IT di Stephen King
di Marc Welder
"In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: IT. E quando, molti anni dopo, IT ricomincia a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia... Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell'infanzia a quelli della maturità."
Se questo romanzo è annoverato tra i capolavori di King un motivo ci sarà e, se devo essere sincero, io per primo (in origine diffidente a causa della mole demoralizzante) non ho potuto fare altro che riconoscerne la grandezza. Attraverso il punto di vista del narratore onnisciente e l'alternanza di due periodi temporali (1957–58 e 1984–85), King racconta il forte legame di un gruppo di sette piccoli amici disadattati che compongono il Club dei Perdenti e che si ritroveranno da adulti ancora uniti contro le forze del male già sconfitte in gioventù. Con una buona base di traumi infantili, fobie e memorie dimenticate rievocate da orrori indicibili, veniamo circondati pagina dopo pagina da Derry, immaginaria cittadina del New England dalle ingannevoli apparenze, che nasconde antichi segreti inenarrabili di lovecraftiana memoria. L'ambiente viene così arricchito da un nugolo di flashback e reso vivido come solo King sa rendere, fino a divenire palpabile e indissolubile dal fantastico proiettandoci nell'orrore.

