilità delle sette m-l, un mix di folclore politico e dottrinale.
3. Il PMLI rifiuta il trotskismo, il revisionismo di Cruscev, Deng e Hoxha, considera Gramsci il precursore del togliattismo e parla di una inesistente Rosa Luxemburg pacifista. Non male, ma andiamo per ordine.
Sicuramente il partito di Scuderi accoglie la tesi di Mao sul revisionismo emerso nel XX Congresso del PCUS, quindi il progressivo ripristino del capitalismo in Urss fino al social-imperialismo di Breznev. Deng ha deviato la via "socialista" del "Grande Timoniere" e ci siamo, mentre Hoxha, che nel ’79 rompe con la Cina, diventa, assurdamente un trotskista.
Nel 1975 "i nostri" (riferito al PMLI) stringono rapporti con il Partito comunista della Cambogia e dopo l’invasione della Cambogia fatta dal Vientnam, Dario Granito dirigente PMLI, si reca nella zona controllata dai Khmer Rossi; un simpatico pellegrinaggio.
Poco importa che Pol Pot fosse finanziato dalla CIA, contro un paese (il Vietnam) appoggiato dall’Urss; c’era il social-imperialismo sovietico e un marxista doveva dare priorità alla lotta contro questo (come no, miei cari!).
Nel 1979 dopo la rivoluzione iraniana, "i nostri" la festeggiarono come rivolta antimperialista e ancora oggi nelle "Tesi per il quinto Congresso nazionale del PMLI" si legge:
"La Repubblica islamica dell’Iran tiene testa all’arroganza ed ai progetti dell’imperialismo americano e dei Sionisti di Tel Aviv e tra l’altro difende il proprio diritto allo sviluppo nucleare civile strumentalmente attaccato dai due paesi con l’avvallo della UE"
Un po’ più sotto troviamo questa gustosa affermazione:
" Un movimento di liberazione nazionale può allearsi tatticamente anche col diavolo, interno e esterno al proprio paese, pur di realizzare la liberazione del suo popolo e del suo paese".
Direi che un marxista subito capisce che la categoria di social-imperialismo è un "non-senso". L’Urss era un paese estremamente conservatore per ciò che riguardava le sue capacità di espansione, ed avendo al potere una "nuova classe" (Gilas) di burocrati non si capisce come poteva emulare, in quanto a pericolosità, l’imperialismo americano caratterizzato dal primato del capitale privato finanziario.
Un marxista capisce ciò, ovviamente non dei preti che come tutti gli aderenti ad una religione devono cercare il nemico assoluto. Il PMLI lo trova ad occhi chiusi perché la fede è un balzo nel vuoto nel social-imperialismo e nel trotskismo.
Scuderi non ha cura del massacro che i militanti del Tudeh (Partito comunista iraniano) hanno subito da parte delle teocrazie islamiche: l’Urss era un paese imperialistico (avrebbero, come minimo, dovuto presentare delle analisi), e l’Iran del pretume nero, un baluardo dell’antimperialismo.
L’eroico capo del Tudeh, Noudeddin Kianouri, muore nelle carceri iraniane con le gambe segate, ma per ‘’i nostri’’ era una spia dell’imperialismo sovietico. Ecco dove conducono tutte le religioni, triste destino dei loro adepti!
Per ciò che riguarda il trotskismo la cosa è a dir poco tragicomica. Si legge nel loro sito e sul loro giornale ‘Il "Bolscevico" del pericolo trotskista rappresentato da Cossutta, da Bertinotti, dai CARC, da storici come Canfora e Losurdo. Insomma chi più ne ha più ne metta, nel loro pentolone c’è sempre posto.
Dobbiamo sempre procedere con un metodo di analisi simile a quello che occorre per capire le sette religiose. Da una parte ci sono "l’invincibile pensiero di Mao Zedong" e i "cinque maestri" quindi il bene ("invincibile" come per il cristiano Dio è la verità assoluta), dall’altra chi storicamente ha rappresentato una alternativa di cambiamento sociale quindi il revisionismo, la "deviazione", e usando un linguaggio mistico "il male".
La prassi commemorativa, le parate, le celebrazioni, sono il loro piatto forte. Il militante politico per superare lo stato di cose presente analizza criticamente il suo passato cercando di non ripetere gli errori fatti dai compagni che l’hanno preceduto; chi aderisce ad una setta (come il PMLI e Lotta Comunista), invece, si preoccupa di conservare il passato, imbalsamarlo, con la paura di essere schiacciato dal terribile mondo in cui viviamo.
Ci sono due modi di reagire alle vittorie del neocapitalismo: il primo è quello di adattarsi, cedere all’opportunismo tattico, per poi mascherare la propria adesione a ciò che si era criticato con costrutti teorici deprimenti; il secondo è quello di crearsi un mondo parallelo (come osserva giustamente Costanzo Preve) e rotolare tranquillamente accanto all’inferno attuale.
Per carità, ci possono anche essere convergenze e il lavoro nei sindacati reazionari di Lotta Comunista ne è una prova, ma, non essendo questa una critica attribuibile al PMLI, preferisco fermarmi qua.
Le sette sovrappongo il legame di fratellanza alla collaborazione, e il culto del capo alla democrazia di partito. I compagni diventano dei fratelli (come in Socialismo Rivoluzionario) e il capo, non solo, una sorta di grande (ed infallibile) maestro, ma anche un padre severo, a cui non si può disubbidire.
Nello Statuto del partito leggiamo:
" I membri del Partito devono praticare il marxismo e non il revisionismo, sostenere l'unità e non la scissione, essere sinceri e onesti e non ricorrere agli intrighi e ai complotti, debbono osare andare contro corrente, praticare la critica e l'autocritica, essere modesti e avveduti, condurre una vita semplice e rivoluzionaria, formare una cosa sola col Partito, essere in ogni momento col Partito e del Partito" (Capitolo 1 Il Partito).
Ed ancora:
" La denuncia degli errori e la critica dei difetti devono avere lo scopo di ``imparare dagli errori passati per evitare quelli futuri e curare la malattia per salvare il paziente'', occorre saper distinguere fra i due differenti tipi di contraddizione, quelle in seno al popolo e quelle tra il nemico e noi. Non bisogna colpire con violenza e sconsideratamente i compagni che non nascondono la malattia, desiderano curarsi e correggersi e non persistono negli errori. La critica deve essere aperta e leale ed avere lo scopo di unire e non di dividere, tutte le misure disciplinari vanno adottate solo dopo approfondito esame e con una precisa motivazione" (Capitolo 5 Misure disciplinari).
Il marxismo ora è una "pratica" (ed io che parlavo di metodo marxista), vita monacale (e ci sta!), pericolo di contaminazioni esterne.
Il partito in questo caso è un guscio; l’unità fra compagni è sacrale e la ‘’pratica’’ del marxismo una sorta di rito religioso per esorcizzare la selezione del mercato.
L’individuo è spersonalizzato sia davanti al capo/maestro e sia davanti al passato dominato da grandi eroi invincibili e quindi irripetibili; insomma, molto brevemente, direi che si tratta di masochismo politico.
Mi stupisce il gusto con cui questi individui si auto annullano quasi si fanno vittime sacrificali davanti ad una catastrofe imminente. Slogan e celebrazioni, toni austeri e promesse di vittorie future. È questa la caratterista del PMLI: il fascino di una promessa che passa attraverso la mummificazione del passato.
Concludo questo articolo, che spero faccia seguire ulteriore riflessioni soprattutto fra i lettori, con una citazione del "male":
" Per questi sterili profeti non c'è nessun bisogno di un ponte, sotto forma di rivendicazioni transitorie, perché non hanno nessuna intenzione di passare sull'altra sponda. Segnano il passo, si accontentano di ripetere le stesse vuote astrazioni. Gli avvenimenti politici sono per loro l'occasione per fare dei commenti, non per agire. Siccome, al pari dei confusionisti e dei facitori di miracoli di ogni genere, subiscono ad ogni momento ceffoni dalla realtà, i settari vivono in un permanente stato di irritazione, lagnandosi di continuo del "sistema" e dei suoi "metodi" e abbandonandosi a piccoli intrighi. Nei loro ambienti impongono di solito un regime dispotico. La prostrazione politica del settarismo non fa che accompagnare, come un'ombra, la prostrazione dell'opportunismo senza aprire prospettive rivoluzionarie"
(Leon Trotsky "Contro il settarismo" da "Il Programma di Transizione").
E che la pace sia con loro! Amen!
P.S. ''Il male'' ovviamente è il meraviglioso capo dell'Armata Rossa Leon Trotsky!
_____________________________________________________________
Note:
(1) Consiglio sicuramente il libro curato dal compagno Stefano Santarelli su Socialismo Rivoluzionario, altra setta: ''Dietro la non-politica. Quando il ''socialismo rivoluzionario'' vive di apparati, espulsione e culto della personalità'' - Ed. MASSARI - 2009
dal sito http://bentornatabandierarossa.blogspot.com/
Etichette:
Socialismo Rivoluzionario,
Zecchinelli Stefano
venerdì 10 giugno 2011
KAROL WOJTYLA: DA HITLER A BUSH
di Stefano Zecchinelli
1. La beatificazione di Karol Woytila, meglio conosciuto come Giovanni Paolo II, avvenuta questo primo maggio, è un attacco frontale della borghesia verso tutto il mondo del lavoro, quindi è bene cercare di prendere, una volta per tutte, di petto la questione. Woytila è stato uno dei migliori uomini della borghesia,un burocrate cinico e senza scrupoli; il primo maggio 1886, a Chicago il movimento operaio rivendicava le otto ore di lavoro, stabilite dalla legge, ora che questa rivendicazione sta per essere smantellata, il nemico di classe mette sull’altare uno dei suoi tecnici più capaci. In questo breve saggio, cercherò di spiegare il posto che Karol Woylila,ha avuto nell’articolazione del conflitto di classe,durante il suo lungo pontificato;questo studio non può prescindere da un metodo marxista e scientifico.
2. Dirò subito, che il pontificato di Giovanni Paolo II coincide con la massima egemonia dell’imperialismo yankee nel mondo,quindi chi vuole criticare questa figura, deve, a mio avviso, tenere presente questa coordinata fondamentale. Mettendo da parte la retorica, a dir poco demenziale, del Papa buono che distrugge un improbabile regime comunista, quando, a dispetto di Woytila, le vecchie burocrazie si sono riciclate in borghesie private (quindi quali sconfitti?), facendo danni enormi per ciò che riguarda i diritti sociali,mi concentrerei,sul cuore del problema. Gli Stati Uniti vincono il conflitto strategico con l’Urss, stabiliscono la loro egemonia nel mondo, ma l’azione politica, e in questo Gramsci ci ha dato una grande lezione,necessita di una ideologia,o se vogliamo (in linguaggio gramsciano), necessita di una visione del mondo dominante. Bene, partirò proprio da lì, e in particolare, dal rapporto che intercorre fra la Teologia dell’Opus Dei,e il cinismo filosofico dei neoconservatori americani.
3. Non mi metto a parlare della nascita dell’Opus Dei, fondata il 28 ottobre 1928 a Madrid da Josemaria Escrivà, figura vicina al fascismo spagnolo. Inutile soffermarsi su questi argomenti, come non mi interessa in questa sede parlare degli scandali finanziari dell’Opus Dei, vera e propria organizzazione para-mafiosa; io non amo fare in modo scolastico quello che altri hanno fatto scendendo nell’analitico.Tornerò, rispettando gli spazi, invece sulla teologia, cosa che a me preme un po’ di più. Molti studiosi hanno comparato la produzione ideologica dell’Opus Dei con l’ideologia calvinista, studiata da Weber in ‘’L’etica protestante e lo spirito del capitalismo’’. In entrambe le ideologie c’è il culto del lavoro,che santifica e porta ricchezza,quindi una forte difesa dei principi del capitalismo,come la proprietà (capitalistica). Inoltre sia il calvinismo che la Teologia dell’Opus Dei si fondano sul dogma della depravazione totale dell’uomo; la natura umana è corrotta in virtù del peccato originale, e l’uomo per salvarsi ha bisogno di affidarsi totalmente alla grazia di Dio. Il problema della libertà si risolve con la benevolenza divina,che indica agli uomini la via della salvezza; ovviamente,’’il sommo’’ fa leva su uomini illuminati,pochi eletti capaci di diffondere il suo verbo. Vediamo adesso, per grandi linee, cosa dice Leo Strauss, il principale esponente dei neoconservatori americani.
4. Leo Strauss, allievo di Carl Schmitt ,attribuisce alla religione un ruolo di conservazione sociale, in una funzione antimoderna, per schiacciare sia la democrazia e sia il socialismo, in quanto prodotti della Rivoluzione Francese. In filosofia però Strauss restava,forte della lezione di Nietzsche ed Heidegger, un nichilista radicale, quindi il suo è un ateismo devoto, da dare in pasto al popolaccio ignorante; i valori assoluti, come la religione, i valori morali e le categorie politiche (in questo,in parte,differisce da Schmitt), devono essere fatti ingoiare alle masse, mentre i prescelti (vedete l’analogia con la Teologia dell’Opus Dei), dispongono della verità. ‘’Il nostro’’ (riferito a Strauss) deforma,chiaramente il pensiero di Platone, e per la precisione, quella che il grande filosofo greco,chiamava la ‘’nobile menzogna’’. Solo i migliori, e quindi i tecnici, hanno il compito di esercitate il potere, tutti gli altri devono solo mettersi da parte, ed attendere;tutte cose molto interessanti, dato che saranno riprese da Alexandre Kojève nella sua ‘’Introduzione alla lettura di Hegel’’, e dal pupazzetto nippo-americano Fukuyama, il teorico della fine della storia. Strauss riprende il personaggio di Callicle, del ‘’Il Gorgia’’ sempre di Platone, sinistra figura che ispirerà anche il prenazista Nietzsche. (1) Insomma,un messaggio anticristiano, che conquisterà le burocrazie clericali, impegnate in quel momento a combattere, l’avanzata in America Latina della Teologia della Liberazione. E’ interessante accennare a come si presta attenzione, sia nella Teologia dell’Opus Dei che nel cinismo filosofico, alla formazione di questi ‘’migliori’’; le ideologie si concretizzano sempre in apparati burocratici, e la selezione al loro interno deve riflettere la divisione sociale del lavoro capitalistica,non è un caso che le università si siano ridotte a delle corporazioni mafiosissime,e producano solo spazzatura,in tutti i campi del sapere. I compagni hanno sottovalutato tutto ciò, non rilevando nemmeno come a ridosso dall’inizio del pontificato di Woytila, nasce la Commissione Trilaterale, che nel suo bollettino politico ‘’La crisi della democrazia’’ afferma la necessità di svuotare quest’ultima di contenuto,lasciando solo l’involucro politico,una sorta di etichetta di garanzia. Allora rifissiamo i punti cardini della discussione :la Teologia segue la filosofia politica (e sociologia) borghese,quindi Leone XIII sta a Max Weber,come Karol Woytila a Leo Strauss. La Teologia dell’Opus Dei ha la punta di diamante nell’Enciclica Centesimus Annus,dove il ‘’Papa buono’’ attacca le economie dei paesi dell’est,e soprattutto la Teologia della Liberazione. Prima di vedere un po’ cosa dice ‘’il nostro’’, premettiamo che questa Enciclica è stata scritta per i cento anni,dalla Rerum Novarum di Leone XIII, bella coincidenza; come osserva Gramsci, Leone XIII scrisse questa Enciclica per arginare il movimento operaio che era passato ‘’dal primitivismo a una fase realistica e concreta’’ (2), la storia si ripete.
