Diari di Cineclub

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venerdì 3 agosto 2018

KINOWA di Stefano Santarelli








KINOWA
di Stefano Santarelli




"Due incisioni, uno strappo
e il cadavere scotennato rimane a guardare
con occhi vitrei il cielo stellato!
Un taglio a forma di “S”,
il segno del serpente, gli marca la fronte!"




Tra i molti fumetti che leggevo quando ero bambino, di nascosto da mio padre da sempre ostile a questa forma di letteratura, “Kinowa” mi affascinava anche per la paura che provavo leggendo le sue avventure. Ed in effetti rileggendo oggi le sue storie devo riconoscere che questo fumetto non è assolutamente scritto per i bambini, ma è destinato esclusivamente agli adulti.

Pubblicato per la prima volta nel 1950, due anni dopo la nascita del sempre verde Tex, per opera di Andrea Lavezzolo e disegnato prima dal famoso e leggendario trio “Essegesse” (Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris) creatori degli eroi della mia fanciullezza e della mia generazione “Capitan Mike” ed “Il grande Blek” e poi dal bravo Pietro Gamba. Però Kinowa non si può definire assolutamente un personaggio “politically correct”.

domenica 26 luglio 2015

IL RITORNO DI MAGNUS E DEL SUO TEX RIVOLUZIONARIO di Luca Telese

                                 



IL RITORNO DI MAGNUS E DEL SUO TEX RIVOLUZIONARIO
di Luca Telese



Magnus è tornato, ancora una volta. Mettiamo che siate di quelli che non conoscono il suo nome: molto probabilmente – vedendo uno qualsiasi dei suoi personaggi – riconoscereste il suo inconfondibile stile: o lo avete già visto, o avete visto qualcuno che lo copia. Anche questo, dopotutto, è il segreto dell’arte: la capacità di inventare i segni che restano.
Magnus è stato (assieme a Max Bunker) il papà di Alan Ford, è il creatore di grandi personaggi di consumo degli anni sessanta come Kriminal e Satanik, ma anche di serie cult come lo Sconosciuto e La Compagnia della Forca. Magnus ritorna, questa volta in libreria, con la meravigliosa ristampa del suo testamento artistico, il famoso “Texone” che disegnò fino alla morte: La valle del terrore (Rizzoli-Lyzard, 200 pp. 22 euro). Malgrado questo, il più grande disegnatore italiano (se non altro per eclettismo produttivo e prolificità) non era chic, non era un mercante, non si promuoveva nei talk-show, e continua a essere ancora oggi un oggetto misterioso per la grande critica. Non è un caso: nessuno prima di lui aveva contaminato l’alto e il basso, le cose più raffinate e quelle più commerciali, il fantastico e il realistico, il grottesco e il fantascientifico e persino (nei tempi delle vacche magre a metà degli anni Ottanta, quando nessuno gli pubblicava nulla) il pornografico.

mercoledì 16 luglio 2014

LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA di Emilio Salgari di Fabio F.Centamore




LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA di Emilio Salgari
di  Fabio F.Centamore 


 uno dei primi romanzi italiani di protofantascienza



Titolo: Le meraviglie del duemila
Autore: Emilio Salgari
Genere: Fantascienza
Casa editrice: Simonelli editore
Anno: 2011

A - Tutto cominciò a Nantucket (assaggio di trama).

L'isola di Nantucket non è certo meta dei turisti in cerca di spiagge in quel periodo dell'anno. Eppure qualcuno sbarca dal piccolo mercantile appena attraccato nel porticciolo. Un bel giovane dal vestito elegante, aria da gran signore. Eppure ha lo sguardo spento. Tutto nel suo incedere e nel suo modo di fare sembra evidenziare una grave afflizione. Sguardo basso, inerte ai particolari della piccola spiaggia silenziosa e tranquilla. Spalle scivolate, mani sprofondate nelle tasche su misura dei costosi calzoni. Lo spleen, il male della gioventù scaturito da questo nuovo secolo, sembra possederlo irrimediabilmente. Perfino le mille luci di New York nulla hanno potuto contro questo male strisciante. Il giovanotto se ne è stancato troppo presto, eccolo a bighellonare in una grigia mattinata lungo una spiaggia vuota attaccata ad un piccolo borgo di pescatori...

