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mercoledì 22 agosto 2012

UN UOMO TRANQUILLO di Stefano Santarelli






UN UOMO TRANQUILLO
Le radici irlandesi del cinema di John Ford

di Stefano Santarelli



Siamo nel 1950, in piena era McCarthy, e ci troviamo in una riunione della Associazione dei registi convocata da Cecil B. De Mille con lo scopo di pretendere dai suoi iscritti un giuramento di fedeltà in funzione anticomunista, oltre che per destituire Joseph L. Mankiewicz dalla carica di Presidente di questa Associazione colpevole per le sue comprovate tendenze politiche di sinistra. Non contento di questo De Mille attacca inoltre anche altri registi sospettati di simpatie comuniste come William Wyler e Fred Zinneman.
Ebbene in questo clima teso da caccia alle streghe, avvolto in un gelido silenzio, prende la parola un uomo che con una benda sull'occhio, un berretto da baseball e scarpe da tennis non poteva certamente passare inosservato:
Mi chiamo John Ford. Faccio western. Penso che non ci sia nessuno in questa stanza che sappia meglio di Cecil B. De Mille quello che il pubblico americano vuole. E certamente lui sa come darglielo.
Ma tu non mi piaci, C.B., e non mi piace quello che hai detto qui questa sera!”.
Come si può intuire da questa dichiarazione ci troviamo di fronte ad un uomo che non aveva paura di andare controcorrente, ma al di là della sua presentazione John Ford non è solo il regista di celebri film western (Ombre rosse, Sfida infernale, Sentieri selvaggi, ecc.). Ma nella sua sterminata produzione cinematografica composta da quasi 100 film nell’arco di ben 52 anni, Ford si rivela indiscutibilmente non solo come uno dei più grandi registi della storia del cinema, ma anche come uno dei più eclettici.
Gira infatti film di profonda denuncia sociale (La via del tabacco, Come era verde la mia valle, Furore), ma anche deliziose commedie (Un uomo tranquillo, Mister Roberts, I tre della Croce del Sud).

Di origine irlandese, John Ford nacque a Cape Elizabeth, presso Portland, nello stato americano del Maine, il 1 febbraio 1895. Il suo vero nome è Sean Aloysius O’Fearna (O’Fienne o O’Feeney nella ortografia anglicizzata con cui la pronuncia americana cerca un equivalente fonetico dell’irlandese).
Quando raggiunse nel 1920 ad Hollywood il fratello maggiore, allora celebre attore teatrale e cinematografico, il quale aveva adottato come nome d’arte Francis Ford e che lo aiutò ad inserirsi nel mondo cinematografico adottò anche lui questo cognome. E’ da notare che Francis apparirà come caratterista in alcuni celebri film del fratello minore tra cui Sfida Infernale e l’Uomo tranquillo.
E’ difficile riassumere tutte le tematiche del cinema fordiano, in questo breve articolo ci vogliamo soltanto soffermare sul profondo amore che lega John Ford alle sue radici irlandesi, un amore che si intravede in quasi tutti i suoi film.
Come non ricordare infatti il simpatico e burbero sergente irlandese Quincannon interpretato da Victor McLaglen nei “Cavalieri del Nord Ovest” ed in “Rio Bravo”. Lo stesso attore che nel 1935 aveva diretto nel “Il traditore” e che gli aveva permesso di ottenere il suo primo premio Oscar alla regia oltre che di offrire al bravo McLaglen la possibilità di dare una grande interpretazione che gli valse il premio Oscar quale migliore attore protagonista.
Ed “Il traditore” non è solo una parabola moderna sulla figura di Giuda, ma è anche un omaggio alla lotta per l’indipendenza dell’Irlanda.
Si deve ricordare che l’immigrazione irlandese in America (avvenuta soprattutto dopo l’epidemia di carbonchio del 1845 e le successive carestie dovute alla dominazione inglese che avevano provocato più di un milione di morti) fu insieme a quella italiana ed ebraica quella che provocò la rottura del dominio dei W.A.S.P. (White Anglo-Saxon Protestant) trasformando così gli Stati Uniti.