Citiamo un po’ l’amico di Pinochet:
‘’ Proponendosi di far luce sul conflitto che si era venuto a creare tra capitale e lavoro, Leone XIII affermava i diritti fondamentali dei lavoratori. Per questo, la chiave di lettura del testo leoniano è la dignità del lavoratore in quanto tale e, per ciò stesso, la dignità del lavoro, che viene definito come «l'attività umana ordinata a provvedere ai bisogni della vita, e specialmente alla conservazione».Il Pontefice qualifica il lavoro come «personale», perché «la forza attiva è inerente alla persona e del tutto propria di chi la esercita ed al cui vantaggio fu data». Il lavoro appartiene così alla vocazione di ogni persona; l'uomo, anzi, si esprime e si realizza nella sua attività di lavoro. Nello stesso tempo, il lavoro ha una dimensione «sociale» per la sua intima relazione sia con la famiglia, sia anche col bene comune, «poiché si può affermare con verità che il lavoro degli operai è quello che produce la ricchezza degli Stati». È quanto ho ripreso e sviluppato nell'Enciclica Laborem exercens’’. (3)
Ed ancora:
‘’ Un altro principio rilevante è senza dubbio quello del diritto alla «proprietà privata». Lo spazio stesso, che l'Enciclica gli dedica, rivela l'importanza che gli si attribuisce. Il Papa è ben cosciente del fatto che la proprietà privata non è un valore assoluto, né tralascia di proclamare i principi di necessaria complementarità, come quello della destinazione universale dei beni della terra. D'altra parte, è senz'altro vero che il tipo di proprietà privata, che egli precipuamente considera, è quello della proprietà della terra. Ciò, tuttavia, non impedisce che le ragioni addotte per tutelare la proprietà privata, ossia per affermare il diritto di possedere le cose necessarie per lo sviluppo personale e della propria famiglia — quale che sia la forma concreta che questo diritto può assumere —, conservino oggi il loro valore. Ciò deve essere nuovamente affermato sia di fronte ai cambiamenti, di cui siamo testimoni, avvenuti nei sistemi dove imperava la proprietà collettiva dei mezzi di produzione; sia anche di fronte ai crescenti fenomeni di povertà o, più esattamente, agli impedimenti della proprietà privata, che si presentano in tante parti del mondo, comprese quelle in cui predominano i sistemi che dell'affermazione del diritto di proprietà privata fanno il loro fulcro. A seguito di detti cambiamenti e della persistenza della povertà, si rivela necessaria una più profonda analisi del problema, come sarà sviluppata più avanti’’. (4)
Mi sembra che qui Woytila riprenda il Rotarismo delle origini, per cui in funzione antimarxista, è necessario fare leva sui servizi sociali; ingegnoso espediente con cui le borghesie congelano il conflitto di classe. Quindi richiamando ai valori morali, e all’etica sociale (ancora Strauss e Woytila vanno a braccetto), si cerca di arginare il capitalismo di rapina. Il nostro scrive questa Enciclica, in contemporanea con lo sgretolamento delle Repubbliche Popolari dell’Est (che poi di popolare non avevano proprio nulla!), e quindi era necessario attenuare l'attrito Gran Capitale/Lavoro salariato prima del macello neoliberista. Il Pontefice,in quanto maschera di facciata del capitalismo, non poteva non cercare di tappare quel vuoto sociale,che nell’immaginario comune si sarebbe creato con la caduta, del ‘’socialismo reale’’.
Poco più sotto abbiamo un vero gioiello:
‘’ In tal modo il principio, che oggi chiamiamo di solidarietà, e la cui validità, sia nell'ordine interno a ciascuna Nazione, sia nell'ordine internazionale, ho richiamato nella Sollicitudo rei socialis,si dimostra come uno dei principi basilari della concezione cristiana dell'organizzazione sociale e politica. Esso è più volte enunciato da Leone XIII col nome di «amicizia», che troviamo già nella filosofia greca; da Pio XI è designato col nome non meno significativo di «carità sociale», mentre Paolo VI, ampliando il concetto secondo le moderne e molteplici dimensioni della questione sociale, parlava di «civiltà dell'amore»’’. (5)
E’ chiaro a chi procede con il ''Grande Metodo'' (Brecht) che Leone XIII ha camminato di pari passo con l’avvento degli Stati Uniti, la potenza emergente di fine ‘800, e quindi con l’introduzione dell’economia fordista; mentre Woytila, richiamandosi al corporativismo, ha cercato di armonizzare il passaggio dal fordismo stesso, al managerialismo. In questo la Teologia papale è andata a braccetto,prima con la teoria politica dell’hitlerismo (applicazione del fordismo nell’Europa centrale), e poi con la teoria politica dell’imperialismo yankee. Insomma, il quadro che ne esce è abbastanza chiaro: Karol Woytila è stato l’uomo immagine (o almeno poco ci manca) della massima espansione dell’imperialismo americano nel globo terrestre; ha benedetto il passaggio dal mondo bipolare a quello unipolare, dedicando i suoi ‘’padre nostro’’ alla strategia (del contenimento) della potenza egemone. I poveri? Il buon Karol, come ha dimostrato in Nicaragua,Cile,e Argentina (giusto per fare qualche piccolissimo esempio!),a dir poco ‘’se ne fotteva’’.In Teologia,’’il nostro’’ ha rielaborato tutto ciò che i neoconservatori hanno detto in filosofia; quindi abbiamo avuto inizialmente una sorta di hitlerismo morbido, per poi arrivare, cercando anche di ottenere dei consensi sociali,ad un riutilizzo del rotarismo delle origini; dalla massoneria nera a quella bianca,e la borghesia esce con l'anima in pace dalla sua Chiesa. Dulcis in fundo (chiaroveggenza divina?), negli ultimissimi anni del suo pontificato,ha ‘’quasi’’ anticipato, il passaggio dalla strategia della tigre di Bush, e quindi dell’attacco frontale,a quello della diplomazia strisciante di Obama; insomma, un burocrate di tutto rispetto e con grandi capacità. Sono arrivato alla conclusione, ma ripercorrendo,e qui il mio essere ripetitivo è semplicemente per il congedo,la produzione ideologia dell’amico di Pinochet,non posso che sintetizzare in questo modo la sua vera funzione politica:Karol Woytila da Hitler a Bush.
_____________________________________________________________
NOTE:
1) da "Maschera e volto" di Leo Strauss ‘’Le radici culturali del neocon.Da Weimar alla nobile menzogna’’ di Matteo D’Amico.Pubblicato su Alfa e Omega marzo-aprile 2005.
Fonte: http://www.kelebekler.com/occ/strauss01.h
2) Antonio Gramsci ‘’Il Vaticano e l’Italia’’ Ed. Riuniti 197
3) Giovanni Paolo II ‘’Centesimus annus’’
Fonte: http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_01051991_centesimus-annus_it.html
4) Ibidem
5) Ibidem
4 maggio 2011
dal sito http://bentornatabandierarossa.blogspot.com/
sabato 19 marzo 2011
IL MARXISMO DI TROTSKY FRA SCIENZA E DIALETTICA DELLA NATURA di Stefano Zecchinelli
IL MARXISMO DI TROTSKY FRA SCIENZA E DIALETTICA DELLA NATURA
di Stefano Zecchinelli
1. Il modo miglior per introdurre il dibattito sul marxismo di Trotsky e la scienza, è citare il marxista peruviano J.C. Mariategui che dirà,a riguardo di Lev Davidovic:
‘’Trotsky non è solo un protagonista,ma anche un filosofo, uno storico,un critico della rivoluzione. Naturalmente nessun dirigente della rivoluzione può mancare di una visione panoramica e sicura delle sue radici e della sua genesi. Lenin, per esempio, si distinse per una facoltà singolare di percepire e comprendere la direzione della storia contemporanea e il senso dei suoi avvenimenti. Ma anche gli studi più penetranti di Lenin non andarono oltre le questioni politiche ed economiche. Trotsky, invece, si è interessato egualmente, alle conseguenze della rivoluzione nel campo della filosofia e dell’arte’’.
Trotsky si è interessato di filosofia,di arte,ed anche di scienza,come dimostrano molti suoi scritti (A,b,c,della dialettica o Marxismo e scienza),cogliendo,con le armi affilate della critica,il punto di vista della totalità.
Etichette:
Trotsky Lev,
Zecchinelli Stefano
mercoledì 16 febbraio 2011
LA VIA VENEZUELANA AL CAPITALISMO
NOTA CRITICA AD ALAN WOODS
di Stefano Zecchinelli
Pubblichiamo questo saggio di Stefano Zecchinelli che nasce da una riflessione sulla recente intervista del quotidiano venezuelano "El Mundo" al dirigente trotskista Alan Woods.
L'intervista integrale qui pubblicata il 24 gennaio 2011 la potete trovare sotto l'etichetta "Woods Alan".
1. Il prestigioso quotidiano Venezuelano El Mundo ha recentemente intervistato Alan Woods, teorico marxista di formazione trotskista, sollevando una serie di questioni riguardanti la Transizione dal Capitalismo al Socialismo.
Alan Woods commette,a mio avviso, tutta una serie di errori, anche grossolani, che se non analizzati e spiegati, possono aprire una pericolosa falla all’interno del Marxismo Rivoluzionario, a cui lo stesso Woods dice di appartenere.
In questo scritto farò una critica alle posizioni di Woods, e mi soffermerò su due importanti questioni di teoria marxista, presentando i dovuti riferimenti teorici:
1) La formazione del Mercato Interno e quindi prenderò in esame anche la Questione Nazione.
2) Il controllo operaio.
Le pagine de El Mundo con l'intervista
2.Iniziamo a leggere l’intervista al Marxista Inglese e riportiamo:
" La rivoluzione venezuelana ha alcune somiglianze con altre rivoluzioni, ma anche delle differenze. Inizialmente, il Movimento Bolivariano non ha posto la questione del socialismo. Il loro obiettivo poteva essere definito come democratico-rivoluzionario. Anche i compiti oggettivi che aveva davanti la rivoluzione russa erano di carattere democratico. Ciò si vede nel programma dei bolscevichi: “Pace, pane e terra”. Ma la esperienza ha dimostrato che l' unico modo di soddisfare queste rivendicazioni è stato con la presa del potere della classe lavoratrice. Anche all'inizio della rivoluzione cubana, Fidel Castro aveva un programma nazionale-democratico. Ma la feroce opposizione della borghesia e dell' imperialismo portò la rivoluzione cubana ad espropriare ai latifondisti e ai capitalisti per rispettare quel programma.Allo stesso modo che a Cuba, la feroce resistenza della oligarchia venezuelana ha spinto la rivoluzione verso la linea socialista. Si è iniziato ad espropriare i latifondisti e i capitalisti. Purtroppo, la rivoluzione ancora non ha realizzato il compito più importante: l'eliminazione del potere economico della oligarchia. La storia dimostra che è impossibile fare una rivoluzione a metà. Il Cile ha dimostrato ciò con assoluta chiarezza".
Giustamente Woods rivendica la validità del Programma di Transizione di Trotsky, tanto poco letto e ancor di più, poco studiato.
Volendo subito mettere a tacere i cervelli elettronici che pensano (senza sapere che Lenin criticava ‘’la Rivoluzione Mondiale’’ di Gorter e non Trotsky!) che la Rivoluzione Permanente è lo scoppio della Rivoluzione contemporaneamente in tutti i paesi del Mondo, faccio subito qualche precisazione:
Trotsky dice molto bene come le rivendicazioni democratiche dovevano essere il ponte per le rivendicazione socialiste,e quindi in questo modo si sarebbe superata la contraddizione fra la maturità delle condizioni oggettive per la Rivoluzione e l’immaturità delle masse. La contraddizione deve essere superata attraverso delle rivendicazioni transitorie,che si sostituivano al vecchio Programma Minimo della Socialdemocrazia;questa lezione è stata assimilata da una parte del Movimento Rivoluzionario, mentre altri rispettabilissimi Marxisti,come ad esempio Bordiga,si sono mantenuti all’interno di un paradigma Teorico assolutamente Secondo-Internazionalista.
Il grande merito di Lev Davidovic è stato quello di capire come la Rivoluzione Democratica del 1905 si sarebbe sviluppata in Trascendenza,fino al rovesciamento dell’ordine zarista,dodici anni dopo.
Quindi il Teorico Inglese (mi riferisco a Woods) fa bene a citare Trotsky,o almeno il Programma di Transizione,ma non si capisce come faccia ad applicare questo alla Rivoluzione Nazionale Cubana e all’esperienza Venezuelana.
Andiamo avanti:
''In Cuba l'abolizione del capitalismo dopo la rivoluzione del 1959 ha permesso di raggiungere delle importanti conquiste nel campo della salute, della fine del analfabetismo, di ottenere un livello di educazione superiore della popolazione, un'aspettativa di vita maggiore e una forte riduzione della mortalità infantile, etc., I loro indici sono i migliori di tutta l' America Latina e in alcuni casi sono superiori a quelli dei paesi capitalisti avanzati. Nonostante ciò, Cuba è solo una piccola isola, in balia del mercato mondiale e inoltre sottomessa ad un blocco e un embargo feroci che causano enormi danni economici. Gli Usa vogliono ad ogni costo la fine della rivoluzione cubana perché temono l'esempio della superiorità di un' economia che non risponde alla legge del profitto privato di una minoranza. Ciò nonostante, l'idea che i problemi dell'economia cubana si possano risolvere con misure di mercato, è sbagliata e inoltre metterebbe in pericolo le conquiste della rivoluzione. Quello che serve è un autentico controllo operaio che ponga fine a quello burocratico, che conduce alla corruzione e allo spreco. Soprattutto, non si può costruire il socialismo in un paese solo. È necessario l' allargamento della rivoluzione socialista all' America Latina, a cominciare dal Venezuela."
Il fatto che ci siano Paesi in America Latina che si collocano al di fuori del controllo dell’Imperialismo Americano,che è ancora l’Imperialismo più forte militarmente,di certo è positivo, e un Marxista non può che difendere la Sovranità Nazionale di questi Paesi contro la minaccia Yankee.
Deve essere chiaro che abbandonare questo Mondo Uni-Polare,dove gli Usa fanno tutto ciò che gli pare,mandando avanti operazioni di sciacallaggio planetario,non può che essere positivo.
A sostegno di ciò ricordo le posizioni dolorose di Chen Duxiu verso la Cina,di Trotsky verso la Monarchia Etiope,e di Nahuel Moreno verso l’Argentina di Peron; di certo tutto ciò non ha nulla a che vedere con la Geo-Politica ridotta ad ideologia,al massimo parlerei dell’importanza della Geo-Politica come Metodo (giusto per puntualizzare la mia posizione!).
Un marxista, inoltre, deve sapere che ciò che caratterizza il Capitalismo è il Rapporto Salariale presente in tutto il Mondo,quindi in America come in Cina,e questo porta alla grande divisione di due blocchi sociali contrapposti,i Dominanti e i Dominati,o usando Termini Classici,Borghesia e Proletariato; non possiamo che lavorare per l’unità dei dominati,e non possiamo perdere di vista la riproduzione su Scala Globale del Capitale.
In questo modo ho stabilito i parametri della polemica.
Detto ciò faccio notare al lettore che le conquiste della Rivoluzione Cubana, che ben si è guardata da mettere in discussione in Rapporto Salariale,non sono assolutamente socialiste,si rilegga con attenzione "In Cuba l'abolizione del capitalismo dopo la rivoluzione del 1959 ha permesso di raggiungere delle importanti conquiste nel campo della salute, della fine del analfabetismo, di ottenere un livello di educazione superiore della popolazione, un'aspettativa di vita maggiore e una forte riduzione della mortalità infantile, etc., I loro indici sono i migliori di tutta l' America Latina e in alcuni casi sono superiori a quelli dei paesi capitalisti avanzati".
Quindi secondo Woods l’abolizione del Capitalismo invece di iniziare a liberare ore di vita porta a qualche semplice rivendicazione sociale; il nostro Teorico evidentemente è fuori dall’orbita di Marx.
Non è questa la sede per fare un esame critico della Rivoluzione Cubana,ma ritengo che il passaggio dalle Borghesie Private alla Burocrazia di Stato mantiene sempre lo stesso spartito musicale,e suona esattamente così ‘’plusvalore,plusvalore,plusvalore!’’.
Ed infatti ‘’Il Nostro’’ più sotto:
" Nel Vietnam, come in Cina, la burocrazia al governo ha intrapreso la strada capitalista, il che ha comportato conseguenze negative per la popolazione. Si sono distrutte conquiste storiche come la sanità pubblica e si è generato un aumento impressionante della disuguaglianza oltre al super-sfruttamento della classe lavoratrice. La legge che governa quelle economie è quella del profitto, non quella degli interessi e dei bisogni della popolazione. Non posso considerare quei paesi come socialisti".
Niente da aggiungere,il mio disaccordo è enorme.
3. Siamo arrivati al problema principale, che in questo articolo cercherò di mettere a fuoco con sintesi e precisione; il problema riguardante la formazione del Mercato Interno.
Nei Paesi Coloniali le differenziazioni delle Classi,quando ci fu il processo di decolonizzazione,erano poco visibili,proprio perché le strutture economiche e sociali di quei Paesi non potevano dirsi Capitalistiche.
I Movimenti di Liberazione Nazionale,una volte rotte le catene dell’Imperialismo,non potevano che affrontare il problema dell’Industrializzazione e quindi del reperimento dei Capitali.
Questa cosa ha coinvolto negli stessi termini Cuba,la Cambogia e il Ghana di Nkrumah, solo per fare qualche esempio, diciamo così ‘’illustre’’.
La dimostrazione dell’assenza di una ‘’Prospettiva Socialista’’ è stata data dalle stesse rivendicazioni di quei Movimenti una volta giunti al potere;questi fin da subito hanno ripudiato l’Internazionalismo,e hanno rivendicato l’autonomia di un Mercato Interno in funzione Anti-Imperialista.Castro stesso difese il Modello Interclassista di Allende in Cile e dei Sandinisti in Nicaragua;vediamo se riesco a spiegarmi meglio.
