STIPENDI D'ORO CISL:
LA "CASTA" SINDACALE ALLO SCOPERTO
di Andrea Martini
Lo scandalo sugli “stipendi d’oro” dei dirigenti della Cisl in realtà non fa che confermare quanto già emerso un po’ più di un anno fa riguardo alla superpaga autoattribuitasi da Raffaele Bonanni, ex segretario generale della Cisl, protagonista ultimo e più accanito della definitiva svolta “complice” della Cisl.
Le denunce di un ex dirigente della Cisl veronese, Fausto Scandola, hanno portato alla luce il fatto che non è stato solo Bonanni a ricevere uno stipendio da nababbo (fino a 336.000 euro ogni anno), ma che la cosa si estende (perlomeno) a parecchi altri dirigenti, tutti con retribuzioni che vanno oltre i 200.000 euro l’anno. Tra questi è compresa, ovviamente, anche Annamaria Furlan, la nuova segretaria che ha sostituito Bonanni, tra l’altro con il preciso compito di reimbiancare l’immagine della Confederazione cattolica.
Lo scandalo si aggrava, se si pensa che queste retribuzioni non solo sono vergognose in sé, ma riverberano i loro effetti anche sui trattamenti pensionistici che costoro percepiranno (Bonanni lo percepisce già) quando andranno in pensione.