In questo articolo però vogliamo soltanto soffermarci forse sul film più intimo e sentito che John Ford abbia mai girato. Un film che ha avuto una genesi molto travagliata, vale a dire “Un uomo tranquillo" che tra l’altro gli fruttò anche il suo quarto Oscar.
Questo film è tratto da un breve racconto del 1933 di Maurice Walsh pubblicato nelle pagine del Saturday Evening Post. Tre anni dopo Ford ne acquista i diritti per la sceneggiatura dall’autore per soli dieci dollari con la promessa di pagare di più se fosse riuscito a realizzare il film. Ma questo progetto non rientrava nei programmi delle più celebri maior hollywoodiane e questo nonostante i successi e la grande fama che circondava Ford.
Semplicemente non si riteneva che una leggera storiella irlandese potesse trascinare il pubblico nelle grandi sala cinematografiche. Non aveva quel pathos di “Come era verde la mia valle” ambientato in un villaggio gallese. Un film che aveva permesso a Ford di conoscere ed apprezzare quella grande attrice che è Maureen O’Hara la quale oltretutto è una irlandese purosangue e le offrì subito il ruolo della protagonista femminile nel caso fosse riuscito a girarlo. La O’Hara accettò immediatamente con una semplice stretta di mano e anzi aiutò in seguito lo stesso Ford a stenografare la sceneggiatura.
Ma come si è detto nessuna delle grandi maior era disposta a finanziare questo film. Fu quindi John Wayne a suggerire a Ford di rivolgersi ad una piccola casa cinematografica specializzata in modesti film western con cui era sotto contratto: la “Republic Pictures”.
Ma anche questi produttori erano estremamente scettici su questo progetto e chiesero ed ottennero da John Ford che girasse prima un film western con John Wayne e Maureen O’Hara come protagonisti.
Questo film, che ottenne un grosso successo ai botteghini, è “Rio Bravo(1) con il quale idealmente il grande regista termina una trilogia sulla cavalleria americana in lotta contro gli Apache iniziata con “Il massacro di Fort Apache” ed “I cavalieri del Nord Ovest”. Rispetto ai due film precedenti è girato con più povertà di mezzi, ma francamente lo spettatore non se ne accorge, questo grazie alle magnifiche interpretazioni di John Wayne e Maureen O’Hara i quali per la prima volta recitano insieme costituendo una delle più celebri coppie del cinema americano e non va dimenticata l’eccezionale interpretazione di Victor McLaglen. Questi tre attori saranno l’anno successivo, insieme a Barry Fitzgerald, tra i protagonisti di “Un uomo tranquillo”.
Il successo di “Rio Bravo” permette quindi a Ford di girare il suo agognato film.
Effettivamente lo scetticismo dei produttori era più che giustificato.

La storia è francamente esile:
un ex campione statunitense dei pesi massimi, Sean Thorton, che dopo aver ucciso sul ring un suo avversario decide di ritornare in Irlanda, nel paese natio dei suoi genitori per vivere finalmente in pace. Qui si innamora di una bellissima contadina Mary Kate Danaher. Si sposano, ma il fratello di lei si rifiuta di pagare la dote promessa che verrà data soltanto dopo un epica scazzottata con Thorton. Soldi che verranno bruciati immediatamente da Mary Kate e da suo marito.

Come si può vedere è una trama non certamente paragonabile a “Via col vento” o ad “Uccelli di rovo” eppure questo permette a Ford di sviluppare il suo film certamente più personale ed ispirato.
Richard Llewllyn, l’autore di “Come era verde la mia valle” ne sviluppa il breve racconto di Walsh permettendo a Franck S. Nugent di firmare la sceneggiatura finale che non vedrà volutamente nessun riferimento alla lotta per l’indipendenza irlandese.
E’ una Irlanda quella disegnata da Ford bucolica ed immaginaria, ma nonostante ciò si inizia a sentire l’influenza del neorealismo.
Dobbiamo ricordare che in quel tempo il cinema statunitense era abituato a girare tutto in interni e per quanto riguardava gli esterni non ci si muoveva dagli Stati Uniti. Per esempio “Come era verde la mia valle” che è ambientato in un villaggio del Galles venne girato da Ford a Malibù in California. Ma già nel 1948 con “La città nuda”, un solido e realistico poliziesco interpretato proprio da Barry Fitzgerald, fece allora scalpore perché per la prima volta un film venne girato interamente nelle strade di New York.