Nel momento in cui si rinuncia ad esportare la Rivoluzione, è necessario che i ‘’Nuovi Dominanti’’ lavorino per creare un Regime Salariale Interno cercando di ottenere i Capitali utili per la crescita economica,e quindi,come si è visto, si sono tracciati degli ‘’opportuni’’ rapporti Geo-Politici.
Fu così per i Paesi che in quegli anni aderirono al Movimento dei Non Allineati ed è così per il Venezuela di Chavez,molto vicino al fronte Euroasiatico capeggiato da Russia,Cina ed Iran.Della politica estera venezuelana Woods ovviamente non parla.
Ecco, siamo arrivati al piatto forte: le nazionalizzazioni.
4. Apro il discorso sulle nazionalizzazioni citando Bruno Maffi:
'' Di fronte alla campagna pubblicitaria che i partiti della “ricostruzione nazionale” svolgono in tutti i paesi per gabellare la politica delle nazionalizzazioni come un “passo avanti verso il socialismo”, l’avanguardia rivoluzionaria deve avere il coraggio di affermare che, al contrario, quella politica rappresenta il più raffinato metodo di sfruttamento intensivo del lavoro e di conservazione totalitaria del profitto, e che avvia al socialismo al modo che avvia ad esso tutta l’evoluzione dell’economia capitalistica, portando cioè alla più drammatica esasperazione il contrasto tra il carattere sociale della produzione e il carattere privato dell’appropriazione dei prodotti del lavoro, e l’antitesi tra capitale costante e capitale variabile. Nella fase monopolistica, accentratrice, totalitaria del capitalismo la politica delle nazionalizzazioni e della economia controllata dallo Stato è l’estrema arma di difesa del profitto e il più spietato strumento di sfruttamento del lavoratore". (1)
Ed ancora Maffi (mi scuso la lunghissima citazione):
"Alla fine del secondo conflitto imperialistico, la politica delle nazionalizzazioni ci appare come l’incrocio di esigenze insieme politiche ed economiche della società capitalistica. Le prime si ricollegano a quello che è il dato fondamentale della situazione aperta dalla guerra: il fatto cioè che questa è stata combattuta dalla parte vincente con la partecipazione diretta dei partiti tradizionali della classe operaia assurti a forze agenti e dominanti dello spaventoso massacro. Bisognava dare al conflitto l’apparenza di un “contenuto sociale”, e non è certo a caso che gli stessi slogan fossero lanciati, con tanto maggior zelo e calore quanto più la guerra volgeva alla fine, da una parte e dall’altra della barricata, e la repubblichetta di Salò gettasse sul mercato il suo piano di “socializzazione” dell’economia italiana proprio mentre il Consiglio nazionale francese della Resistenza portava a termine il suo. La pace, portando quasi dovunque al potere i partiti cui era spettato durante la guerra l’onore di convogliare in essa il proletariato non come massa passiva e recalcitrante ma come forza attiva, affidava loro il compito di sostanziare, dello stesso “contenuto sociale”, la ricostruzione postbellica, la riattivazione del meccanismo logoro dell’economia borghese. L’ideologia della “nazione” e del “popolo” doveva realizzare nella pace gli stessi benefici effetti che aveva realizzato in guerra con un insieme di parole d’ordine immediatamente suggestive per la classe operaia. La via era stata indicata e tracciata dagli stessi più tipici rappresentanti della conservazione capitalistica, e se in Inghilterra la politica laburista delle nazionalizzazioni trovava un terreno già preparato dalla politica economica del gabinetto Churchill, in Francia, dove il carattere propagandistico e pubblicitario della campagna delle nazionalizzazioni è stato particolarmente trasparente, i propagandisti di sinistra potevano ereditare gli slogan gaullisti della lotta contro i monopoli e per “l’assunzione da parte della nazione dei fondamentali mezzi di scambio e produzione e la partecipazione della classe operaia alla direzione della economia nazionale” (Programma del Consiglio nazionale della Resistenza", inverno 1944)''.
Dunque è chiaro che il Teorico della Sinistra Comunista si rivolgeva ad un contesto ben diverso, ma nonostante ciò spiega lo scopo delle nazionalizzazioni molto bene; lo stesso approccio può essere benissimo utilizzato per studiare altri contesti.
Quindi i Dominanti (e parlo di Classe Sociale non di Stati!) ricorrono alle nazionalizzazioni per ristrutturare il Mercato Interno e si impegnano a dare a questa ristrutturazione un contenuto sociale, dovendo, del resto, avere l’appoggio dei Ceti Subalterni.
I Partiti Stalinisti,ubriachi del ‘’Socialismo in un paese solo’’ hanno parlato di ‘’Vie Europee al Socialismo’’,nello stesso modo in cui negli anni’60, proclamarono le ‘’Vie Africane al Socialismo,ed ora si accodano a Cuba ultima rocca forte del Marxismo e al Modello Bolivariano.
Le Nazionalizzazioni dei settori strategici dell’Industria Nazionale sono stati in Europa l’ultimo atto dell’Economia Fordista nel trentennio 1945-1975; modello che è stato smantellato nel Mondo Occidentale, determinando il transito al Capitalismo Manageriale, ma che viene adottato solo ora nei vecchi Paesi Coloniali.
Il Fordismo non esclude concessioni sociali (come hanno pensato gli Operaisti), anzi ha come presupposto (e qui l’Urss è stato un campione dei Economia Fordista!) la piena occupazione,fondamentale per incentivare i consumi e creare un Mercato Interno forte.
E’ incredibile che Woods,che viene da una Corrente che da sempre si è opposta allo Stalinismo, non riesca a riconoscere i Capitalismi in ascesa e prenda simili cantonate.
5. Woods prosegue nella sua interessante intervista:
''Qualsiasi persona che consideri l' evoluzione dell'economia venezuelana negli ultimi anni, solo può arrivare a concludere che la borghesia non sta facendo niente per sviluppare le forze produttive. Il sabotaggio padronale di dicembre 2002 – gennaio 2003 ha messo quasi in ginocchio il paese. Oggi, il settore privato non sta investendo in Venezuela. Al contrario, c'è una fuga di capitali o, se vogliamo darle il suo vero nome, uno sciopero del capitale. L' economia si mantiene solo grazie al settore statale.Durante gli ultimi dieci anni la borghesia ha chiuso più di 4.000 medie e grandi aziende. Sondaggi del settore imprenditoriale venezuelano segnalano che per il 2010, meno del 15% dei capitalisti prevedono un aumento dei lavoratori in nomina, e solo il 60% degli investimenti di capitale nel settore manifatturiero sarà per investimenti operativi.Queste cifre mostrano che i capitalisti non possono sviluppare l' economia venezuelana. Al contrario, la stanno distruggendo. Continuare con la situazione odierna significherà più chiusure di fabbriche, più disoccupazione, più inflazione e più caos".
Alla luce di questi dati farò qualche considerazione sul conflitto sociale del Venezuela, ma le stesse considerazioni potrebbero andare benissimo per molti altri Paesi dell’America Latina o del Medio Oriente.
Dunque direi che da una parte abbiamo le Classi Medie che si stanno Occidentalizzando, e che si concentrano sempre di più nei grossi centri urbani, mentre dall’altra abbiamo una forte componente operaia e contadina concentrata nella periferia, indubbia base sociale di un Governo,comunque di Sinistra, come quello di Chavez.
Solitamente l’Imperialismo fa leva sui Gruppi Emergenti Nazionali che facendo affari con il Capitale Privato Straniero, perdono la loro base sociale e diventano, quindi, impersonali; Lenin,del resto, ha descritto questa tendenza della Borghesia ad Internazionalizzarsi già nel 1913.
La situazione è cambiata con l’Occidentalizzazione,e quindi anche la Colonizzazione Culturale dei Ceti Medi; vediamo in che modo.
L’Imperialismo con la nascita di queste frange a lui favorevoli,e qui ha giocato un ruolo fondamentale anche Internet che ha generato un vero e proprio Cervello Artificiale Globale,ha trovato lui stesso (e questo è paradossale!) una sua base sociale,creando una combinazione di fattori interni ed esterni,volti a rovesciare gli ‘’Stati Canaglia’’,e a fargli mantenere la sua egemonia. E in questo contesto che deve essere inserito Gene Sharp e la sua Teoria delle Rivoluzioni Colorate,quasi da intendersi come ultima spiaggia di un Sistema di Potere che vive la sua Agonia Mortale.
6. Siamo giunti all’ultima questione che volevo trattare, dopo di che posso congedarmi; cediamo la parola a ‘’Il Nostro’’:
" La classe lavoratrice venezuelana non è “atomizzata”. È stata il motore principale della rivoluzione dagli inizi. Ricordiamo che sono stati i lavoratori quelli che salvarono la rivoluzione in dicembre del 2002, quando hanno sconfitto la serrata padronale. Le esperienze di controllo operaio che ci sono state in Venezuela non hanno paragone in tutto il mondo e dimostrano un livello di coscienza e di organizzazione molto avanzato da parte dei lavoratori venezuelani. Un'altra cosa è che i loro dirigenti sindacali siano all'altezza. Recentemente ci sono state azioni e manifestazioni della classe lavoratrice che dimostrano chiaramente che i lavoratori sono in lotta per radicalizzare la rivoluzione. La marcia dell' UNT del 9 novembre per una nuova Legge sul lavoro è solo uno di molti esempi".
Continua:
" Basta la storia dell'ultimo decennio per dimostrare l' enorme potenzialità creatrice delle masse. Si è manifestata in tutte i momenti critici della Rivoluzione. Durante la serrata padronale, i lavoratori hanno occupato le installazioni petrolifere, espulso i vecchi manager controrivoluzionari e rimesso in funzione i macchinarii sotto il controllo operaio. Non solo hanno salvato la Rivoluzione, ma hanno dimostrato anche che erano capaci di dirigere l' industria e raggiungere migliori risultati di prima. Quello che è vero per i lavoratori del petrolio lo è anche per i lavoratori di qualsiasi altra branca dell'industria. Abbiamo visto molti altri esempi che dimostrano come i lavoratori siano capaci di dirigere l'industria e aumentare la produttività, se gli si permette di farlo. Ma la burocrazia ha portato avanti una campagna sistematica per screditare l' idea del controllo e della gestione operaia, sabotando ogni mossa in questa direzione".
L’Autogestione pone il problema del passaggio dal Capitalismo al Socialismo, ma non lo risolve, questo è bene chiarirlo, dato che leggo un po’ di confusione fra tanti presunti teorici marxisti.
Con l’Autogestione gli operai hanno il controllo, ma la titolarità dei mezzi di produzione resta in mano agli imprenditori, quindi da una parte abbiamo la grande concessione sociale da parte dei Dominanti (Potere Borghese per capirci),e dall’altra si crea il dualismo di poteri Dominanti/Dominati.
Gli operai devono utilizzare questa concessione per regolare i rapporti di forza a loro favore, ma il più delle volte, e abbiamo validi esempi storici, si sono fermati alla mera conquista del potere economico, per poi vedersi togliere il doppio di quello che avevano conquistato.
Vale la pena di ricorrere alla penna di Trotsky:
'' Per essere duratura, stabile, “normale”, la partecipazione degli operai alla direzione della produzione dovrebbe essere basata sulla collaborazione e non sulla lotta di classe. Ma una simile collaborazione di classe è possibile solo tra i vertici dei sindacati e le associazioni padronali. Le esperienze del genere sono state numerose: in Germania (la democrazia economica), in Inghilterra (il mondismo), ecc.Ma in tutti questi casi non si è trattato di un controllo operaio sul capitale, ma di una subordinazione della burocrazia operaia al capitale. Una tale subordinazione, come mostra l’esperienza, può durare anche a lungo: dipende dalla pazienza del proletariato.Ma più si è vicini alla produzione, alla fabbrica, all’officina, meno è possibile un simile regime, perché si tratta in questo caso degli interessi immediati e vitali dei lavoratori e tutto il processo si svolge sotto gli stessi occhi degli operai". (2)
Quindi è chiaro che non ci si può fermare al controllo della produzione, ma si deve spingere avanti la lotta fino alla conquista del potere politico.
Sarebbe interessante discutere anche di come riorganizzare un Modello Socialista sulla base dell’Autogestione,o meglio ancora come prospettare il Comunismo dei Consigli, ma di certo non è questo l’intento del mio articolo, e mi limito a queste segnalazioni.
7. Woods conclude dicendo:
'' Il problema col riformismo è che rende impossibile il funzionamento normale del capitalismo, ma no mette niente di coerente al suo posto. La nazionalizzazione parziale non risolve niente di fondamentale. Al contrario, distorce il meccanismo del mercato e provoca il caos. Continua ad essere impossibile avere un piano razionale della produzione perché i settori chiave dell' economia permangono in mano ai privati. Solo quando questi settori decisivi dell'economia saranno nazionalizzati sarà possibile mettere in moto il colossale potenziale produttivo del Venezuela per soddisfare gli interessi del popolo".
Quindi, al contrario di quello che dice ‘’Il Nostro’’, avrete capito che il Capitalismo si supera soltanto facendo pesare sulle Classi al Potere il peso del conflitto sociale, a prescindere dalla platonica distinzione fra Dominanti buoni e Dominanti cattivi.
Marx ha sempre contrapposto allo Stato Borghese uno Stato Operaio sul modello della Comune di Parigi,quindi la sostituzione della Democrazia non Rappresentativa con una autentica Democrazia Diretta.
Dice bene Bordiga:
'' Ecco un punto fondamentale di dissenso tra i comunisti e i socialdemocratici, che pensano di andare al potere nei Parlamenti e coi Parlamenti. La diversità, l'antitesi, strettissimamente connessa col modo di considerare la macchina esecutiva dello Stato borghese. Infatti, qualunque trapasso parlamentare di potere, anche se fosse accompagnato da esteriori mutamenti di certe forme costituzionali, si risolverebbe nel cambiare i ministri, cioè in fondo coloro che meno influiscono sulla routine del funzionamento di tutto l'apparato statale. Mentre i comunisti si propongono di costituire una nuova macchina di potere le cui funzioni rispetto a quella borghese siano perfettamente capovolte, i socialdemocratici presentano al proletariato la possibilità di prendere la macchina attuale con procedimento parlamentare, ossia pacifico e legalitario, e servirsene per i fini rivoluzionari della espropriazione della borghesia". (3)
Perfetto, bravo Bordiga,è proprio così! Ma ora mi chiedo è presente tutto questo nella analisi di Woods sulla Rivoluzione Venezuelana? Ma per favore,non scherziamo, non è presente proprio nulla.
Posso davvero chiudere il discorso mettendo in guardia i lettori dalle presunte ‘’Vie Nazionali al Socialismo’’, al massimo parleremo di una ‘’Via Chavista al Capitalismo’’, ma ci auguriamo che sia ancora presto per farlo.
________________________________________________________________
NOTE
(1) Bruno Maffi ‘’Le nazionalizzazioni arma del capitalismo'' Questo articolo, pubblicato nel dicembre 1946 sul numero 4 della rivista Prometeo (Serie I), è stato trascritto per il web dalla Libreria Internazionale della Sinistra Comunista.
(2) Lev Trotsky ‘’Il controllo operaio sulla produzione’’ Estratto di una lettera scritta a un gruppo dell’Opposizione di sinistra tedesca il 20 agosto 1931
(3) Amadeo Bordiga ‘’Il problema del potere’’ Articolo per Ordine Nuovo del 14 febbraio 1922.
15 febbraio 2011
Etichette:
Chavez Hugo,
VENEZUELA,
Woods Alan,
Zecchinelli Stefano
venerdì 12 novembre 2010
IL BOLSCEVISMO CRITICATO DA SINISTRA.
UN'ESAME CRITICO DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE, DALLA RIVOLUZIONE LIBERTARIA ALLO STALINISMO
di Stefano Zecchinelli
I). Domenica 7 Novembre 2010 si è svolto a Pistoia,organizzato dal Collettivo Anti-Capitalista Andreu Nin,un dibattito sulla Rivoluzione d’Ottobre,guidato dal Teorico e Storico del Movimento Operaio Roberto Massari.
Questo mio contributo critico vuole prendere in esame la posizione di Massari a riguardo della Rivoluzione Russa e poi presentare al lettore le principali Correnti del Comunismo di Sinistra.
Roberto Massari è uno dei più importanti esponenti del Trotskismo Italiano (e non solo Italiano),di sicuro un Teorico originale e ricco di posizioni critiche e stimolanti,la sua relazione non poteva che aprire numerose problematiche su cui è bene riflettere.
Marx ricordava che ogni Rivoluzione è critica prima di tutto verso se stessa,essendo il Processo Storico un divenire determinato da contraddizioni dialettiche interne;la celebrazione degli avvenimenti del passato quindi si pone sul campo dell’Anti-Marxismo può becero ed è giusto lasciarlo a gruppi che io definisco cialtroni.
