Diari di Cineclub

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mercoledì 3 giugno 2015

IL MEDIOEVO INFINITAMENTE UMANO di Sonia Gentili




IL MEDIOEVO INFINITAMENTE UMANO
di Sonia Gentili


Convegni. A un anno dalla sua scomparsa, un simposio a Roma sul grande storico Jacques Le Goff e i suoi rapporti con l'Italia



A un anno dalla scom­parsa del grande medioe­vi­sta Jac­ques Le Goff si torna a par­lare della sua figura in un immi­nente, impor­tante con­ve­gno italo-francese inti­to­lato a Jac­ques Le Goff e l’Italia (École Fra­nçaise de Rome – Les Anna­les — Isti­tuto Sto­rico Ita­liano per il Medioevo, Roma, 4–5 giu­gno 2015).
Solo oggi la rela­zione impli­cata dal titolo dell’incontro può essere tutta com­presa nel segno posi­tivo dell’accoglienza, e del con­se­guente grande influsso eser­ci­tato dall’opera di Le Goff sulla medie­vi­stica del nostro paese; per con­tro, tra gli anni Ses­santa e i primi anni Ottanta il «metodo» Le Goff suscitò in Ita­lia pre­ve­di­bili resistenze.

Insieme al suo mae­stro Fer­nand Brau­del e all’esperienza com­ples­siva nata attorno alla rivi­sta Les Anna­les, Le Goff aveva rac­con­tato una sto­ria domi­nata dall’infintamente grande – cioè da feno­meni di lunga durata, che scar­di­nano le cesure solo appa­ren­te­mente riso­lu­tive degli avve­ni­menti – e dall’infinitamente umano — sin­goli indi­vi­dui comuni in carne ed ossa, il cui vis­suto, quando è recu­pe­ra­bile, lascia trac­cia in fonti non uffi­ciali – ben lon­tana dal pro­ta­go­ni­smo delle isti­tu­zioni e dalle date-limite che fun­gono da stru­mento perio­diz­zante. In que­sta sto­ria, la cul­tura è intesa non come idea­li­stico e disin­car­nato Geist di un’epoca, ma come affa­bu­la­zione, tra­sfi­gu­ra­zione in forma di mito, rac­conto e ideo­lo­gia di paure, sogni, spe­ranze pro­dotta dall’incontro-scontro tra indi­vi­duo e col­let­ti­vità, tra classi subal­terne e classi dominanti.

mercoledì 2 aprile 2014

RICORDANDO JACQUES LE GOFF







RICORDANDO JACQUES LE GOFF

LE GOFF: Non è vero che Carlo Magno fu padre dell'Europa



Milleduecento anni fa, il 28 gennaio 814, moriva ad Aquisgrana Carlo Magno, il re dei Franchi che la notte di Natale dell'anno 800, a Roma, nella Basilica di San Pietro, fu incoronato da Papa Leone III imperatore del Sacro romano impero. Colui che sconfisse i Sassoni e gli Avari, e che nel 774 divenne re anche dei Longobardi, fu uno dei massimi protagonisti dell'Alto medioevo, nella cui azione si è spesso voluto vedere uno dei padri dell'Europa. Come scrisse lo storico Lucien Febvre, "l'impero di Carlo Magno ha dato forma per la prima volta a ciò che noi chiamiamo Europa". Un giudizio con cui però non concorda Jacques Le Goff, per il quale il re dei Franchi, "se è vero che unificò sul piano militare e amministrativo una vasta parte del nostro continente", in realtà "non aveva alcuna coscienza dell'Europa ". Lo studioso francese ce ne parla nella sua casa parigina ingombra di libri, cercando di distinguere la leggenda che circonda il personaggio dalla concreta realtà dei fatti storici.
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