Ford si batte con la produzione affinché il suo film venisse girato negli esterni proprio in Irlanda ed in Technicolor e senza avere nessun taglio (il film infatti dura più di due ore, cosa anomala in quei anni).
Si porta tutta la sua famiglia e facendo in modo che anche tutto il suo cast portasse a Cong (il paesino irlandese dove venne girato il film) le loro rispettive famiglie.
Infatti il figlio di Ford, Patrick fece da assistente alla regia, l’altra figlia Barbara fece da assistente di montaggio e il già citato fratello Francis recitò nella parte del vecchio Dan Tobin.
Il figlio di Victor McLaglen e futuro regista, Andrew, sarà il secondo assistente alla regia.
Barry Fitzgerald porterà il fratello minore, Arthur Shields che interpreterà la parte di un pastore protestante senza fedeli visto che quella cittadina irlandese è composta unicamente da cattolici.
Anche due fratelli di Maureen O’Hara apparvero nel film: James Lilburn nella parte di Padre Paul, il giovane vice parroco e Charles Fitzsimons nella parte dell’ufficiale Forbes.
John Wayne porta invece i sui giovanissimi figli che recitano brevemente con Maureen O’Hara nella scena della gara equestre.
Tutto questo a dimostrazione che Ford amava circondarsi di persone con cui aveva un rapporto di stima e amicizia, dagli attori a tutta la troupe. Infatti egli era solito girare i sui film con gente con cui era abituato a lavorare, ma che soprattutto era abituata a lui.
D’altronde una delle caratteristiche del cinema di Ford era quella che non vedeva tanto protagonisti degli individui singoli, ma delle comunità e queste potevano essere sia la Cavalleria degli Stati Uniti come i Cheyenne del “Il grande sentiero
A Cong, Ford riesce a costruire una specie di famiglia allargata: tanto per fare un esempio John Wayne era effettivamente un amico intimo di Ward Bond (che interpreta in questo film la parte del parroco) un amicizia di lunga data, da quando entrambi erano giocatori di football, un rapporto così stretto che li ha portati a fare da testimoni nei loro rispettivi matrimoni e sarà proprio Wayne che farà l’orazione funebre al funerale di Bond.
Questo clima di vera amicizia si sente in tutto il film ed è questa forse la vera chiave per potere comprendere il suo successo.
Questa amicizia permette anche agli attori di girare, tranne che in pochissime scene, senza l’uso di controfigure. Così la O’Hara per molti metri viene trascinata violentemente per terra da Wayne in un campo pieno di sterco di pecora e McLaglen, allora sessantunenne, non esita a lottare con Wayne di ben 21 anni più giovane (a parte la scena della caduta nel fiume).

Il film quando usci nel 1952 ebbe un grandissimo successo nelle sale cinematografiche ottenendo due Premi Oscar oltre a 5 Nomination vincendo tra l’altro anche il Festival di Venezia.
Un uomo tranquillo” non è in tutta onestà il miglior film di Ford, non è all’altezza di “Ombre rosse” o “Sentieri selvaggi” tanto per fare dei nomi, ma è sicuramente il film che mostra più di tutti l’anima e il vero volto di questo grande regista.



Note

(1) Come in molti paesi europei, Italia in testa, vi è il pessimo costume di modificare i titoli dei film girati all’estero. Emblematico il caso di questo film di John Ford del 1948 il cui titolo originario era Rio Grande e che per qualche strano mistero in Italia uscì con il titolo di Rio Bravo.
Così quando nel 1959 uscì il film di Howard Hawks intitolato per l’appunto Rio Bravo e con lo stesso John Wayne come protagonista ci si trovò costretti nel circuito italiano a modificarne il titolo in Un dollaro d’onore.