La Rivoluzione Russa è stata sicuramente il più grande avvenimento Storico-Politico dell’intero Novecento,le Masse sfruttate per la prima volta hanno preso il potere dando vita a straordinari tentativi di autogestirsi dal basso.
Roberto Massari affronta il problema del Processo Rivoluzionario avanzando la Tesi del Partito Bolscevico come Partito Centrista,e quindi come Partito oscillante fra posizioni rivoluzionarie e posizioni riformistiche.
Il Partito di Lenin infatti non si è mai sganciato del tutto dal Paradigma Teorico della Seconda Internazionale,la quale nel Congresso di Erfurt prevedeva la scissione fra il Programma Minimo (rivendicazioni momentanee) e il Programma Massimo (rivoluzione sociale).
La distinzione fra la Teoria che stava alla base della Socialdemocrazia e quella che stava alla base della Quarta Internazionale di Trotsky non è di poco conto,cerchiamo di delineare le prime differenze.
Trotsky spiega molto bene come sia necessario che le rivendicazioni minime si scontrino con le esigenze del capitalismo,cioè vadano a colpire sempre di più le sue fondamenta,fino a costituire un ponte verso lo Stato Operaio.
E’ bene rilevare che queste teorizzazioni da parte del futuro fondatore della Q.I. risalgono già al 1905 e al suo scritto ‘’Bilanci e Prospettive’’ mentre Lenin adotterà (come ben dirà in seguito anche Trotsky) queste posizioni solo con le Tesi di Aprile del 1917.
La posizione di Lenin e quella di Trotsky per ciò che riguarda il problema della Transizione è assolutamente convergente infatti:
‘’ La peculiarità dell'attuale momento in Russia consiste nel passaggio dalla prima tappa della rivoluzione, che, a causa dell'insufficiente coscienza ed organizzazione del proletariato, ha dato il potere alla borghesia, alla seconda tappa, che deve dare il potere al proletariato e agli strati poveri dei contadini. Da una parte, questo passaggio è caratterizzato dal massimo di legalità (fra tutti i paesi belligeranti, la Russia è, oggi, il paese più libero del mondo) e, dall'altra parte, dall'assenza di violenza contro le masse e, infine, dall'atteggiamento inconsapevolmente fiducioso delle masse verso il governo dei capitalisti, dei peggiori nemici della pace e del socialismo. Questa peculiarità ci impone di saperci adattare alle condizioni particolari del lavoro del partito fra le immense masse proletarie appena destate alla vita politica.’’ (Lenin) 1
‘’ Il compito storico della prossima fase – fase pre-rivoluzionaria di agitazione, di propaganda e di organizzazione – consiste nel superare la contraddizione tra la maturità delle condizioni oggettive della rivoluzione e l'immaturità del proletariato e della sua avanguardia (smarrimento e demoralizzazione della vecchia generazione, inesperienza della nuova). Bisogna aiutare le masse a trovare, nel processo della loro lotta quotidiana, il ponte tra le rivendicazioni attuali e il programma della rivoluzione socialista. Questo ponte deve consistere in un sistema di rivendicazioni transitorie che partano dalle condizioni attuali e dal livello di coscienza attuale di larghi strati della classe operaia e portino invariabilmente a una sola conclusione: la conquista del potere da parte del proletariato’’. (Trotsky) 2
Le rivendicazioni fondamentali (es. le rivendicazioni salariali) sono la palestra che spinge le masse a prendere coscienza dell’insostenibilità del Modo di Produzione Capitalistico e quindi a superarlo;sono come un ponte che porta le masse ad auto-organizzarsi dal basso.
Tutto questo è proprio quello che è avvenuto in Russia dal Febbraio all’Ottobre del 1917,dove queste si sono auto-organizzate dando vita ai Consigli di Fabbrica;la situazione cambiò radicalmente dopo la presa del Potere.
Nel dicembre dello stesso anno venne promulgata una legge che prevedeva la regolamentazione dall’alto dei Consigli di Fabbrica e poco dopo fu sciolta l’Assemblea Costituente.
Su questo Rosa Luxemburg non ha avuto dubbi:
‘’Ebbene dopo tutte queste dichiarazioni la prima mossa di Lenin dopo la Rivoluzione di Ottobre è stata…la dispersione di quella stessa Assemblea Costituente,alla quale quella avrebbe dovuto aprire la strada’’. 3
Secondo Rosa le masse non devono essere fermate a ridosso del processo rivoluzionario,come è stato fatto in Russia,ma è proprio la Rivoluzione a creare il clima adatto per dare vigore ai corpi rappresentativi;è da qui che la Luxemburg parte per avanzare la sua Teoria dello Sciopero di Massa (da non confondere con lo Sciopero Generale).
La centralizzazione del Potere sarà la prima causa della nascita delle Burocrazie,e della Degenerazione dello Stato Operaio,ma cerchiamo di dire qualcosa in più sugli Apparati Burocratici.
II). L’analisi di Trotsky a riguardo è straordinaria ed è valorizzata dal fatto di non avere avuto precedenti nella Storia del Movimento Operaio.
Qualche analisi simile può essere ricercata in Roberto Michels e nella sua Legge Ferrea del Funzionamento Oligarchico,ma per ciò che riguarda il processo degenerativo del Socialismo non era stato scritto nulla fino ad ora.
Lo stesso Rakovsky prende in esame la fine della Rivoluzione Francese partendo dal problema dell’isolamento in cui si trovò il suo capo più importante:Robespierre (nel caso dell’Urss dovremmo parlare dell’isolamento di Lenin prima e Trotsky poi?E lecito dubitare).
Possiamo fare una brevissima premessa al discorso,che comunque merita delle apposite trattazioni,dicendo che quando un gruppo è arrivato al potere diventa l’agente di questo potere e purtroppo agisce per conto di qualcuno,nel nostro caso del proletariato.
Ammettere una soluzione centralizzata (e quindi d’elite) significa da una parte dimostrare di non avere fiducia nelle masse,ed è stato il punto centrale della ricchissima relazione di Massari,e dall’altro rischiare di cadere nei ‘’pericoli professionali del potere’’.
Roberto Massari da profondo conoscitore del pensiero politico di Trotsky dirà:
‘’Tale definizione (quella di Burocrazia) rappresenta per Trotsky un punto di arrivo fondamentale.Per noi posteri un punto di partenza.Una base indispensabile,quindi,senza la quale difficilmente ci si potrebbe intendere su cosa sia realmente accaduto nel mondo negli ultimi settant’anni’’. 4
Niente di più vero soprattutto se noi consideriamo le proiezioni dello Stalinismo nel mondo e principalmente mi riferisco al Togliattismo in Italia,al Titoismo in Jugoslavia e al Maoismo in Cina,ma anche gli effetti che le Burocrazie Staliniste hanno avuto nello strangolare processi di cambiamento sociale come quello della Spagna del 1936.
La posizione che è emersa dalla relazione è una posizione severa,il fine non giustifica i mezzi,nessuna forma di Dispotismo Sociale è ammessa o giustificata.
Lenin nel 1921 dirà:
‘’ "Ho dichiarato che il nostro Stato in realtà non è uno Stato operaio, è uno Stato operaio e contadino. Leggendo i verbali della discussione, ora mi accorgo di aver avuto torto, avrei dovuto dire: Lo Stato operaio è un'astrazione. In realtà noi abbiamo uno Stato operaio con le seguenti caratteristiche: (1) sono i contadini e non i lavoratori a predominare nella popolazione e (2) è uno Stato operaio con deformazioni burocratiche’’.
Affermazione chiara che non fa altro che confermare le critiche dei Comunisti di Sinistra,i quali furono i primi a denunciare la svolta autoritaria dell’Urss.
Un contributo valido alla Critica dell’impostazione Teorica di Lenin (che evidentemente non è infallibile) deve dire qualcosa sul Comunismo che si colloca a Sinistra del Bolscevismo;procederò in estrema sintesi cercando di dare al lettore una conoscenza di base (sta a lui approfondire) delle posizioni appartenenti alle forse politiche che mantennero un approccio critico verso la Rivoluzione d’Ottobre.
III). Dirò subito che i Rivoluzionari critici verso Lenin,per quanto contestati dai Bolscevichi Ortodossi,erano pensatori di prima grandezza e di grande spessore morale.
Farò un cenno all’Italia partendo dalla Sinistra Comunista,vera artefice della fondazione del Partito Comunista d’Italia nel 1921,che ha trovato il più importante esponente in Amadeo Bordiga.
Bordiga è stato un Marxista davvero eminente,di cui possiamo ben ricordare scritti come il ‘’Dialogato con Stalin’’ e il ‘’Dialogato con i morti’’.
Il primo scontro fra il Fondatore del Pcd’I e il Capo dell’Internazionale ci fu a riguardo della questione elettoralistica,considerata dal primo svantaggiosa per il Movimento Operaio.
La posizione della S.C. fu respinta al Secondo Congresso dell’Internazionale e questa sconfitta iniziò a spingere in avanti gli Ordinovisti,guidati all’epoca da Antonio Gramsci.
Per chiarire la svolta del Congresso di Lione del 1926 devo dire che la formazione Bordighista aveva alla sua Sinistra un gruppo molto vicino ai Comunisti Olandesi (che nel 1919 uscirono dal Partito Comunista di Germania) guidato da Michelangelo Pappalardi.
Pappalardi all’inizio del 1923 si trasferì a Berlino dove conobbe Karl Korsch e ritenne valida la sua posizione sulla Rivoluzione Russa.
Il 10 Novembre 1923 rassegnò le dimissioni dal Partito cosa che Bordiga non approvò invitandolo a chiedere,con una lettera del 25 ottobre 1925,di essere riammesso.
Intanto Gramsci in Italia inizia il processo di bolscevizzazione,importando la struttura Partitica Staliniana.
Per il Congresso di Lione la Sinistra Comunista cercò di presentarsi con un Comitato d’Intesa,ma questo venne sciolto dalla Segreteria,inoltre l’Ingegnere Napoletano (Bordiga) sarà sollevato dal suo incarico di Segretario della Sezione di Napoli.
Vediamo già come Gramsci anticipa alcuni punti che saranno alla base delle politiche di Togliatti:l’eliminazione del dissenso,una politica opportunistica all’interno dei Sindacati e soprattutto la politica dei Fronti Popolari.
Anche la famosa lettera del 1926 all’Ufficio Politico del PCUS,che poi cadde in un binario morto dato che Togliatti se la tenne in tasca,non contrastava per nulla la linea politica dell’Internazionale e la Teoria di Bucharin del Socialismo in un paese solo.
Pappalardi fondò nel 1927 i Gruppi di Avanguardia Comunista che nel 1928 divennero i Gruppi Operai Comunisti;bisogna dire che questa formazione politica si sciolse nel 1931 e parte dei suoi militanti divennero Anarchici mentre altri Comunisti Libertari.
La corrente Bordighista in Italia diede vita al gruppo Prometeo e nel 1942 Onorato Damen fondò il Partito Comunista Internazionalista,Partito Comunista Internazionale dal 1965.
Si sono delineate due Correnti;una Anti-Bolscevica (i Consiglieristi a cui apparteneva Pappalardi) e una filo-Bolscevica (Prometeo).
IV) Per iniziare a comprendere le divergenze (si trattava di questioni di Principio) fra la Sinistra Comunista (Bordiga,Damen e con alcune posizioni differenti Cervetto) e l’Ultra-Sinistra Comunista o Comunismo dei Consigli (Gorter,Korsch,Pannekoek,Mattick) è bene riprendere la Lettera che Bordiga inviò a Korsch il 28 Ottobre del 1926.
Dice Bordiga:
‘’ Per esempio il vostro "modo di esprimervi" sulla Russia mi pare che non vada bene. Non si può dire che "la rivoluzione russa è una rivoluzione borghese." La rivoluzione del '17 è stata una rivoluzione proletaria, benché sia un errore generalizzarne le lezioni "tattiche." Ora si pone il problema di che cosa avvenga della dittatura proletaria in un paese se non segue la rivoluzione negli altri paesi. Vi può essere una contro-rivoluzione, vi può essere un intervento esterno, vi può essere un corso degenerativo di cui si tratta di scoprire e definire i sintomi ed i riflessi dentro il Partito comunista’’. 5
Per Bordiga e la Sinistra Comunista la Rivoluzione Russa era una Rivoluzione Socialista mentre per i Consiglieristi (basta leggere gli scritti di Mattick) una Rivoluzione Borghese che attraverso una Dittatura degli Intellettuali ha portato alla nascita del Capitalismo di Stato.
Questo spinse l’Ingegnere Napoletano a rompere con l’Ultra Sinistra la quale lavorerà per la costruzione di una Corrente Internazionale impostata Teoricamente sulla Teoria delle Tre Varianti (Stalinismo,Fascismo e Keynesismo Sociale).
Bordiga infatti concluderà dicendo:
‘’ In conclusione non credo il caso di fare una dichiarazione internazionale come voi proponete e non credo nemmeno praticamente attuabile la cosa. Credo ugualmente utile di dare nei diversi paesi delle manifestazioni e dichiarazioni ideologicamente e politicamente parallele per il contenuto sui problemi della Russia e del Comintern, senza per questo offrire gli estremi del "complotto" frazionista, e ciascuno elaborando liberamente il suo pensiero e le sue esperienze’’.
Personalmente ritengo che i Bolscevichi portarono a termine una Rivoluzione Socialista (e non Borghese),e soprattutto una Rivoluzione con venature Libertarie e Anarchiche,data la grande mobilitazione dal basso;tutto questo ovviamente fino allo scioglimento dell’Assemblea Costituente.
Ha differenza dei luoghi comuni riguardanti quella grande esperienza storica è straordinario ‘’vedere’’ quante forze politiche erano favorevoli allo Slogan ‘’tutto il potere ai Soviet’’,quello che successe dopo (dal massacro degli Anarchici Ucraini alla Nep) diventa la negazione del Soviettismo.
Detto questo ricorderò due importanti personalità che provenendo da percorsi culturali e politici diversi sono arrivati a conclusioni simili: Maximilien Rubel e Daniel Guérin.
Maximilien Rubel è stato un Marxologo Francese,molto amico di Paul Mattick,il quale andrà ad attribuire a Marx il merito di aver formulato una Teoria Anarchica.
Rubel dice che i Comunisti e gli Anarchici hanno in comune la creazione di una Società senza Stato,basata su Comunità Autogestite;ovviamente tutto questo presuppone una critica al Leninismo e un ritorno all’originaria Teoria di Marx.
La critica filosofica di Hegel diventa radicale e porta alla negazione dello Stato,l’anarchismo non verrà mai pronunciato ma il senso della critica è quello.
Rubel insisterà tanto sulla frase di Marx ‘’L’esistenza dello Stato e l’esistenza della schiavitù sono indissocialibili…’’
Sempre in Francia un'altra grande figura è quella di Daniel Guérin il quale partendo dal Trotskismo (conoscerà Trotsky a casa di Pierre Naville) si avvicinò all’Anarchismo formulando una Teoria che lui disse Marxista Libertaria (per non inimicarsi tanto gli Anarchici quanto i Marxisti).
Secondo Guerin (il quale continua l’analisi dell’ultimo Victor Serge) è necessario riprendere la critica al Capitalismo fatta dai Marxisti (Marx,Lenin,Trotsky) e l’Etica degli Anarchici, fondamentale per realizzare l’autogestione.
Il Marxismo rinvenendo le sue radici anarchiche non può che uscirne purificato,trovando quella Terza via che è stata oscurata dagli orrori dello Stalinismo.
Il pensiero anarchico infatti mantiene una sua attualità perché ha colto e denunciato i rischi di una deviazione autoritaria del Marxismo e inoltre una prospettiva libertaria fa appello alla forza creatrice delle masse e non alla delega del potere verso una minoranza esigua che si chiama Partito.
Guérin sui contrasti fra Marxismo e Anarchismo dice:
‘’Ma il fossato tra anarchismo e marxismo è diventato un vero e proprio baratro solo all’inizio del nostro secolo (si parla del Novecento),vale a dire quando la Rivoluzione Russa,libertaria e soviettista nell’Ottobre 1917,ha dovuto cedere il posto a un formidabile apparato statale,dittatoriale e poliziesco.L’anarchismo,l’idea anarchica sono stati liquidati in Russia come lo sono stati Soviet stessi’’. 6
La critica è molto forte nonostante Guérin ha sempre ammirato Lenin,pur considerando l’Urss dal 1917 al 1922 una forma di Socialismo dall’alto.
Lo Stalinismo fu la negazione dell’Internazionalismo espresso nel Bolscevismo -parte del movimento anarchico continuò ad appoggiare i Bolscevichi anche dopo l’approvazione della Nep- però non può lasciarci indifferente la debolezza del Proletariato Russo davanti la presa del potere di Stalin;si trattava di una Classe sfiduciata,demoralizzata,incapace di reagire.