martedì 10 maggio 2011

CAPITAN TEMPESTA o l’eroismo ante litteram di Nadia Augustoni


CAPITAN TEMPESTA
o l’eroismo ante litteram

di Nadia Augustoni



In tempi di letteratura e critica postcoloniale parlare di una poco conosciuta avventura scritta da Emilio Salgari potrebbe far sudare freddo alcune/i teorici, ma forse considerando che la letteratura per ragazzi non è mai del tutto presa sul serio passerà inosservata questa segnalazione di un libro di uno scrittore che trattò spesso tematiche di genere in modo ardito, ma ancora con una certa condiscendenza e folklore le culture altre. (1)
Capitan Tempesta (Edizioni Mursia, Collana Salgariana, 1993, euro 12,00) pubblicato per la prima volta nel 1905, non ebbe quasi seguito al contrario di altri fortunati romanzi per ragazzi dello stesso Salgari che il tempo confermerà come un autore di avventure legate a scenari esotici. Mi capitò di leggere Capitan Tempesta a 10 anni, prendendo il volume in prestito nella biblioteca del piccolo paese dove si era trasferita la mia famiglia. In quella discreta biblioteca (nel Bergamasco c'è una tradizione di biblioteche molto ben organizzate) trovai una collana salgariana per ragazzi dalle copertine vivacissime e la lessi tutta. Capitan Tempesta fu una delle ultime letture di Salgari, ma che smacco, era una vera scoperta, probabilmente non sbaglio a pensare che per le generazioni dopo la mia lo stesso impatto l'ha avuto Lady Oscar.
Le vicissitudini di Eleonora, duchessa D'Eboli e migliore lama dell'armata crociata che difende i bastioni di Famagosta dagli assalti degli infedeli, si snodano fin dalle prime pagine con un ritmo incalzante. Eleonora/Capitan Tempesta in abiti maschili è il giovane cavaliere dal braccio duro e inflessibile che guida i suoi uomini nella difesa della città assediata e che comincia ad essere un mito per chi le è sottoposto. Tutti, con l'eccezione del suo luogotenente e di un servo arabo, ignorano la sua identità. È lì con un compito: salvare il marito prigioniero.
Smascherata da un ufficiale polacco che insinua che il bel giovane sia una donna accetta la sfida a duello.


Dovrà dimostrare il proprio valore scendendo in campo contro Il Leone di Damasco (2) e mentre il polacco primo sfidante del cavaliere musulmano perderà il duello e abiurerà la propria fede cattolica, lei/lui vincerà sul campo rifiutandosi anche di uccidere l'avversario ormai impotente. A sua volta ferita gravemente nelle fasi finali dell'assedio verrà aiutata nella fuga dallo stesso avversario che aveva sconfitto.
Le informazioni in suo possesso la portano alla fortezza dove il marito è prigioniero. Si farà passare per un giovane mussulmano che combatte contro i cristiani e in tale veste farà innamorare la bella e terribile Haradja, nipote di Ali Pascià. Scapperà poi con il marito tentando di arrivare in un porto amico con una nave il cui equipaggio è di ex prigionieri di Haradja. Tradita dall'arrivo del polacco rinnegato finirà prigioniera dello stesso, vedrà morire il marito appena salvato e un colpo di scena la porterà ad essere salvata dal solito Leone di Damasco che per lei rinnegherà fede e vita e si imbarcherà per l'Italia.
L'originalità di Emilio Salgari in questo romanzo d'avventure è che senza forse rendersene conto (ma quanto, visto che il movimento suffragista era molto attivo all'epoca e le viaggiatrici in abiti maschili erano più d'una e piuttosto note?) ribalta molti stereotipi di genere, lascia che la sua eroina/eroe entri ed esca dai canoni di sesso/genere fino a sfiorare un accenno di erotismo con Haradja che la crede assolutamente uomo. Nello stesso tempo se Capitan Tempesta combatte gli infedeli lo fa senza odio, riconosce il loro valore e la loro umanità e vede chiaramente come di eroi ve ne siano in entrambi gli schieramenti e come vi siano i vili.
È Salgari, scrittore di sole avventure, che descrive la vita di Haradja e delle donne nell'Islam come un tormento e una prigione. Non che le nostre stessero meglio, ma qui ci interessa sottolineare come lo scrittore metta in rilievo che il togliere a queste donne ogni ambito d'azione e sviluppo della personalità le porti poi per riflesso ad assumere un lato inutilmente crudele con se stesse e con gli altri.



Yolanda la figlia del Corsaro Nero (3) è un'altra eroina di Salgari che smuove i confini di genere. Li smuove molto meno, ovvio, anche perché non c'è passing nel suo caso, ma anche lei lascerà una traccia profonda nella letteratura per ragazzi e ci informa che l'interesse per le donne forti non è casuale in Salgari e che nei limiti imposti dall'epoca in cui scriveva seppe comunque ritagliare alle sue personagge una loro autonomia, una storia e un carattere.
Le tinte caratteriali forti sono del resto un'impronta salgariana irrinunciabile per l'autore. Uomo sfortunato e scrittore pagato malissimo, oberato dai debiti e sfruttato da abili editori si toglierà la vita il 25 aprile 1911. Le sue opere troveranno una collocazione più che dignitosa con il tempo e continuano ad affascinare ragazze, ragazzi e adulti. Lo si potrebbe leggere all'infinito.
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NOTE 

1 Emilio Salgari alterna uno schema di colonialismo classico nel suo sguardo su culture altre a momenti di slancio liberatorio in cui pare librarsi sopra gli stereotipi d'ogni genere. Un'analisi completa non mi è qui possibile.

2 Il Leone di Damasco divenne il seguito di Capitan Tempesta, Edizioni Mursia collana Salgariana. In questo secondo volume (poi la serie si interruppe) Eleonora/Capitan Tempesta è riportata a una dimensione più convenzionale.

3 Yolanda la Figlia del Corsaro Nero, Edizioni Mursia, Collana Salgariana.
 
dal sito http://www.arivista.org/



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