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martedì 22 maggio 2012

O.K. CORRAL: QUANDO LA LEGGENDA DIVENTA STORIA di Stefano Santarelli



O.K. CORRAL:
QUANDO LA LEGGENDA DIVENTA STORIA

di Stefano Santarelli


I trenta secondi più famosi nella storia del West si verificarono il 26 ottobre del 1881 a Tombstone, una città allora importante dell’Arizona, e sono stati ricordati come la celebre sfida dell'O.K. Corral.
Questo duello è stato celebrato in moltissimi film western alcuni dei quali sono dei veri e propri capolavori dell’arte cinematografica. Ricordiamo solo alcuni dei più famosi: Sfida Infernale di John Ford (1946), Sfida all’O.K. Corral di John Sturges (1957), L’ora delle pistole –Vendetta all’O.K. Corral sempre di John Sturges (1967), Tombstone di George Pan Cosmatos (1993), Wyatt Earp (1994) di Lawrence Kasdan, ma questo elenco ovviamente potrebbe continuare con altri film di buona qualità.
Sono film che però non rispettano la verità storica.
Il Wyatt Earp interpretato da Burt Lancaster nella Sfida all’O.K. Corral è un vero e proprio boy scout che non gioca nemmeno a poker mentre nella realtà storica era un giocatore d’azzardo le cui ricchezze economiche erano dovute anche al giro della prostituzione.
Ma ovviamente i film non devono essere per forza dei documentari storici.
Bisogna però sottolineare che nel celebre e bellissimo Sfida Infernale di John Ford vi sono grosse inesattezze come quella che fa morire in questa sfida il pistolero “Doc” Holliday che in realtà sopravisse a questa sparatoria, oppure la morte all’O.K. Corral del patriarca del Clan Clanton (interpretato dal bravissimo Walter Brennan) che in realtà era già deceduto di morte naturale prima di questo duello.
Oltre alla data sbagliata che si può trovare nella tomba di James Earp, morto secondo il film nel 1882 esattamente un anno dopo la mitica sfida dell’O.K. Corral.



Questi film hanno quindi completamente deformato i veri avvenimenti avvenuti a Tombstone e quasi tutte le versioni cinematografiche hanno capovolto l’ordine cronologico dei fatti. Infatti la sfida all’O.K. Corral non è avvenuta a causa dell’assassinio di uno dei fratelli Earp, ed è solo l’inizio, e non quindi la fine, di un micidiale conflitto dovuto a motivi politici che vedono contrapporre il locale Partito democratico a quello repubblicano.

Quindi cerchiamo di ricostruire la verità dei fatti.

Tombstone nacque grazie alla cocciutaggine di Ed Schieffelin, un giovane minatore di 32 anni. che riuscì nel giugno del 1879 a scoprire una miniera di argento nonostante gli sberleffi dei soldati di Fort Huachuca, l’unica guarnigione presente nel Sud-Est dell’Arizona, i quali sostenevano che “là fuori avrebbe potuto trovare solo una pietra tombale” e quando la registrò al distretto minerario gli diede proprio il nome di “Pietra tombale”.
Come era avvenuto precedentemente in altri luoghi del West la notizia della scoperta del metallo prezioso trasformò questo distretto minerario in una vera e propria città e dal centinaio scarso di abitanti arrivò nel 1881 ad ospitarne più di 7.000 divenendo così meta di migliaia di avventurieri provenienti da ogni parte degli Stati Uniti.
Ora contrariamente alla versione del celebre Sfida infernale di Ford i fratelli Earp non avevano bestiame a Tombstone e si trovavano in questa città già due anni prima della sparatoria essendo arrivati il primo dicembre del 1879.
I fratelli Earp erano guidati da Virgil, 36 anni, un veterano della guerra civile e sceriffo federale in carica, poi vi era Wyatt, 31 anni, che era indiscutibilmente il leader del gruppo e che era stato sceriffo a Dodge City ed infine Morgan, 28 anni, ex agente della Wells Fargo e anche lui pistolero e giocatore d’azzardo. Un altro fratello, James, il maggiore (38 anni) anche lui veterano della guerra civile non sarà protagonista di questa faida limitandosi a svolgere a Tombsone il suo lavoro di padrone di un saloon.
Bisogna citare per la cronaca altri due fratelli : Warren, il minore (26 anni) che verrà ucciso in un saloon nel 1900 e che non era invece presente a Tombstone, ma stava in California con il vecchio padre. E Newton, nato dal primo matrimonio del padre che però non svolge nessun ruolo in questa storia.
I fratelli Earp non erano giunti a Tombstone per caso, ma erano stati chiamati dal locale Partito repubblicano per riportare l’ordine nella città dove i mandriani, che si riconoscevano nel Partito democratico, erano protagonisti di innumerevoli risse e sparatorie. Questi mandriani non erano certamente favorevoli al rispetto della legge anche perché temevano che avrebbero finito per privilegiare la borghesia locale.
Queste due fazioni politiche si rispecchiavano anche nei rispettivi quotidiani, i Repubblicani stampavano il “The Tombstone Epitaph” mentre i Democratici avevano il “The Daily Nugget”.
Dal punto di vista puramente elettorale i Democratici erano più numerosi e riuscirono a fare eleggere un loro rappresentante, Johnny Behan come sceriffo della Cochise County il distretto a cui apparteneva Tombstone. Mentre i repubblicani ottenero per Virgil Earp la stella di sceriffo di Tombstone.
Ma questa situazione politica era veramente esplosiva ed è proprio questa la vera causa della sparatoria dell’O.K. Corral. Tra l’altro O.K. sta per Old Kinderhook un nomignolo dato all'ex presidente democratico Martin Van Buren. Il Democratic O.K. Club era infatti la sezione del partito democratico di Tombstone.