Il primo Trotsky,in polemica con il Lenin del ‘’Che fare?’’ e con l’organizzazione del partito rivendicata dal capo bolscevico, dirà:
‘’Non è un caso che Lenin abbia dato una simile definizione che non è altro che un attentato teorico contro i caratteri di classe del nostro partito,un attentato non meno pericoloso del riformismo’’. 7
E ancora:
‘’L’organizzazione del partito prenderà il posto del partito stesso; il Comitato Centrale prenderà il posto dell’organizzazione;e infine, il dittatore prenderà il posto del Comitato Centrale."
Saranno questi i punti fermi di Rosa Luxemburg e che guideranno poi Daniel Guerin e Roberto Massari verso una Prospettiva di Comunismo Libertario avversa alle Burocrazie Staliniane.
La mia analisi è molto parziale e richiede di sicuro ulteriori contributi,ma comunque penso che sia chiaro quanto importante è lo studio del Comunismo di Sinistra e la critica del leninismo,per quanto Lenin sia stato importante per tutti noi:il dogmatismo non interessa ai Marxisti anzi gli è da sempre avverso.
Stefano Zecchinelli per il Collettivo Anti-Capitalista Andreu Nin
________________________________________________________
Note:
1) Lenin ‘’Tesi di Aprile’’
2) Lev Trotsky ‘’Programma di Transizione’’
3) Rosa Luxemburg ‘’La Rivoluzione Russa’’
4) Roberto Massari ‘’Trotsky e la ragione rivoluzionaria’’
5) Amadeo Bordiga ‘’Lettera a Karl Korsch’’
6) Daniel Guérin ‘’Per un Marxismo Libertario’’
7) Lev Trotsky ‘’I nostri compiti politici’’
11 novembre 2010
Etichette:
Massari Roberto,
Zecchinelli Stefano
giovedì 23 settembre 2010
Per una Storia della Sinistra.Dallo Stalinismo al Neo-Liberismo,le tappe di un'evoluzione
di Stefano Zecchinelli
1. Dopo aver cercato di spiegare le ragioni Teorico-Politiche che hanno portato all’esaurimento della Coppia Dicotomica Destra/Sinistra cercherò di dire qualcosa sulle formazioni politiche che si chiamano Comuniste o di Sinistra Radicale.
Le problematiche che questo argomento comporta verranno da me approfondite facendo riferimento ai motivi socio-culturali (farò quindi un’analisi sociologica) che hanno spinto i comunisti (o presunti tali) ad aderire al Neo-Liberismo.
In questo intervento parlerò di alcune correnti interne ai Partiti che ultimamente hanno dato vita alla Federazione della Sinistra e farò un cenno ai Movimenti a loro esterni come Sinistra Critica,ovviamente manterrò le coordinate proprie del Materialismo Storico a cui un vero Comunista non deve mai rinunciare.
Prima di immergermi nel mondo della Sinistra Radicale Italiana (o per alcuni Sinistra Post-Comunista) voglio fare qualche cenno sul Pci.
2. Dirò subito che il Pcd’Italia a seguito della Stalinizzazione (il gruppo dirigente fondatore che faceva capo a Bordiga fu espulso insieme ad altri oppositori vicini alle posizioni di Trotsky) non aveva nulla a che vedere con il Partito nato a Livorno nel Gennaio 1921.
Come ho già detto (nel mio scritto in risposta a Luciano Vasapollo) il Pci terminata la guerra doveva adeguarsi al nuovo ordine di Yalta che relegava l’Italia nel Blocco Ovest,Togliatti quindi mise in piedi un Partito Socialdemocratico nella pratica elettoralistica ma che manteneva una struttura fortemente centralizzata con una casta di burocrati al potere.
Il Kausky che contrappose la Democrazia al Capitalismo venne ripreso nella formulazione della ‘’Via Italiana al Socialismo’’ ma ovviamente era un Kausky di gran lunga peggiorato essendo l’Spd (come ho già detto) un partito che manteneva il pluralismo interno.
Inoltre ‘’Il Nostro’’ (mi riferisco a Togliatti) non considerò il successivo Boom Economico (processo di modernizzazione del Capitalismo Italiano) e al primato della Storia fece succedere il primato della Sociologia.
Il Partito di Togliatti mantenne in forza della così detta ‘’doppiezza togliattiana’’ un linguaggio anti-capitalistico ma in realtà era ben inserito nell’ordine costituzionale e non aveva possibilità di svincolarsi da questo (da lì le critiche alla Legalità Borghese di Galvano Della Volpe e del primo Lucio Colletti).
La situazione cambiò nell’epoca berlingueriana quando il Pci si fece investire da un vero e proprio processo di atlantizzazione guadagnandosi i favori della borghesia progressista italiana (ci tengo a sottolineare che l’idea di progresso è propria della Sinistra Post-Moderna).
Arrivati a questo punto devo fermarmi (molto brevemente) su un evento che considero particolarmente significativo e da lì azzardare qualche ipotesi.
Nel 1969 Enrico Berlinguer condannò a Mosca la repressione dei Comunisti Praghesi e difese gli scomunicati Comunisti Cinesi.
Che dietro ‘’la Primavera di Praga’’ ci fosse la mano di forze esterne è cosa ormai risaputa,lo stesso Dubcek fu acclamato durante la ‘’Rivoluzione di Velluto’’,ma la riabilitazione dei Comunisti Cinesi deve essere ricollegata ad un altro importante avvenimento.
Nel 1971 con due visite a Pechino Kissinger incontra il Premier Cinese Zhou En Lai e pone le basi per il summit del febbraio 1972 fra Nixon e Mao.
I due paesi non stipuleranno nessun Trattato ma affermano di voler prevenire qualsiasi tentativo egemonico in Asia,in questo modo la Cina intensificò gli scambi economici e culturali con gli Usa e isolò l’Urss.
Si vanno a delineare dei nuovi assetti Geo-Strategici,l’Imperialismo viene stravolto fin dalla sua Struttura Economica e i Partiti non possono non rapportarsi a questi cambiamenti.
Questa per me che cerco di procedere utilizzando (anche) il Metodo Geo-Politico è una chiave di lettura più che valida per comprendere le vere ragioni della de-stalinizzazione del Pci (in una prospettiva Euro-Atlantica e non più Euro-Asiatica) e la funzione che questo ricoprirà nelle vicende riguardanti il Capitalismo Italiano.
3. Negli anni ’70 si consumò anche la guerra fra Pci e Psi per dimostrare alla Borghesia chi avesse veramente il controllo sulla Classe Operaia e non possiamo dire che fu il Pci il vincitore (come osserva anche Roberto Massari nel suo attentissimo studio sulla Sinistra Radicale) data la continua perdita di voti operai che si è consumata con le vittorie elettorali di Forza Italia e della Lega Nord.
A seguito del Compromesso Storico i dirigenti del Pci si batterono per le esigenze congiunturali e non solo storiche del Capitalismo Italiano,inserendosi in veri e propri gruppi finanziari (basta pensare ai vari scandali giudiziari che hanno colpito personaggi provenienti da quella parte politica).
Questo gruppo politico con la fine del Capitalismo di Stato Sovietico (la storiografia ufficiale parla di Comunismo Storico) si riciclò pacificamente in Pds,Ds e infine Pd.
Fatte queste considerazioni preliminari mi soffermerò sul problema delle Burocrazie e cercherò di applicare questo approccio analitico alla ‘’Sottocasta’’ (non possiamo parlare di Casta Dominante) della Sinistra Radicale.
4. Roberto Michels,storico e sociologo del Movimento Operaio,osserva come all’interno del Partito Socialdemocratico dei primi anni del Novecento i capi operai potessero trasformarsi in burocrati agiati molto simili ai Borghesi che si proponevano di combattere.
Michels afferma che questo cambiamento non dipende da colpe umane individuali ma da una legge chiamata Legge del Funzionamento Oligarchico secondo cui per fronteggiare la Borghesia l’Spd doveva adottare tutte le sue regole.
Roberto Massari nel suo Saggio su ‘’I Forchettoni Rossi’’ cerca di applicare l’analisi delle Burocrazie fatta da tre Teorici Marxisti di formazione culturale diversa:Gilas,Poulantzsas e Naville.
Milovan Gilas è stato un Teorico di prima grandezza,ha formulato la ‘’Via Jugoslava al Socialismo’’ (mai applicata da Tito) ed è stato un grande conoscitore degli Apparati di Potere Stalinisti.
Nel 1957 scrisse il Saggio ‘’La nuova classe’’ che gli costò sette anni di reclusione nelle carceri del‘’Compagno’’ Tito.
Secondo Gilas il Partito al potere inizia a trasformarsi nella ‘’Nuova Classe’’,gli apparati burocratici acquistano una vera e propria forza sociale.
La sua analisi per certi versi è molto simile a quella sul Collettivismo Bucratico fatta da Bruno Rizzi (e criticata da Trotsky) secondo cui le Burocrazie esercitano una vera e propria oppressione di classe.
All’interno della ‘’Nuova Classe’’ crescono le ambizioni,il servilismo,le gelosie,la continua ricerca del privilegio,esterno agli stessi apparati burocratici (conflitto fra il dentro e il fuori),tutti elementi (continua Gilas) che porteranno ad un suo superamento indolore.
In questo modo il Comunista Macedone prevede con lucidità in riciclaggio della Dirigenza del PCUS in Borghesie Private.
Poulantzsas era un althusserista greco,ostile al Trotskismo anche se apprezzò l’analisi di Trotsky dello Stato Fascista.
Il suo libro più importante su questo argomento si intitola ‘’Potere politico e classe sociale’’,Roberto Massari fa riferimento al Capitolo ‘’Le burocrazie e le elites’’, soffermandosi proprio sull’ultimo paragrafo ‘’La burocrazia e la lotta di classe’’.(1)
Secondo il Marxista Greco la Lotta di Classe non può intaccare il potere della Casta (burocrazia) la quale ha il compito di mantenere l’ equilibrio fra gli apparati dello Stato e il conflitto di classe (osserva Massari).
Poulantzsas inoltre paragonerà i piccoli apparati burocratici alla burocrazia di cui parlava Marx e cioè la classe contadina dedita alla piccola produzione.
Questo approccio è interessante dato che la ‘’piccola borghesia radicalizzata’’ è da sempre stata una base sociale dei Partiti Stalinisti (soprattutto nel processo di decolonizzazione,penso al Nazionalismo Arabo ma potrei citare molti altri esempi) anche se è difficile classificare i ‘’Forchettoni Rossi’’ ormai filo-americani come seguaci del ‘’Meraviglioso Georgiano’’.
Un’altra concetto caro a Poulantzsas (e in modo diverso a Naville) è quello di ‘’Feticcio del Potere’’,’’figlio bastardo’’ del Feticcio delle Merci,attraverso cui si stabiliscono le regole proprie delle gerarchie nella Società Capitalistica.
5. Pierre Naville è stato uno dei più importanti Teorici Trotskisti dell’interno Novecento.
Esperto di Strategia Militare,studioso di Sociologia del Lavoro,’’eminente surrealista’’.il suo lavoro sulle Burocrazie è una straordinaria lezione di analisi marxista.
Nel Saggio ‘’Burocrazie e rivoluzione’’ Naville analizza il fenomeno delle Burocrazie in modo congiunto,facendo cioè un parallelo fra gli ‘’Stalinismi di Mercato’’ (azzardo questa formula alternativa al Capitalismo di Stato) e i paesi Capitalistici.
Cercherò adesso di accennare molto brevemente (come del resto ho fatto anche per gli altri autori) qualche aspetto saliente della sua teoria.
‘’Il Nostro’’ (riferito a Naville) parla della formazione delle Burocrazie non solo nei grandi Partiti Socialisti ma anche nei piccoli Partitini Comunisti come ad esempio la Ligue Francese.
Il Partito nel momento in cui deve rapportarsi all’Ordine Costituzionale (Ordine Borghese) diventa una macchina (dice Naville) il cui modello va ricercato negli eserciti (la sua analisi ricorda quella di Michels) e questo avviene anche quando non è al potere.
Questa Macchina di Consensi non fa altro che richiamarsi alle masse e ultimamente ai movimenti,proprio perché masse e movimenti presentano interessi particolari al loro interno e quindi non hanno un carattere classista (cosa chiara ad ogni Marxista che si rispetti).
Detto questo possiamo chiederci che cosa avrebbe pensato un gigante come lui di Movimenti Politici come il Popolo Viola e il suo futuro candidato al ruolo di Capo del Governo,Nichi Vendola.
Stendiamo un velo pietoso su queste miserie e cerchiamo di mantenere alto il tenore del dibattito o almeno nei limiti delle mie possibilità cercherò di farlo.
6. Questo metodo è basilare per poter comprendere il processo degenerativo della Sinistra Radicale e dei partiti che ne fanno capo.
Per ora mi sono ‘’limitato’’ a fare considerazioni Sociologiche e Teorico Politiche (molte delle quali sono state sviluppate meglio in altri miei scritti) ma questo processo di de-costruzione dell’Ideologia Dominante a riguardo della Coppia Dicotomica Destra/Sinistra è stato mandato avanti da altri eccelsi pensatori (di formazione culturale diversa) come Roberto Massari (un Comunista Libertario che viene dalla Quarta Internazionale) o Costanzo Preve (un Filosofo di formazione Lukacciana).
Detto questo continuerò a sviluppare i punti che ho già messo a fuoco e proverò fare delle previsioni sugli sviluppi dei Capitalismi nella fase Multipolare.
Ritornando sul tema della ‘’Sinistra Radicale’’ mi voglio fermare su alcuni gruppi politici e fare qualche brevissima osservazione.
In questa sede ho deciso di parlare (come avevo detto nella parte introduttiva dell’Articolo) dei Comunisti Italiani (Pdci),dell’Ernesto (Corrente Interna a Rifondazione Comunista) e farò due brevissimi cenni a Sinistra Critica e la Corrente di Falce e Martello (sempre interna al Prc).
Iniziamo questo breve viaggetto.
7. Il Partito dei Comunisti Italiani è stato fondato da Oliviero Diliberto e Armando Cossutta l’11 ottobre 1998.
Questo Partito si pone l’obiettivo di costruire un Fronte Neo-Berlingueriano attraverso la tattica delle larghe alleanze,dai settori moderati dei cattolici fino alla Sinistra di Movimento,il punto di riferimento resta il Compromesso Storico stipulato da Enrico Berlinguer con la DC nel 1976.
Queste ovviamente sono delle considerazioni preliminari molto superficiali ma entriamo nel vivo del problema.
Il Governo di Centro-Sinistra guidato da Romano Prodi nel biennio 1996-1998 applicando le disposizioni della Comunità Europea inizia il processo di precarizzazione del lavoro (Legge Treu),la privatizzazione dei servizi pubblici (con la vendita ai privati della Telecom) e delle Università (con la legge di Luigi Berlinguer),solo per citare qualche esempio.
Questo creò dei forti malcontenti all’interno del Prc e i primi scontri fra l’area Movimentista che proveniva da Democrazia Proletaria e dal Sindacalismo di Sinistra con l’Area Cossuttiana incrostata ideologicamente su posizioni governiste.
Fausto Bertinotti (classico esempio di infatuato per dirla con Naville dal ‘’Feticcio del Potere’’) per evitare che il Partito gli sfuggisse di mano chiese al Governo una Finanziaria di Risarcimento per i ceti più bassi che fino ad allora avevano pagato il prezzo imposto dall’Imperialismo Europeo.
La Finanziaria che fra l’altro suscitò gli entusiasmi della base del partito fu respinta e Bertinotti il 9 Ottobre 1998 ritirò la fiducia al Governo provocandone la caduta.
Da qui le ragioni che porteranno i vecchi cossuttiani a uscire dal Prc e a permettere a Massimo D’Alema di ricostituire una nuova maggioranza.
Per la prima volta un ex Pci si trovò a capo del Governo con il pieno appoggio non solo della Borghesia Italiana ma anche dell’Imperialismo Usa.
Il 24 marzo 1999 il nostro Capitalismo ‘’piccolo,piccolo’’ diede la sua manina agli Amici Yankee bombardando la Serbia.
I bombardamenti della Serbia non furono cosa da poco perché l’Imperialismo Egemone,quello ‘’a stelle e strisce che venera la libertà’’ ha potuto colpire l’Europa in un punto nevralgico (i Balcani) isolando la Serbia dai ‘’fratelli’’ russi.
Per me che utilizzo il metodo Geo-Politico quello degli Stati Uniti è stato un tentativo di indebolire sul nascere l’Imperialismo Europeo (che si stava dotando di Organi simili a quelli dell’Imperialismo Usa) e di subordinare sotto il suo controllo quella che posso chiamare ‘’l’Euro Zona’’.
