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martedì 22 settembre 2015

IL SIGNORE DELLA SVASTICA, OVVERO IL SOGNO DI FERRO DI NORMAN SPINRAD E ADOLF HITLER






IL SIGNORE DELLA SVASTICA, 
OVVERO IL SOGNO DI FERRO DI NORMAN SPINRAD E ADOLF HITLER

di Umberto Rossi


Guardate, con questi titoli delle traduzioni uno diventa matto. Cerco di sgarbugliare questa ingarbugliata faccenda, perché il succo di questo strano, stranissimo, e geniale romanzo, uscito in America nel 1972, sta proprio nel gioco dei titoli.
Allora, torniamo ai primi anni settanta. Norman Spinrad, allora trentaduenne, fa uscire The Iron Dream. Questo stava scritto sulla copertina. In realtà, se aprite un'edizione di lingua inglese del romanzo, vi comincia subito a girare la testa, perché dopo la pagina col titolo e il nome di Spinrad trovate un pistolotto pubblicitario che qui traduco:

Fatevi trasportare da Adolf Hitler fino alla Terra di un futuro remoto, dove solo feric jaggar e la sua potente arma, il Comandante d'Acciaio, si frappongono tra i resti della vera umanità e l'annientamento per mano dei nefandi Dominatori e delle orde di mutanti senza intelletto che controllano completamente.
Un attimo... Adolf Hitler? Che avrebbe scritto cosa? Giri pagina e alla pagina dopo trovi il solito Profilo dell'autore. E quel che racconta è un po' strano. Anzi parecchio:
Adolf Hitler nacque in Austria il 20 aprile 1889. Da giovane emigrò in Germania e si arruolò nell'esercito tedesco durante la Grande guerra. Dopo il conflitto, si dedicò per breve tempo alla politica a Monaco prima di emigrare a New York nel 1919...
E se giri ancora la pagina, ti appare questo frontespizio:

IL SIGNORE
DELLA SVASTICA
un romanzo
di fantascienza
di
Adolf Hitler

Allora, chiariamo l'arcano: nella sua edizione originale The Iron Dream contiene il romanzo The Lord of the Swastika, di Adolf Hitler, e poi una postfazione scritta da un tal Homer Whipple nel 1959. Nell'edizione italiana, però, hanno tirato fuori il titolo del romanzo di Hitler e così facendo hanno attribuito il suo romanzo a Spinrad, cosa che quest'ultimo s'era guardato bene dal fare. Tenuto conto che la prima edizione italiana, risalente al 1976, venne pubblicata da Longanesi, una casa editrice che buttava leggermente a destra, non riesco a non pensare che si voleva la svastica in copertina per attirare lettori di una certa convinzione politica, che avrebbero apprezzato lo scritto del Führer. Come diceva sempre Zio Giulio, a pensà male se fa peccato, ma eccetera eccetera.

venerdì 4 settembre 2015

MALZBERG: CHI ERA COSTUI? profilo a cura di Umberto Rossi





MALZBERG: CHI ERA COSTUI? 
profilo a cura di Umberto Rossi




Se uno segue le conversazioni su un gruppo FaceBook come Romanzi di fantascienza noterà che alla fine i nomi che ricorrono sono più o meno quelli: nomi di scrittori, intendo dire, che si chiamino Vance o Gibson, che si chiamino Clarke o Heinlein. I Classici Che Tutti Conoscono.

Certi nomi invece escono fuori di rado. Uno di questi appartiene a un autore ancora vivente, ma che da molto non frequenta più il genere che tanto ci piace, e cioè Barry Norman Malzberg, nato nel 1939, quindi settantaseienne. A quest'età uno dovrebbe essere una specie di santone della fantascienza, di Grande Vecchio, come lo erano Asimov e Bradbury negli ultimi anni della loro vita: ma a Malzberg la fama non arride, o meglio, si sa che c'è, si sa che esiste uno scrittore di questo nome, ma cosa ha scritto esattamente, di cosa parla, cosa gli associ, ecco, tutto questo spesso manca. Non c'è quel titolo famoso o quell'idea di successo che ti viene subito in mente a sentirlo nominare. Eppure se uno va a consultare la Wikipedia (ovviamente inglese) trova che esiste addirittura una voce sulla bibliografia dello scrittore, tanto grande è la sua produzione, che troverete qui:
https://en.wikipedia.org/wiki/Barry_N._Malzberg_bibliography
e scoprirete che questo personaggio sicuramente è piuttosto curioso. A parte il suo alternare la scrittura di romanzi e racconti di fantascienza con libri erotici (non pochi scritti sotto diversi pseudonimi), e dieci romanzi hard-boiled piuttosto brutali centrati su un personaggio dall'eloquente nome di Lone Wolf* (in questo Malzberg ricorda altri autori che hanno alternato giallo e fantascienza, come Sheckley, Bradbury, Asimov stesso...), la quantità dei suoi titoli è sicuramente cospicua (siamo attorno alla cinquantina tra romanzi e raccolte di racconti); eppure la sua narrativa più lunga si ferma al 1985; dopo quella data escono solo raccolte.
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