                                                                              "Doc" Holliday

Dobbiamo adesso fare entrare in scena il personaggio forse più emblematico di tutta questa vicenda: “Doc Holliday”.
Questo personaggio ha permesso a molti attori di ottenere nei film dedicati a questo episodio della storia americana performance superiori alla loro media proprio per la figura complessa e tragica di questo pistolero.
Victor Mature, in fondo un mediocre attore, offre nel film di John Ford una interpretazione eccelsa da lui mai più eguagliata. Kirk Douglas nella Sfida all’O.K. Corral da anche lui una delle sue migliori recitazioni meritevole di un Premio Oscar che questo straordinario attore non vinse mai dovendosi solo accontentare di quello alla carriera. E Dennis Quaid nel film diretto da Lawrence Kasdan ci offre forse il miglior “Doc” Holliday di tutti i tempi.
Infatti John Henry Holliday (28 anni) è un personaggio molto complesso rispetto ai fratelli Earp. Proviente da una famiglia della ricca borghesia della Georgia si laurea dentista nel 1872 presso il Pennsylvania College of Dental Surgery di Filadelfia. Quando si ammala di tubercolosi si rifugia nel Kansas dove vi era un clima più secco. Ed è proprio a Dodge City che conosce lo sceriffo Wyatt Earp. Effettivamente tra i due si stabilisce una profonda amicizia causa questa della sua decisione di stabilirsi anche lui a Tombstone. Gode di una fama di pistolero velocissimo che gli riconosce lo stesso Wyatt, ma storicamente prima della sfida dell’O.K. Corral sembra che non avesse mai ucciso nessuno.
Virgil Earp, coadiuvato dai fratelli Wyatt e Morgan suoi vicesceriffi, punta a ristabilire l’ordine a Tombstone e per questo emana un provvedimento che vieta l’uso delle armi nella città. E’ un provvedimento questo che crea un profondo malumore tra i mandriani peggiorato anche dal fatto che il Clan Earp ha preso nel frattempo un enorme potere all’interno di Tombstone. Infatti sono comproprietari di alcune miniere d’argento e lo stesso Wyatt diventa il proprietario del più importante saloon della città: l’Oriental Saloon.

E come tutte le storie degne di questo nome non possono mancare anche gli intrecci amorosi.
Infatti Wyatt Earp si fidanza con Josephine Sara Marcus che sposerà in seguito. La Marcus lascia quindi il suo precedente fidanzato che era proprio lo sceriffo distrettuale Johnny Behan.
Per questo motivo, per il peso crescente che gli Earp avevano preso in questa città, i malumori contro questo Clan aumentano e nel vecchio West questo era già motivo sufficiente per risolvere tali problemi con le pistole.

Il 26 ottobre 1861 nel recinto dell’O.K. Corral si radunano cinque mandriani armati spargendo la voce che avrebbero ucciso gli Earp i quali colgono immediatamente questa occasione per eliminare i propri nemici.
Alle 14.30 in un gelido pomeriggio autunnale quattro uomini, tutti quanti di altezza intorno al metro e 85, si dirigono silenziosamente attraversando Freemont Street verso questo recinto di cavalli.
Sono i tre fratelli Earp accompagnati da “Doc” Holliday, anche lui con il grado di vicesceriffo.
Sono tutti armati di Colt 45 “Peacemaker” ad azione singola, il cui percussore deve essere sollevato manualmente per potere sparare. Holliday dispone anche di una doppietta che gli aveva prestato Virgil Earp che nasconde sotto il suo pastrano grigio.
Lo sceriffo Behan tenta inutilmente di dissuadere i mandriani da questo scontro. Questo gruppo è formato dai fratelli Robert e Thomas Mc Laury (33 e 28 anni), William Claibourne (21 anni) e dai fratelli William Harrison Clanton (19 anni) e Joseph Isaac “Ike” Clanton (34 anni).
Lo sceriffo Behan vedendo Wyatt e Morgan Earp con già le pistole in mano, soltanto Virgil l’aveva nella fondina, tenta di dissuaderli dall’avviare questo scontro armato. Ma Virgil basandosi sul divieto di portare armi in città sostiene che è suo dovere disarmarli.
Behan comprendendo che non vi è nessun margine per una trattativa cerca subito un rifugio.
A neanche un metro di distanza Holliday spara con la sua doppietta a Frank McLaury iniziando così questa leggendaria sfida.
Dopo trenta secondi di una infernale sparatoria tre uomini giacciono a terra: sono i due fratelli Mc Laury ed il diciannovenne William Clanton.
Virgil e Morgan Earp sono feriti mentre Wyatt e “Doc” Holliday sono incolumi come “Ike” Clanton e Claiburne che si danno immediatamente alla fuga.
Per la cronaca anche due cavalli muoiono in questa sparatoria.
Josephine Marcus corre subito ad abbracciare il suo Wyatt mentre lo sceriffo Behan, uscendo dal suo rifugio, prova ad arrestare gli Earp e Holliday, ma in quella giornata era una impresa impossibile per un uomo solo.