Fu davvero uno spettacolo vedere in quegli anni Armando Cossutta,stalinista duro e puro dover spiegare ai Compagni dell’Est che il suo appoggio a quel governo serviva solo per evitare di ‘’consegnare il paese a Berlusconi’’,delle scene davvero penose.
E’ interessante invece notare come tutti i partiti ormai funzionali al Neo-Liberismo non si propongono più di gestire la ‘’cosa pubblica’’ ma (nel caso dei ‘’Sinistrelli’’) si accontentano di amministrare i danni che l’economia fa alla società civile.
Mi fermo qui sui Comunisti Italiani anche perché avendo iniziato con Gilas,Poulantzsas e Naville non ci tengo proprio a rovinarmi l’intestino con Diliberto,Cossutta e soprattutto Fausto Bertinotti.
8.L’Area dell’Ernesto nasce durante il Quarto Congresso di Rifondazione Comunista datato marzo 1999.
Quest’area politica parte da presupposti ideologici diversi sia rispetto l’ex maggioranza del Prc guidata da Fausto Bertinotti,sia rispetto Falce e Martello o Sinistra Critica.
Come il Pdci (Comunisti Italiani) l’Ernesto si rifà alle esperienze del Comunismo Storico Novecentesco e soprattutto alla versione italiana dello Stalinismo,il togliattismo.
Per presentare i presupposti culturali di questa Corrente voglio partire da un articolo scritto ultimamente da Claudio Grassi,il suo fondatore (teniamo presente che di recente c’è stata una scissione operata da Fosco Giannini) intitolato ‘’Contro il Settarismo’’.
Grassi dice ‘’Una delle malattie più gravi della sinistra è il settarismo. I grandi dirigenti comunisti lo hanno sempre contrastato duramente. Basti pensare alla lotta intrapresa da Gramsci contro Bordiga, nei primi anni di vita del Partito Comunista d’Italia. La vittoria di Gramsci – che produsse quel documento straordinario per l’epoca che furono “le Tesi di Lione” – fu decisiva per portare i comunisti su una linea che si rivelò fondamentale per sconfiggere il fascismo e per costruire un grande Partito comunista. Il settarismo lo contrastò anche Togliatti che nel 1943, con la svolta di Salerno, costruì una vasta alleanza senza la quale non si sarebbe sconfitto il fascismo e non si sarebbero cacciati i nazisti. Senza quelle scelte l’Italia non avrebbe avuto la Costituzione, firmata, appunto, anche da Umberto Terracini. Si potrebbero fare molti altri esempi, ma non mi sembra necessario’’.
Il gruppo dirigente del Pci presentò una versione inedita del ‘’primo’’ comunismo italiano,cancellando personaggi straordinari da intere Bibliografie (da Bordiga a Onorato Damen,da Pietro Tresso ad Alfonso Leonetti) e trasformando uomini infami (come il Boia Vidali) in eroi.
Palmiro Togliatti non era presente nel Congresso Fondativo del Pcd’Italia mentre Gramsci riesce a mala pena ad entrare nel Comitato Centrale,Bordiga fu il dominatore assoluto del Congresso.
Con le Tesi di Lione è vero che il ‘’Grande Sardo’’ riuscì ad ottenere la maggioranza sull’Ingegnere Napoletano,ma la struttura del Partito Gramsciano non aveva nulla a che vedere con il processo di stalinizzazione che da lì a poco investì il partito.
‘’Anche Gramsci sbagliava’’come giustamente osserva Paolo Casciola in un suo Saggio molto dettagliato,infatti ‘’Il Nostro’’ (riferito a Gramsci) non comprese l’importanza della battaglia che in quegli anni unì Trotsky e Bordiga ma coniò addirittura il dispregiativo trotsko-bordighismo,poi particolarmente in voga nel Pci.
Non intento dilungarmi molto,Gramsci ha avuto tempo per ricredersi,pagando per mano di Ercoli (Togliatti) le conseguenze di queste sue valutazioni errate.
Prima di riprendere a parlare dell’impostazione politica di base dell’Ernesto voglio ritornare molto brevemente su Bordiga e l’ accusa di settarismo che gli è stata rivolta almeno per ciò che riguarda i primi anni di vita del Partito Comunista d’Italia.
Amadeo Bordiga che per me è stato un vero gigante del Marxismo Novecentesco proponeva in alternativa al Fronte Unico Politico (Lenin,Trotsky) un Fronte Unico Sindacale in forza dell’Astensionismo Strategico,tattica perseguita dalla Sinistra Comunista.
Io personalmente non condivido quest’impostazione della Tattica Rivoluzionaria ma l’accusa di Settarismo di matrice Togliattiana è alquanto vergognosa.
Partendo da Lione si finisce ‘’in una stanza’’ (per dirla con Brecht) di Salerno con in mezzo la sventurata esperienza del Socialfascismo,dei Fronti Popolari e delle alleanze interclassiste.
‘’Il Migliore’’ (soprannome di Togliatti) nell’aprile del 1944 con il Patto di Salerno firmò la collaborazione delle forze comuniste con gli alleati,il Re e Badoglio,nei fatti spezzò le gambe al Movimento Operaio.
A differenza di molti compagni io non credo che si poteva realizzare in Italia un processo rivoluzionario sia per la mancanza di un vero Partito Marxista sia per la scarsa preparazione teorica dei militanti di base che guardavano all’Urss come alla patria del socialismo.
E’ vero c’erano delle forze di matrice trotskista o il gruppo di Prometeo che spingevano in quella direzione ma erano molto deboli e la propaganda stalinista aveva presa forte sui giovani militanti.
Resta la gravità del gesto di Togliatti in perfetta continuità con tutta un’impostazione teorico politica che era alla base del partito e caratterizzerà tutta l’esperienza storica del Pci.
Da qui l’idea che in una prospettiva anti-settaria i comunisti potessero fare politica all’interno di Governi di Centro-Sinistra insieme alle Borghesia Liberali e ai Cattolici Progressisti,un vero processo involutivo che da Togliatti e Secchia porta a Diliberto,Cossutta e Claudio Grassi.
Negli ultimi tempi l’Ernesto sta addirittura appoggiando le Rivoluzioni Colorate,come l’Onda Verde Iraniana passando nei fatti a fare una politica funzionale agli interessi degli Stati Uniti.
Sembrerà un’assurdità ma i Partiti di formazione m-l hanno dimostrato con estrema facilità di passare da un fronte all’altro,del resto la svolta degli Enveristi del Kosovo è illuminante (all’inizio ho parlato dell’asse Nixon-Mao seguita da Berlinguer e non solo!).
Mi congedo dall’Ernesto citando Milovan Gilan il quale in ‘’La nuova classe’’ dice ‘’I membri del partito avvertono che l’autorità la quale ha il controllo sulla proprietà porta con sé i massimi privilegi.Di conseguenza crescono inevitabilmente l’ambizione senza scrupoli,la doppiezza,il servilismo e la gelosia.
Aperta e accessibile alla base,la nuova classe si fa sempre più e inesorabilmente ristretta al vertice.Per la scalata non è necessario soltanto il desiderio,ma anche l’abilità di intendere e sviluppare le dottrine,fermezza nelle lotte contro gli antagonisti,destrezza e abilità eccezionali nelle lotte all’interno del partito’’.(2)
Direi che ritrae molto bene i nostri Post-Stalinisti che hanno a pieno abbracciato le cause della Cia.
9. Sinistra Critica è un Movimento Politico che fa riferimento alla Ligue Francese il cui massimo Teorico venuto meno Daniel Bensaid è Michael Lowy.
Questo Movimento si rifà al revisionismo interno alla Quarta Internazionale.
Un approccio di base per lo studio di Sc necessita qualche parola sulla figura di Michel Raptis detto Pablo.
Michel Raptis negli anni ’30 collaborò con il Marxista Greco Pantelis Puliopulos,un dirigente coraggioso che fu ucciso dai Fascisti Italiani.
Nel 1938 partecipò alla fondazione a Parigi alla Quarta Internazionale e svolse un ruolo importante nella lotta al fascismo e allo stalinismo.
Negli anni seguenti Pablo fu il primo a soffermarsi sulla rottura fra Stalin e Tito e sul significato della Guerra di Corea.
Nel testo ‘’Sulla natura di classe della Jugoslavia’’ affermò l’inevitabilità di deformazioni burocratiche negli Stati Operai e da qui la necessità dei Rivoluzionari di fare politica anche all’interno di blocchi stalinisti;iniziò l’epoca dell’entrismo sui generis.
Per ciò che riguarda il lavoro Teorico di Pablo penso sia il caso di far parlare proprio Livio Maitan ‘’Furono gli articoli di R. dalla fine degli anni ‘50, che segnalavano chiaramente l’importanza capitale delle nuove rivoluzioni coloniali. Perfino al costo, secondo me, del misconoscimento del potenziale operaio dei paesi europei. I migliori scritti di R., inoltre, portano la stessa data. Presi molti di questi articoli dalla stampa internazionale e, soprattutto, molti firmati M.Pablo o Jean-Paul Martin in Q.I. o i suoi contributi alla storia dei primi venti anni della Q.I. o i suoi rapporti sui nostri congressi e sul Comitato Esecutivo Internazionale. E il suo libro “Capitalismo o Socialismo, la guerra che verrà” (1952) “Dittatura del Proletariato”, “Democrazia e Socialismo” (1957), “Impresioni e problemi della rivoluzione algerina” (1962). Non dobbiamo dimenticare il suo testo del maggio ‘60 sulla liberazione delle donne. Molti lettori giudicheranno adesso, a più di un quarto di secolo di riflessioni e di iniziative femministe, che questo lavoro è sensibilmente obsoleto e criticabile in molti punti. Ma ha avuto il merito di essere il primo testo a portare una serie di problemi cruciali all’attenzione dei marxisti rivoluzionari. Michel era direttamente coinvolto, fin dall’inizio, in una complessa solidarietà con la rivoluzione algerina’’.(3)
Purtroppo la politica di adattamento allo stalinismo di Pablo a contrario di quello che disse Maitan non fece altro che minare la Quarta Internazione,indebolendo le sue basi teoriche.
‘’Il Nostro’’ (Pablo) fu arrestato ad Amsterdam nel giugno 1960 accusato di aver preparato documenti e banconote false.
La sua vicenda mobilitò molti intellettuali come Sartre e S. De Beauvoir i quali lanciarono un appello per la sua scarcerazione.
A seguito della Rivoluzione Nazionale Algerina,Pablo portò ad una scissione nella Q.I. datata 1964-’65 e continuò la battaglia fuori da quest’organizzazione.
Prima della morte avvenuta nel 1996 cercò di ricongiungersi con l’Internazionale Trotskista ma questo suo progetto non si realizzò.
Il ‘’padre politico’’ di Sinistra Critica,Livio Maitan viene dall’impostazione Teorica (seppur non ha concordato su alcune questioni fondamentali come la questione Jugoslava) di Pablo.
Alla fine degli anni ’70 i GCR (Gruppi Comunisti Rivoluzionari) si trasformarono in Lega Comunista Rivoluzionaria e in seguito entreranno in Democrazia Proletaria.
Terminata l’esperienza di Democrazia Proletaria,Maitan vide nel Prc la possibilità di ricomporre quella Sinistra Anticapitalista teorizzata dalla Quarta Internazionale.
E’ molto strano che un dirigente esperto come Maitan si sia lasciato ingannare da Bertinotti e gli abbia lasciato,soprattutto nel 1998 in mano il partito.
Entrata nella logica elettoralistica Sc cade nella trappola descritta da Naville e quindi ‘’fuori dal potere e nella prospettiva di ottenerlo,i grandi partiti che inquadrano le masse hanno bisogno di mantenere le loro truppe e quelli che li seguono sotto l’influenza di un apparato’’.(4)
Pablo e Maitan non hanno capito quello che Gilas e Naville avevano descritto con grande precisione e da questa negligenza teorica si è arrivati a Flavia D’Angeli,Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò su cui è meglio non soffermarci.
10. Terminiamo questo viaggio col dire qualche parola su Falce e Martello.
Questa corrente che si schiera a Sinistra del Prc si richiama alla tradizione Trotskista o meglio ancora a una corrente minoritaria chiamata Grantismo dal nome di Ted Grant il suo Teorico di riferimento.
Accennerò alla figura di Grant per ciò che riguarda due aspetti fondamentali:l’analisi della natura di Classe della Cina e l’entrismo definito diverso sia dall’entrismo classico e sia dall’entrismo sui generis.
Secondo Grant a seguito del processo di decolonizzazione dei paesi africani,asiatici e dell’America Latina si sarebbero costituiti degli Stati Operai Deformati ovvero regimi di Bonapartismo Proletario.
Da qui la campagna di Falce e Martello a difesa del Venezuela,guidata da Alan Woods il quale ritiene (non distinguendosi molto dai vari Vasapollo,Giacchè e Domenico Losurdo) che nel Sud America sia in corso un processo rivoluzionario.
Come ho già spiegato (e rifaccio appena un accenno) si tratta di un processo di modernizzazione del capitalismo,bisognerà vedere se la potenza egemone che è il Brasile andrà a centralizzare le risorse.
Tutto ciò ed è bene chiarirlo non compromette minimamente la posizione che un Comunista deve prendere a difesa della Sovranità Nazionale di qualunque Stato che sia minacciato dall’Imperialismo,come ben spiega Lenin nel primo capitolo di ‘’Il Socialismo e la guerra’’.
A differenza del restante movimento trotskista ‘’Il Nostro’’ (riferito a Grant) considerava anche la Birmania e la Siria,Stati Operai Deformati per il semplice fatto che l’economia fosse in mano allo Stato.
Io inizierei (e qui mi limito a porre il problema) a sottoporre la categoria trotskista di Stato Operaio Deformato ad un esame critico,cosa fatta del resto da Grandizo Munis,Natalia Trotsky e in termini diversi da Tony Cliff.
Se gli strumenti di produzione sono in mano allo Stato il quale appartiene ad una Burocrazia nessuno esclude che quest’ultima possa esercitare un’oppressione di classe.
Il problema per me non riguarda il carattere nominale dei mezzi di produzione ma la forza sociale che esercita il partito al potere,fino a diventare come diceva Gilas una ‘’Nuova Classe’’.
Andando avanti per questa strada si rischia di incappare in gravi errori teorici come considerare lo statalismo sinonimo di socialismo,cosa fatta da tanti intellettuali del vecchio Pci e ‘’a leggere’’ i Pablo,Grant e Woods da molti trotskisti ingenui.
Per ciò che riguarda l’entrismo secondo il marxista sudafricano (Grant) fuori dal movimento operaio non c’è nulla (e su questo ha ragione!),questo comporterà che la sua corrente The Militant prenderà le distanze dai movimenti sessantottini e post-sessantottini perché considerati borghesi (e anche su questo posso concordare!).
L’errore di Grant è considerare i grandi Partiti di Sinistra (come ad esempio il Partito Laburista Inglese) parte del Movimento Operaio.
Tutto questo si colloca all’interno di un dibattito teorico e va al di là della validissima militanza dei compagni di The Militant all’interno del PL e soprattutto alla nobilissima lotta contro le privatizzazione del governo Thatcher.
A giudizio di Grant e Woods in Italia non è necessario formare un nuovo Partito Operaio perché c’è già ed è il Prc,inoltre nel 2006 nasce Tendenza Marxista Internazionale,un organizzazione trotskista esterna alla Q.I.
E’ chiaro che a monte di tutto questo c’è un’incapacità di fondo nel valutare la progressiva dilatazione della dicotomia Sinistra e Destra e quindi di valutare,essendo i Partiti Politici Sovrastruttura,le dinamiche dei Capitalismi Globali.
Il contributo di Grant e Woods è di indubbio valore ma la loro analisi delle burocrazie dimostra tutti i suoi limiti e purtroppo mi tocca dire che non arriva nemmeno ai lacci delle scarpe di Gilas e Naville,
Penso che arrivati a questo punto la questione dovrebbe essere molto chiara al lettore e la posizione di Falce e Martello all’interno della Ultra-Liberista Federazione delle Sinistre è abbastanza pietosa.
11.Sono arrivato alla fine del testo e spero di aver messo a fuoco (come mi ero proposto) il processo di degenerazione dei Partiti Comunisti o presunti tali all’interno di un Sistema Istituzionale Post-Democratico.
Il Feticcio del Potere è l’elemento caratterizzante questo Regime e come ben dice Massari ‘’Le caste mediatiche padronali che regolano le reti della Società dello Spettacolo fingono di gradire le attenzioni dei gruppi burocratici invasati del Feticcio del Potere ma il loro sogno è evirarli (svuotarli d’ogni contenuto sociale) e restare come unica fonte di legittimazione del potere assoluto esse stesse’’.
Detto questo Alan Woods è ben avvisato,la Sinistra del Tradimento Sociale purtroppo per lui non fa eccezioni.
