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domenica 23 agosto 2015

PERRY MASON: "LA PAROLA ALLA DIFESA" di Roberto Barzi





PERRY MASON: "LA PAROLA ALLA DIFESA"
di Roberto Barzi


«La parola alla difesa». «Mi oppongo, signor giudice». «Avvocato, se Lei continua ad insistere in questo atteggiamento Le tolgo la parola!». Quante volte ci sarà capitato di sentire queste frasi alla T.V., al cinema o leggendo un buon "giallo"?



«La parola alla difesa». «Mi oppongo, signor giudice». «Avvocato, se Lei continua ad insistere in questo atteggiamento Le tolgo la parola!». Quante volte ci sarà capitato di sentire queste frasi alla T.V., al cinema o leggendo un buon "giallo"? Alcune centinaia almeno, specialmente ora, sommersi come siamo dai polizieschi a sfondo legale, "ultima moda" giuntaci dagli States e impostaci dai nostri colossi editoriali. Si è così decretata la fama internazionale dei loro autori, due su tutti: Scott Turow e John Grisham, creatori dei best sellers Presunto innocente e L'onere della prova il primo, Il rapporto Pellican, Il socio, ed il Il cliente — solo per citarne alcuni — il secondo, immediatamente trasposti in fortunate pellicole cinematografiche. E, cosa ancor più interessante, entrambi avvocati ancor prima che scrittori in auge, a loro volta eredi di altri autori che alternarono allo studio legale la più remunerativa passione per il mistery, dove protagonista assoluto si rivelava essere un avvocato di fama con l'hobby dell'investigazione.

sabato 15 agosto 2015

"PERRY MASON E LE ZAMPE DI VELLUTO" DI ERLE STANLEY GARDNER.





"PERRY MASON E LE ZAMPE DI VELLUTO" DI ERLE STANLEY GARDNER
di Omar Lastrucci



Se fino ad adesso ho ignorato l’universo di Perry Mason è stato un poco per pigrizia, e un poco per una fisiologica propensione verso altri tipi di poliziesco. Non che non avessi mai letto niente, ma lo avevo lasciato ai margini, come se l’opera di Gardner fosse di minore importanza rispetto a quella di altri giallisti. Sbagliavo.

Dunque, Gardner. Uno degli autori più prolifici, anche più, pensate, di Edgar Wallace, sempre citato tra gli autori più fecondi anche se in realtà i suoi romanzi polizieschi sono “solo” 92, senz’altro meno degli oltre 120 di Garner; solo i Perry Mason sono 82, più i 29 con Donald Lam (scritti da Gardner con lo pseudonimo di A.A. Fair) e altri titoli, come “La morte nella manica” o “Depone la morte” senza personaggi fissi.

Un autore che è senz’altro una delle “bandiere” del Giallo Mondadori; nella collana sono stati pubblicati tutti i suoi romanzi fin dagli anni trenta, quando alcuni dei primi libri con Mason uscirono tra le palmine. Ma l’esplosione dell’autore nel nostro paese si ebbe dal dopoguerra in poi; il primissimo numero dei GM del dopoguerra fu appunto un Gardner, ovvero “Perry Mason e l’avversario leale”, ristampato varie volte nei classici, di cui l’ultima nel 2013. Negli anni cinquanta e sessanta, fioccavano i Gardner come se piovesse, testi quasi inscindibili dalle magnifiche copertine di Jacono, che dava perlopiù risalto alle molte bellissime donne, di ogni indole e estrazione sociale, che richiedevano i servigi del noto avvocato. E nelle ristampe nei classici del giallo, anch’essi inaugurati con un Mason (Perry Mason e il pugno nell’occhio, 1966) Gardner è stato uno degli autori più ristampati, e anche adesso la redazione odierna li sta rieditando a ritmi sostenuti (ne è uscito uno lo scorso dicembre e ne uscirà un altro a marzo!), e l’autore continua quindi a essere attuale e apprezzato, nonostante sia penalizzato da traduzioni mutilate e di mediocre fattura; se si escludono le Palmine tradotte con criterio, i libri di Gardner sono stati piuttosto maltrattati, e purtroppo mai ritradotti nel corso degli anni (a parte un’iniziativa della Hobby e Work, che presentò in edicola una ventina di Mason con una traduzioni nuove di zecca, ma piuttosto piatte e anonime).
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