IL MITO DELL'UNITA' A SINISTRA
di Salvatore Cannavò
Quello di De Magistris è almeno il quinto tentativo elettorale degli ultimi 10 anni. A mancare è una riflessione critica sull’idea stessa di “popolo della sinistra” e la capacità di ricostruzione dei soggetti sociali del cambiamento
Il primo dicembre il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, prova a ricreare le condizioni per una nuova unità a sinistra. Essendo il quinto tentativo di questo tipo in dieci anni, con una media di uno ogni due anni, corre l’obbligo di fare a lui e ai suoi compagni di strada, i migliori auguri.
De Magistris è un sindaco che ha conquistato il municipio di Napoli con le sue sole forze, svuotando l’acqua del “grillismo” che infatti in città non ha attecchito, interpretando una sinistra da alcune venature populiste, in particolare per la funzione di rappresentanza giocata dal leader, ma solidamente ancorata a punti fermi come la pubblicizzazione dell’acqua o la difesa degli spazi occupati. Il suo tentativo, al di là di tutte le diffidenze o gli entusiasmi che potrà provocare, ha una sua legittimità.
E’ utile però interrogarsi su quello che è accaduto davvero in questi dieci anni e perché l’unità a sinistra è diventata una sorta di araba fenice o un mito originario che continua a illuminare la strada di migliaia di militanti. E cosa non ha funzionato.