Il mio contributo che vuole essere una ricerca del ‘’nucleo metafisico’’ del Capitalismo Assoluto è ovviamente modesto ma rinvenendo e rimettendo in discussione il meglio che la Storia del Movimento Operaio ci ha dato spero che qualcuno almeno in parte potrà trarre giovamento dalla lettura di questi miei scritti.
_____________________________________________________________
Note:
1) da ‘’I Forchettoni Rossi’’ a cura di Roberto Massari. Roberto Massari ‘’La sottocasta dei Forchettoni Rossi’’
2) Milovan Gilas ‘’La nuova classe’’
3) Livio Maitan ‘’La morte di Michel Raptis (Pablo) 1911-1996’’
4) Pierre Naville ‘’Burocrazie e Rivoluzione’’
5) Inoltre si veda anche questo mio intervento a riguardo della fine della dicotomia fra Destra e Sinistra http://zecchinellistefano.blogspot.com/2010/08/per-una-storia-della-sinistradalla.html
Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa e Livorno
23/09/2010
di Stefano Zecchinelli
1. Dopo aver cercato di spiegare le ragioni Teorico-Politiche che hanno portato all’esaurimento della Coppia Dicotomica Destra/Sinistra cercherò di dire qualcosa sulle formazioni politiche che si chiamano Comuniste o di Sinistra Radicale.
Le problematiche che questo argomento comporta verranno da me approfondite facendo riferimento ai motivi socio-culturali (farò quindi un’analisi sociologica) che hanno spinto i comunisti (o presunti tali) ad aderire al Neo-Liberismo.
In questo intervento parlerò di alcune correnti interne ai Partiti che ultimamente hanno dato vita alla Federazione della Sinistra e farò un cenno ai Movimenti a loro esterni come Sinistra Critica,ovviamente manterrò le coordinate proprie del Materialismo Storico a cui un vero Comunista non deve mai rinunciare.
Prima di immergermi nel mondo della Sinistra Radicale Italiana (o per alcuni Sinistra Post-Comunista) voglio fare qualche cenno sul Pci.
2. Dirò subito che il Pcd’Italia a seguito della Stalinizzazione (il gruppo dirigente fondatore che faceva capo a Bordiga fu espulso insieme ad altri oppositori vicini alle posizioni di Trotsky) non aveva nulla a che vedere con il Partito nato a Livorno nel Gennaio 1921.
Come ho già detto (nel mio scritto in risposta a Luciano Vasapollo) il Pci terminata la guerra doveva adeguarsi al nuovo ordine di Yalta che relegava l’Italia nel Blocco Ovest,Togliatti quindi mise in piedi un Partito Socialdemocratico nella pratica elettoralistica ma che manteneva una struttura fortemente centralizzata con una casta di burocrati al potere.
Il Kausky che contrappose la Democrazia al Capitalismo venne ripreso nella formulazione della ‘’Via Italiana al Socialismo’’ ma ovviamente era un Kausky di gran lunga peggiorato essendo l’Spd (come ho già detto) un partito che manteneva il pluralismo interno.
Inoltre ‘’Il Nostro’’ (mi riferisco a Togliatti) non considerò il successivo Boom Economico (processo di modernizzazione del Capitalismo Italiano) e al primato della Storia fece succedere il primato della Sociologia.
Il Partito di Togliatti mantenne in forza della così detta ‘’doppiezza togliattiana’’ un linguaggio anti-capitalistico ma in realtà era ben inserito nell’ordine costituzionale e non aveva possibilità di svincolarsi da questo (da lì le critiche alla Legalità Borghese di Galvano Della Volpe e del primo Lucio Colletti).
La situazione cambiò nell’epoca berlingueriana quando il Pci si fece investire da un vero e proprio processo di atlantizzazione guadagnandosi i favori della borghesia progressista italiana (ci tengo a sottolineare che l’idea di progresso è propria della Sinistra Post-Moderna).
Arrivati a questo punto devo fermarmi (molto brevemente) su un evento che considero particolarmente significativo e da lì azzardare qualche ipotesi.
Nel 1969 Enrico Berlinguer condannò a Mosca la repressione dei Comunisti Praghesi e difese gli scomunicati Comunisti Cinesi.
Che dietro ‘’la Primavera di Praga’’ ci fosse la mano di forze esterne è cosa ormai risaputa,lo stesso Dubcek fu acclamato durante la ‘’Rivoluzione di Velluto’’,ma la riabilitazione dei Comunisti Cinesi deve essere ricollegata ad un altro importante avvenimento.
Nel 1971 con due visite a Pechino Kissinger incontra il Premier Cinese Zhou En Lai e pone le basi per il summit del febbraio 1972 fra Nixon e Mao.
I due paesi non stipuleranno nessun Trattato ma affermano di voler prevenire qualsiasi tentativo egemonico in Asia,in questo modo la Cina intensificò gli scambi economici e culturali con gli Usa e isolò l’Urss.
Si vanno a delineare dei nuovi assetti Geo-Strategici,l’Imperialismo viene stravolto fin dalla sua Struttura Economica e i Partiti non possono non rapportarsi a questi cambiamenti.
Questa per me che cerco di procedere utilizzando (anche) il Metodo Geo-Politico è una chiave di lettura più che valida per comprendere le vere ragioni della de-stalinizzazione del Pci (in una prospettiva Euro-Atlantica e non più Euro-Asiatica) e la funzione che questo ricoprirà nelle vicende riguardanti il Capitalismo Italiano.
3. Negli anni ’70 si consumò anche la guerra fra Pci e Psi per dimostrare alla Borghesia chi avesse veramente il controllo sulla Classe Operaia e non possiamo dire che fu il Pci il vincitore (come osserva anche Roberto Massari nel suo attentissimo studio sulla Sinistra Radicale) data la continua perdita di voti operai che si è consumata con le vittorie elettorali di Forza Italia e della Lega Nord.
A seguito del Compromesso Storico i dirigenti del Pci si batterono per le esigenze congiunturali e non solo storiche del Capitalismo Italiano,inserendosi in veri e propri gruppi finanziari (basta pensare ai vari scandali giudiziari che hanno colpito personaggi provenienti da quella parte politica).
Questo gruppo politico con la fine del Capitalismo di Stato Sovietico (la storiografia ufficiale parla di Comunismo Storico) si riciclò pacificamente in Pds,Ds e infine Pd.
Fatte queste considerazioni preliminari mi soffermerò sul problema delle Burocrazie e cercherò di applicare questo approccio analitico alla ‘’Sottocasta’’ (non possiamo parlare di Casta Dominante) della Sinistra Radicale.
4. Roberto Michels,storico e sociologo del Movimento Operaio,osserva come all’interno del Partito Socialdemocratico dei primi anni del Novecento i capi operai potessero trasformarsi in burocrati agiati molto simili ai Borghesi che si proponevano di combattere.
Michels afferma che questo cambiamento non dipende da colpe umane individuali ma da una legge chiamata Legge del Funzionamento Oligarchico secondo cui per fronteggiare la Borghesia l’Spd doveva adottare tutte le sue regole.
Roberto Massari nel suo Saggio su ‘’I Forchettoni Rossi’’ cerca di applicare l’analisi delle Burocrazie fatta da tre Teorici Marxisti di formazione culturale diversa:Gilas,Poulantzsas e Naville.
Milovan Gilas è stato un Teorico di prima grandezza,ha formulato la ‘’Via Jugoslava al Socialismo’’ (mai applicata da Tito) ed è stato un grande conoscitore degli Apparati di Potere Stalinisti.
Nel 1957 scrisse il Saggio ‘’La nuova classe’’ che gli costò sette anni di reclusione nelle carceri del‘’Compagno’’ Tito.
Secondo Gilas il Partito al potere inizia a trasformarsi nella ‘’Nuova Classe’’,gli apparati burocratici acquistano una vera e propria forza sociale.
La sua analisi per certi versi è molto simile a quella sul Collettivismo Bucratico fatta da Bruno Rizzi (e criticata da Trotsky) secondo cui le Burocrazie esercitano una vera e propria oppressione di classe.
All’interno della ‘’Nuova Classe’’ crescono le ambizioni,il servilismo,le gelosie,la continua ricerca del privilegio,esterno agli stessi apparati burocratici (conflitto fra il dentro e il fuori),tutti elementi (continua Gilas) che porteranno ad un suo superamento indolore.
In questo modo il Comunista Macedone prevede con lucidità in riciclaggio della Dirigenza del PCUS in Borghesie Private.
Poulantzsas era un althusserista greco,ostile al Trotskismo anche se apprezzò l’analisi di Trotsky dello Stato Fascista.
Il suo libro più importante su questo argomento si intitola ‘’Potere politico e classe sociale’’,Roberto Massari fa riferimento al Capitolo ‘’Le burocrazie e le elites’’, soffermandosi proprio sull’ultimo paragrafo ‘’La burocrazia e la lotta di classe’’.(1)
Secondo il Marxista Greco la Lotta di Classe non può intaccare il potere della Casta (burocrazia) la quale ha il compito di mantenere l’ equilibrio fra gli apparati dello Stato e il conflitto di classe (osserva Massari).
Poulantzsas inoltre paragonerà i piccoli apparati burocratici alla burocrazia di cui parlava Marx e cioè la classe contadina dedita alla piccola produzione.
Questo approccio è interessante dato che la ‘’piccola borghesia radicalizzata’’ è da sempre stata una base sociale dei Partiti Stalinisti (soprattutto nel processo di decolonizzazione,penso al Nazionalismo Arabo ma potrei citare molti altri esempi) anche se è difficile classificare i ‘’Forchettoni Rossi’’ ormai filo-americani come seguaci del ‘’Meraviglioso Georgiano’’.
Un’altra concetto caro a Poulantzsas (e in modo diverso a Naville) è quello di ‘’Feticcio del Potere’’,’’figlio bastardo’’ del Feticcio delle Merci,attraverso cui si stabiliscono le regole proprie delle gerarchie nella Società Capitalistica.
5. Pierre Naville è stato uno dei più importanti Teorici Trotskisti dell’interno Novecento.
Esperto di Strategia Militare,studioso di Sociologia del Lavoro,’’eminente surrealista’’.il suo lavoro sulle Burocrazie è una straordinaria lezione di analisi marxista.
Nel Saggio ‘’Burocrazie e rivoluzione’’ Naville analizza il fenomeno delle Burocrazie in modo congiunto,facendo cioè un parallelo fra gli ‘’Stalinismi di Mercato’’ (azzardo questa formula alternativa al Capitalismo di Stato) e i paesi Capitalistici.
Cercherò adesso di accennare molto brevemente (come del resto ho fatto anche per gli altri autori) qualche aspetto saliente della sua teoria.
‘’Il Nostro’’ (riferito a Naville) parla della formazione delle Burocrazie non solo nei grandi Partiti Socialisti ma anche nei piccoli Partitini Comunisti come ad esempio la Ligue Francese.
Il Partito nel momento in cui deve rapportarsi all’Ordine Costituzionale (Ordine Borghese) diventa una macchina (dice Naville) il cui modello va ricercato negli eserciti (la sua analisi ricorda quella di Michels) e questo avviene anche quando non è al potere.
Questa Macchina di Consensi non fa altro che richiamarsi alle masse e ultimamente ai movimenti,proprio perché masse e movimenti presentano interessi particolari al loro interno e quindi non hanno un carattere classista (cosa chiara ad ogni Marxista che si rispetti).
Detto questo possiamo chiederci che cosa avrebbe pensato un gigante come lui di Movimenti Politici come il Popolo Viola e il suo futuro candidato al ruolo di Capo del Governo,Nichi Vendola.
Stendiamo un velo pietoso su queste miserie e cerchiamo di mantenere alto il tenore del dibattito o almeno nei limiti delle mie possibilità cercherò di farlo.
6. Questo metodo è basilare per poter comprendere il processo degenerativo della Sinistra Radicale e dei partiti che ne fanno capo.
Per ora mi sono ‘’limitato’’ a fare considerazioni Sociologiche e Teorico Politiche (molte delle quali sono state sviluppate meglio in altri miei scritti) ma questo processo di de-costruzione dell’Ideologia Dominante a riguardo della Coppia Dicotomica Destra/Sinistra è stato mandato avanti da altri eccelsi pensatori (di formazione culturale diversa) come Roberto Massari (un Comunista Libertario che viene dalla Quarta Internazionale) o Costanzo Preve (un Filosofo di formazione Lukacciana).
Detto questo continuerò a sviluppare i punti che ho già messo a fuoco e proverò fare delle previsioni sugli sviluppi dei Capitalismi nella fase Multipolare.
Ritornando sul tema della ‘’Sinistra Radicale’’ mi voglio fermare su alcuni gruppi politici e fare qualche brevissima osservazione.
In questa sede ho deciso di parlare (come avevo detto nella parte introduttiva dell’Articolo) dei Comunisti Italiani (Pdci),dell’Ernesto (Corrente Interna a Rifondazione Comunista) e farò due brevissimi cenni a Sinistra Critica e la Corrente di Falce e Martello (sempre interna al Prc).
Iniziamo questo breve viaggetto.
7. Il Partito dei Comunisti Italiani è stato fondato da Oliviero Diliberto e Armando Cossutta l’11 ottobre 1998.
Questo Partito si pone l’obiettivo di costruire un Fronte Neo-Berlingueriano attraverso la tattica delle larghe alleanze,dai settori moderati dei cattolici fino alla Sinistra di Movimento,il punto di riferimento resta il Compromesso Storico stipulato da Enrico Berlinguer con la DC nel 1976.
Queste ovviamente sono delle considerazioni preliminari molto superficiali ma entriamo nel vivo del problema.
Il Governo di Centro-Sinistra guidato da Romano Prodi nel biennio 1996-1998 applicando le disposizioni della Comunità Europea inizia il processo di precarizzazione del lavoro (Legge Treu),la privatizzazione dei servizi pubblici (con la vendita ai privati della Telecom) e delle Università (con la legge di Luigi Berlinguer),solo per citare qualche esempio.
Questo creò dei forti malcontenti all’interno del Prc e i primi scontri fra l’area Movimentista che proveniva da Democrazia Proletaria e dal Sindacalismo di Sinistra con l’Area Cossuttiana incrostata ideologicamente su posizioni governiste.
Fausto Bertinotti (classico esempio di infatuato per dirla con Naville dal ‘’Feticcio del Potere’’) per evitare che il Partito gli sfuggisse di mano chiese al Governo una Finanziaria di Risarcimento per i ceti più bassi che fino ad allora avevano pagato il prezzo imposto dall’Imperialismo Europeo.
La Finanziaria che fra l’altro suscitò gli entusiasmi della base del partito fu respinta e Bertinotti il 9 Ottobre 1998 ritirò la fiducia al Governo provocandone la caduta.
Da qui le ragioni che porteranno i vecchi cossuttiani a uscire dal Prc e a permettere a Massimo D’Alema di ricostituire una nuova maggioranza.
Per la prima volta un ex Pci si trovò a capo del Governo con il pieno appoggio non solo della Borghesia Italiana ma anche dell’Imperialismo Usa.
Il 24 marzo 1999 il nostro Capitalismo ‘’piccolo,piccolo’’ diede la sua manina agli Amici Yankee bombardando la Serbia.
I bombardamenti della Serbia non furono cosa da poco perché l’Imperialismo Egemone,quello ‘’a stelle e strisce che venera la libertà’’ ha potuto colpire l’Europa in un punto nevralgico (i Balcani) isolando la Serbia dai ‘’fratelli’’ russi.
Per me che utilizzo il metodo Geo-Politico quello degli Stati Uniti è stato un tentativo di indebolire sul nascere l’Imperialismo Europeo (che si stava dotando di Organi simili a quelli dell’Imperialismo Usa) e di subordinare sotto il suo controllo quella che posso chiamare ‘’l’Euro Zona’’.
Fu davvero uno spettacolo vedere in quegli anni Armando Cossutta,stalinista duro e puro dover spiegare ai Compagni dell’Est che il suo appoggio a quel governo serviva solo per evitare di ‘’consegnare il paese a Berlusconi’’,delle scene davvero penose.
E’ interessante invece notare come tutti i partiti ormai funzionali al Neo-Liberismo non si propongono più di gestire la ‘’cosa pubblica’’ ma (nel caso dei ‘’Sinistrelli’’) si accontentano di amministrare i danni che l’economia fa alla società civile.
Mi fermo qui sui Comunisti Italiani anche perché avendo iniziato con Gilas,Poulantzsas e Naville non ci tengo proprio a rovinarmi l’intestino con Diliberto,Cossutta e soprattutto Fausto Bertinotti.
8.L’Area dell’Ernesto nasce durante il Quarto Congresso di Rifondazione Comunista datato marzo 1999.
Quest’area politica parte da presupposti ideologici diversi sia rispetto l’ex maggioranza del Prc guidata da Fausto Bertinotti,sia rispetto Falce e Martello o Sinistra Critica.
