di Omar Lastrucci
Per il secondo mese consecutivo mi riesce di commentare un Giallo Mondadori mentre è ancora fresco di stampa a far bella mostra di se nelle edicole; non vi abituate troppo bene, perché non so se riuscirò a tenere il ritmo per molto.
Lo attendevo con piacere questo “Nightmare” , perché questo romanzo, a leggerne la sinossi, mi pareva rientrasse a pieno in quel genere del “Female suspense” di cui ho parlato nel numero scorso. E così è stato, ma solo parzialmente, come solo parzialmente il libro mi è piaciuto.
Parliamo appunto del riassunto in quarta di copertina; se non lo avete già letto non fatelo, perché in esso in pratica si svela tutto quello che poi sarà il romanzo, nel bene e nel male.
Partiamo dai pregi; è senz’altro un romanzo scritto (e tradotto) molto bene; l’autrice sapeva bene come si costruisce una trama intrigante e avvolgente, e come gestire la suspense in modo egregio.
Si parte piano, con una ragazza, la giovane Americana Patricia Carroll, allegramente a zonzo senza meta per il Galles, per puro piacere turistico. Durante il viaggio Pat soccorre un bello sconosciuto rimasto in panne, che si rivela essere uno scrittore di successo che in mezz’ora si innamora cotto della bella e disinibita ragazza. I due progettano di incontrarsi di li a qualche giorno a Newcastle, perché lei vuole prima terminare il tour del Galles che ha intrapreso e soprattutto deve rendere visita all’anziana zia del suo ex-promesso sposo Stephen, morto tragicamente un anno prima. Una visita di circostanza noiosa che la giovane vuole fare più che altro per un vago e recondito senso di colpa, ma quando raggiungerà la sinistra magione dell’anziana Mrs. Trefoile, inizierà per lei il “Nightmare” del titolo, un incubo angosciante che travolge la sventurata Pat e mette a dura prova i nervi di noi lettori.