Contrariamente a tutte le trasposizioni cinematografiche la città non offre nessuna solidarietà al Clan degli Earp e al funerale dei tre caduti un corteo di ben quattrocento persone con la banda in testa accompagna i feretri al cimitero di Boot Hill, la celebre collina degli stivali.
Wyatt Earp e “Doc” Holliday trascorrono in carcere l’attesa del processo che li vede comunque assolti con la motivazione che hanno compiuto una legittima azione di polizia.
La sera del 28 dicembre 1881 due colpi di fucile vengono sparati contro Virgil Earp il quale rimane gravemente ferito e dopo questo attentato perderà l’uso del braccio sinistro.
Tre mesi dopo, il 18 marzo del 1882, Morgan Earp viene colpito a morte da un colpo di pistola che gli spezza la colonna vertebrale mentre giocava a biliardo.
Oramai il clima a Tombstone rende impossibile la vita agli Earp che lasciano definitivamente la città con le loro famiglie.

Ed inizia a questo punto la vendetta di Wyatt Earp e “Doc” Holliday, una vendetta che solo poche versioni cinematografiche hanno raccontato.
Earp e Holliday insieme ad altri tre pistoleri si mettono sulle tracce di coloro che avevano ferito Virgil ed ucciso Morgan.
Frank Stilwell, l’assassino di Morgan viene raggiunto ed ucciso a Tucson.
Johnny Ringo, il pistolero più micidiale dei mandriani di Tombstone viene ucciso da “Doc” Holliday con un colpo di fucile.
William Claiborne e “Ike” Clanton trovano la morte poco dopo senza probabilmente la responsabilità di Wyatt Earp e “Doc” Holliday.
Lo sceriffo Behan lancia un caccia all’uomo contro Earp e Holliday, ma senza nessun esito poiché sono riusciti a rifugiarsi nel Colorado.

L’8 novembre del 1887 muore a soli 36 anni “Doc” Holliday in una misera locanda di Grenwood Spring . Era riuscito a sfuggire ai suoi nemici, ma non alla tubercolosi.
Wyatt Earp morirà invece il 13 gennaio del 1929 a novant’anni dopo essere stato una vera icona vivente. Al suo funerale parteciperanno migliaia di persone tra cui il celebre attore western Tom Mix.
Virgil Earp, nonostante la perdita del braccio sinistro, continuerà invece la sua carriera di sceriffo morendo il 20 ottobre del 1905 per una polmonite.

In modo molto sintetico è questa la vera storia della Sfida dell’O.K. Corral.

Ma come sostiene, in un altro celebre film di John Ford L'uomo che uccise Liberty Valance (1962), il giornalista che intervista il senatore Stoddard (interpretato da James Stewart) che gli aveva appena confessato che non era stato lui ad uccidere il bandito Liberty Valance, impresa con la quale aveva costruito tutta la sua carriera politica, ma invece uno sconosciuto pistolero di nome Tom Doniphon (John Wayne), questo giornalista ammetterà che non potrà pubblicare questa confessione perchè:

"Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda".


                                                      I fratelli Earp



Bibliografia:

- R. Di Stefano- Resa dei conti all’O.K. Corral – STORIA e DOSSIER- Giunti Editore- settembre 2000

- P. Mitchell Marks – And Die in the West: The Story of the O.K. Corral Gunfight –University of Oklahoma, Press, Norma 1996

Si consiglia anche di visitare il bel sito  http://www.farwest.it/  che è storicamente molto preciso



16 maggio 2012


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