Come il Pdci (Comunisti Italiani) l’Ernesto si rifà alle esperienze del Comunismo Storico Novecentesco e soprattutto alla versione italiana dello Stalinismo,il togliattismo.
Per presentare i presupposti culturali di questa Corrente voglio partire da un articolo scritto ultimamente da Claudio Grassi,il suo fondatore (teniamo presente che di recente c’è stata una scissione operata da Fosco Giannini) intitolato ‘’Contro il Settarismo’’.
Grassi dice ‘’Una delle malattie più gravi della sinistra è il settarismo. I grandi dirigenti comunisti lo hanno sempre contrastato duramente. Basti pensare alla lotta intrapresa da Gramsci contro Bordiga, nei primi anni di vita del Partito Comunista d’Italia. La vittoria di Gramsci – che produsse quel documento straordinario per l’epoca che furono “le Tesi di Lione” – fu decisiva per portare i comunisti su una linea che si rivelò fondamentale per sconfiggere il fascismo e per costruire un grande Partito comunista. Il settarismo lo contrastò anche Togliatti che nel 1943, con la svolta di Salerno, costruì una vasta alleanza senza la quale non si sarebbe sconfitto il fascismo e non si sarebbero cacciati i nazisti. Senza quelle scelte l’Italia non avrebbe avuto la Costituzione, firmata, appunto, anche da Umberto Terracini. Si potrebbero fare molti altri esempi, ma non mi sembra necessario’’.
Il gruppo dirigente del Pci presentò una versione inedita del ‘’primo’’ comunismo italiano,cancellando personaggi straordinari da intere Bibliografie (da Bordiga a Onorato Damen,da Pietro Tresso ad Alfonso Leonetti) e trasformando uomini infami (come il Boia Vidali) in eroi.
Palmiro Togliatti non era presente nel Congresso Fondativo del Pcd’Italia mentre Gramsci riesce a mala pena ad entrare nel Comitato Centrale,Bordiga fu il dominatore assoluto del Congresso.
Con le Tesi di Lione è vero che il ‘’Grande Sardo’’ riuscì ad ottenere la maggioranza sull’Ingegnere Napoletano,ma la struttura del Partito Gramsciano non aveva nulla a che vedere con il processo di stalinizzazione che da lì a poco investì il partito.
‘’Anche Gramsci sbagliava’’come giustamente osserva Paolo Casciola in un suo Saggio molto dettagliato,infatti ‘’Il Nostro’’ (riferito a Gramsci) non comprese l’importanza della battaglia che in quegli anni unì Trotsky e Bordiga ma coniò addirittura il dispregiativo trotsko-bordighismo,poi particolarmente in voga nel Pci.
Non intento dilungarmi molto,Gramsci ha avuto tempo per ricredersi,pagando per mano di Ercoli (Togliatti) le conseguenze di queste sue valutazioni errate.
Prima di riprendere a parlare dell’impostazione politica di base dell’Ernesto voglio ritornare molto brevemente su Bordiga e l’ accusa di settarismo che gli è stata rivolta almeno per ciò che riguarda i primi anni di vita del Partito Comunista d’Italia.
Amadeo Bordiga che per me è stato un vero gigante del Marxismo Novecentesco proponeva in alternativa al Fronte Unico Politico (Lenin,Trotsky) un Fronte Unico Sindacale in forza dell’Astensionismo Strategico,tattica perseguita dalla Sinistra Comunista.
Io personalmente non condivido quest’impostazione della Tattica Rivoluzionaria ma l’accusa di Settarismo di matrice Togliattiana è alquanto vergognosa.
Partendo da Lione si finisce ‘’in una stanza’’ (per dirla con Brecht) di Salerno con in mezzo la sventurata esperienza del Socialfascismo,dei Fronti Popolari e delle alleanze interclassiste.
‘’Il Migliore’’ (soprannome di Togliatti) nell’aprile del 1944 con il Patto di Salerno firmò la collaborazione delle forze comuniste con gli alleati,il Re e Badoglio,nei fatti spezzò le gambe al Movimento Operaio.
A differenza di molti compagni io non credo che si poteva realizzare in Italia un processo rivoluzionario sia per la mancanza di un vero Partito Marxista sia per la scarsa preparazione teorica dei militanti di base che guardavano all’Urss come alla patria del socialismo.
E’ vero c’erano delle forze di matrice trotskista o il gruppo di Prometeo che spingevano in quella direzione ma erano molto deboli e la propaganda stalinista aveva presa forte sui giovani militanti.
Resta la gravità del gesto di Togliatti in perfetta continuità con tutta un’impostazione teorico politica che era alla base del partito e caratterizzerà tutta l’esperienza storica del Pci.
Da qui l’idea che in una prospettiva anti-settaria i comunisti potessero fare politica all’interno di Governi di Centro-Sinistra insieme alle Borghesia Liberali e ai Cattolici Progressisti,un vero processo involutivo che da Togliatti e Secchia porta a Diliberto,Cossutta e Claudio Grassi.
Negli ultimi tempi l’Ernesto sta addirittura appoggiando le Rivoluzioni Colorate,come l’Onda Verde Iraniana passando nei fatti a fare una politica funzionale agli interessi degli Stati Uniti.
Sembrerà un’assurdità ma i Partiti di formazione m-l hanno dimostrato con estrema facilità di passare da un fronte all’altro,del resto la svolta degli Enveristi del Kosovo è illuminante (all’inizio ho parlato dell’asse Nixon-Mao seguita da Berlinguer e non solo!).
Mi congedo dall’Ernesto citando Milovan Gilan il quale in ‘’La nuova classe’’ dice ‘’I membri del partito avvertono che l’autorità la quale ha il controllo sulla proprietà porta con sé i massimi privilegi.Di conseguenza crescono inevitabilmente l’ambizione senza scrupoli,la doppiezza,il servilismo e la gelosia.
Aperta e accessibile alla base,la nuova classe si fa sempre più e inesorabilmente ristretta al vertice.Per la scalata non è necessario soltanto il desiderio,ma anche l’abilità di intendere e sviluppare le dottrine,fermezza nelle lotte contro gli antagonisti,destrezza e abilità eccezionali nelle lotte all’interno del partito’’.(2)
Direi che ritrae molto bene i nostri Post-Stalinisti che hanno a pieno abbracciato le cause della Cia.
9. Sinistra Critica è un Movimento Politico che fa riferimento alla Ligue Francese il cui massimo Teorico venuto meno Daniel Bensaid è Michael Lowy.
Questo Movimento si rifà al revisionismo interno alla Quarta Internazionale.
Un approccio di base per lo studio di Sc necessita qualche parola sulla figura di Michel Raptis detto Pablo.
Michel Raptis negli anni ’30 collaborò con il Marxista Greco Pantelis Puliopulos,un dirigente coraggioso che fu ucciso dai Fascisti Italiani.
Nel 1938 partecipò alla fondazione a Parigi alla Quarta Internazionale e svolse un ruolo importante nella lotta al fascismo e allo stalinismo.
Negli anni seguenti Pablo fu il primo a soffermarsi sulla rottura fra Stalin e Tito e sul significato della Guerra di Corea.
Nel testo ‘’Sulla natura di classe della Jugoslavia’’ affermò l’inevitabilità di deformazioni burocratiche negli Stati Operai e da qui la necessità dei Rivoluzionari di fare politica anche all’interno di blocchi stalinisti;iniziò l’epoca dell’entrismo sui generis.
Per ciò che riguarda il lavoro Teorico di Pablo penso sia il caso di far parlare proprio Livio Maitan ‘’Furono gli articoli di R. dalla fine degli anni ‘50, che segnalavano chiaramente l’importanza capitale delle nuove rivoluzioni coloniali. Perfino al costo, secondo me, del misconoscimento del potenziale operaio dei paesi europei. I migliori scritti di R., inoltre, portano la stessa data. Presi molti di questi articoli dalla stampa internazionale e, soprattutto, molti firmati M.Pablo o Jean-Paul Martin in Q.I. o i suoi contributi alla storia dei primi venti anni della Q.I. o i suoi rapporti sui nostri congressi e sul Comitato Esecutivo Internazionale. E il suo libro “Capitalismo o Socialismo, la guerra che verrà” (1952) “Dittatura del Proletariato”, “Democrazia e Socialismo” (1957), “Impresioni e problemi della rivoluzione algerina” (1962). Non dobbiamo dimenticare il suo testo del maggio ‘60 sulla liberazione delle donne. Molti lettori giudicheranno adesso, a più di un quarto di secolo di riflessioni e di iniziative femministe, che questo lavoro è sensibilmente obsoleto e criticabile in molti punti. Ma ha avuto il merito di essere il primo testo a portare una serie di problemi cruciali all’attenzione dei marxisti rivoluzionari. Michel era direttamente coinvolto, fin dall’inizio, in una complessa solidarietà con la rivoluzione algerina’’.(3)
Purtroppo la politica di adattamento allo stalinismo di Pablo a contrario di quello che disse Maitan non fece altro che minare la Quarta Internazione,indebolendo le sue basi teoriche.
‘’Il Nostro’’ (Pablo) fu arrestato ad Amsterdam nel giugno 1960 accusato di aver preparato documenti e banconote false.
La sua vicenda mobilitò molti intellettuali come Sartre e S. De Beauvoir i quali lanciarono un appello per la sua scarcerazione.
A seguito della Rivoluzione Nazionale Algerina,Pablo portò ad una scissione nella Q.I. datata 1964-’65 e continuò la battaglia fuori da quest’organizzazione.
Prima della morte avvenuta nel 1996 cercò di ricongiungersi con l’Internazionale Trotskista ma questo suo progetto non si realizzò.
Il ‘’padre politico’’ di Sinistra Critica,Livio Maitan viene dall’impostazione Teorica (seppur non ha concordato su alcune questioni fondamentali come la questione Jugoslava) di Pablo.
Alla fine degli anni ’70 i GCR (Gruppi Comunisti Rivoluzionari) si trasformarono in Lega Comunista Rivoluzionaria e in seguito entreranno in Democrazia Proletaria.
Terminata l’esperienza di Democrazia Proletaria,Maitan vide nel Prc la possibilità di ricomporre quella Sinistra Anticapitalista teorizzata dalla Quarta Internazionale.
E’ molto strano che un dirigente esperto come Maitan si sia lasciato ingannare da Bertinotti e gli abbia lasciato,soprattutto nel 1998 in mano il partito.
Entrata nella logica elettoralistica Sc cade nella trappola descritta da Naville e quindi ‘’fuori dal potere e nella prospettiva di ottenerlo,i grandi partiti che inquadrano le masse hanno bisogno di mantenere le loro truppe e quelli che li seguono sotto l’influenza di un apparato’’.(4)
Pablo e Maitan non hanno capito quello che Gilas e Naville avevano descritto con grande precisione e da questa negligenza teorica si è arrivati a Flavia D’Angeli,Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò su cui è meglio non soffermarci.
10. Terminiamo questo viaggio col dire qualche parola su Falce e Martello.
Questa corrente che si schiera a Sinistra del Prc si richiama alla tradizione Trotskista o meglio ancora a una corrente minoritaria chiamata Grantismo dal nome di Ted Grant il suo Teorico di riferimento.
Accennerò alla figura di Grant per ciò che riguarda due aspetti fondamentali:l’analisi della natura di Classe della Cina e l’entrismo definito diverso sia dall’entrismo classico e sia dall’entrismo sui generis.
Secondo Grant a seguito del processo di decolonizzazione dei paesi africani,asiatici e dell’America Latina si sarebbero costituiti degli Stati Operai Deformati ovvero regimi di Bonapartismo Proletario.
Da qui la campagna di Falce e Martello a difesa del Venezuela,guidata da Alan Woods il quale ritiene (non distinguendosi molto dai vari Vasapollo,Giacchè e Domenico Losurdo) che nel Sud America sia in corso un processo rivoluzionario.
Come ho già spiegato (e rifaccio appena un accenno) si tratta di un processo di modernizzazione del capitalismo,bisognerà vedere se la potenza egemone che è il Brasile andrà a centralizzare le risorse.
Tutto ciò ed è bene chiarirlo non compromette minimamente la posizione che un Comunista deve prendere a difesa della Sovranità Nazionale di qualunque Stato che sia minacciato dall’Imperialismo,come ben spiega Lenin nel primo capitolo di ‘’Il Socialismo e la guerra’’.
A differenza del restante movimento trotskista ‘’Il Nostro’’ (riferito a Grant) considerava anche la Birmania e la Siria,Stati Operai Deformati per il semplice fatto che l’economia fosse in mano allo Stato.
Io inizierei (e qui mi limito a porre il problema) a sottoporre la categoria trotskista di Stato Operaio Deformato ad un esame critico,cosa fatta del resto da Grandizo Munis,Natalia Trotsky e in termini diversi da Tony Cliff.
Se gli strumenti di produzione sono in mano allo Stato il quale appartiene ad una Burocrazia nessuno esclude che quest’ultima possa esercitare un’oppressione di classe.
Il problema per me non riguarda il carattere nominale dei mezzi di produzione ma la forza sociale che esercita il partito al potere,fino a diventare come diceva Gilas una ‘’Nuova Classe’’.
Andando avanti per questa strada si rischia di incappare in gravi errori teorici come considerare lo statalismo sinonimo di socialismo,cosa fatta da tanti intellettuali del vecchio Pci e ‘’a leggere’’ i Pablo,Grant e Woods da molti trotskisti ingenui.
Per ciò che riguarda l’entrismo secondo il marxista sudafricano (Grant) fuori dal movimento operaio non c’è nulla (e su questo ha ragione!),questo comporterà che la sua corrente The Militant prenderà le distanze dai movimenti sessantottini e post-sessantottini perché considerati borghesi (e anche su questo posso concordare!).
L’errore di Grant è considerare i grandi Partiti di Sinistra (come ad esempio il Partito Laburista Inglese) parte del Movimento Operaio.
Tutto questo si colloca all’interno di un dibattito teorico e va al di là della validissima militanza dei compagni di The Militant all’interno del PL e soprattutto alla nobilissima lotta contro le privatizzazione del governo Thatcher.
A giudizio di Grant e Woods in Italia non è necessario formare un nuovo Partito Operaio perché c’è già ed è il Prc,inoltre nel 2006 nasce Tendenza Marxista Internazionale,un organizzazione trotskista esterna alla Q.I.
E’ chiaro che a monte di tutto questo c’è un’incapacità di fondo nel valutare la progressiva dilatazione della dicotomia Sinistra e Destra e quindi di valutare,essendo i Partiti Politici Sovrastruttura,le dinamiche dei Capitalismi Globali.
Il contributo di Grant e Woods è di indubbio valore ma la loro analisi delle burocrazie dimostra tutti i suoi limiti e purtroppo mi tocca dire che non arriva nemmeno ai lacci delle scarpe di Gilas e Naville,
Penso che arrivati a questo punto la questione dovrebbe essere molto chiara al lettore e la posizione di Falce e Martello all’interno della Ultra-Liberista Federazione delle Sinistre è abbastanza pietosa.
11.Sono arrivato alla fine del testo e spero di aver messo a fuoco (come mi ero proposto) il processo di degenerazione dei Partiti Comunisti o presunti tali all’interno di un Sistema Istituzionale Post-Democratico.
Il Feticcio del Potere è l’elemento caratterizzante questo Regime e come ben dice Massari ‘’Le caste mediatiche padronali che regolano le reti della Società dello Spettacolo fingono di gradire le attenzioni dei gruppi burocratici invasati del Feticcio del Potere ma il loro sogno è evirarli (svuotarli d’ogni contenuto sociale) e restare come unica fonte di legittimazione del potere assoluto esse stesse’’.
Detto questo Alan Woods è ben avvisato,la Sinistra del Tradimento Sociale purtroppo per lui non fa eccezioni.
Il mio contributo che vuole essere una ricerca del ‘’nucleo metafisico’’ del Capitalismo Assoluto è ovviamente modesto ma rinvenendo e rimettendo in discussione il meglio che la Storia del Movimento Operaio ci ha dato spero che qualcuno almeno in parte potrà trarre giovamento dalla lettura di questi miei scritti.
_____________________________________________________________
Note:
1) da ‘’I Forchettoni Rossi’’ a cura di Roberto Massari. Roberto Massari ‘’La sottocasta dei Forchettoni Rossi’’
2) Milovan Gilas ‘’La nuova classe’’
3) Livio Maitan ‘’La morte di Michel Raptis (Pablo) 1911-1996’’
4) Pierre Naville ‘’Burocrazie e Rivoluzione’’
5) Inoltre si veda anche questo mio intervento a riguardo della fine della dicotomia fra Destra e Sinistra http://zecchinellistefano.blogspot.com/2010/08/per-una-storia-della-sinistradalla.html
Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa e Livorno
23/09/2010
Etichette:
Sinistra,
Zecchinelli Stefano
Iscriviti a:
Post (Atom)














