Diari di Cineclub

Diari di Cineclub
Rivista Cinematografica online e gratuita

martedì 13 agosto 2013

PSIUP: UN PARTITO CHE AVREBBE POTUTO ESSERE STABILE di Franco Astengo



PSIUP: UN PARTITO CHE AVREBBE POTUTO ESSERE STABILE 

di Franco Astengo





Psiup: un partito provvisorio” , il volume scritto da Aldo Agosti ed uscito recentemente per Laterza ha suscitato, un po’ inaspettatamente, un dibattito abbastanza vivace, forse riservato ad antichi “cultori della materia”, ma non privo di interesse sia per riferimenti “storici” sia al riguardo di comparazioni, non banali, relativi all’attualità riferita alla vera e propria “evaporazione” del sistema dei partiti.


In questo senso, però, dobbiamo davvero considerarci i reduci di un altro mondo, ma cercando anche di ritrovare la capacità di produrre indispensabili punti di riflessione.
Non ripercorro qui la parabola dei “socialproletari” (ho ancora nelle orecchie la voce tonante di un vecchio compagno meridionale : “Noi socialproletari”..) illustrata ampiamente nel libro (il terzo mi pare che esca su questa vicenda politica: dopo quello antico di Silvano Miniati esiste anche un testo di Baiardo che compara l’esperienza ligure con quella nazionale).
Mi permetto soltanto due annotazioni, riassunte proprio in veste di chiosa:

lunedì 5 agosto 2013

LA CONDANNA DI BERLUSCONI: QUALI SCENARI SI APRONO, COSA SI POTREBBE FARE




LA CONDANNA DI BERLUSCONI:
QUALI SCENARI SI APRONO, COSA SI POTREBBE FARE


La condanna definitiva di Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere per frode fiscale esprime inequivocabilmente alcune cose.
La prima, la natura della destra italiana e del blocco sociale che l'appoggia: fatto di evasori fiscali, mantenuti da lavoratori che le tasse sono obbligati a pagarle sempre più pesanti e insopportabili; fatta dalle mafie del Mezzogiorno, profondamente penetrate ormai nel tessuto economico anche del resto dell'Italia; fatta da fascisti e fascistoidi.
La seconda cosa, non ci piace dirlo ma è così, mostra tutta l'insensatezza della decisione del PD di fare un governo con la destra anziché, fallito il tentativo di Bersani, andare a elezioni anticipate, piacesse o non piacesse al Presidente della Repubblica.
La terza cosa, il carattere insensato e falso di tutti i discorsi fatti a favore della formazione e del mantenimento del governo Letta: la necessità di un governo di “larghe intese” per affrontare la crisi economica ed evitare nuovi attacchi speculativi contro i titoli di stato del nostro paese, l'ottenimento di finanziamenti dall'Europa e di concessioni in sede di politica economica dalla Germania, la realizzazione di misure per la ripresa produttiva e l'occupazione giovanile, ecc. Napolitano e i dirigenti del PD non sapevano dei processi a Berlusconi in dirittura d'arrivo? Non sapevano che tipo di destra è quella italiana? Si aspettavano che la Corte di Cassazione assolvesse Berlusconi?
La quarta cosa è l'inconsistenza, dietro alla retorica vuota di Napolitano, di quella specie di campagna Palmolive che ci sorbiamo tutti i giorni: dall'Europa e dalla Germania non abbiamo ottenuto nulla, le misure per la ripresa e l'occupazione sono inconsistenti, a settembre rischiamo un pesante peggioramento della situazione dell'occupazione, e per di più, ammesso per un momento che alcune cose utili il governo le stia facendo davvero, l'affidamento di Napolitano e PD a una destra delinquenziale le sta buttando per aria.

Il problema che nuovamente emerge è l'inconsistenza del PD. Non è solo questione delle sue risse interne di potere: è questione anche della mancanza di volontà (addirittura, per quanto riguarda  una parte di questo partito, di ostilità) a che vengano prese le misure necessarie per affrontare crisi, disoccupazione, recessione, tasse esose. I mezzi finanziari per queste misure ci sono, ma si tengono nascosti, non se ne parla. Abbiamo documentato, per esempio, in precedenti prese di posizione come Cassa Depositi e Prestiti, una banca controllata dallo stato, disponga di risorse finanziarie per 430-450 miliardi, metà circa dei quali spendibili da subito.

Nella baraonda politica che in questo momento impazza sembra che sia in corso un cambiamento di posizione da parte del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Esso propone al PD alcune cose: un governo PD-M5S che rifaccia la legge elettorale, finanzi le piccole e medie imprese,  avvii provvedimenti di integrazione al reddito per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. I finanziamenti verrebbero dal mancato acquisto degli aerei da combattimento F35, dalla cessazione della buffonata insensata dell'Expo (già lottizzato dagli imprenditori e dalla miriade di imprese edili lombarde legate alla ndrangheta), dalla cessazione della costruzione della TAV in Val di Susa (riguardante una linea ferroviaria sulla quale non viaggia nessuno). Poi, a ottobre, si vada a votare.
Non siamo mai stati estimatori del M5S, che a nostro avviso dopo le elezioni si è comportato in maniera irresponsabile, impedendo la formazione di un governo di sinistra capeggiato da Bersani.
Non è detto che il suo cambiamento di posizione sia avvenuto solo per farsi un po' di propaganda.
Ma è dovere del PD, se vuole tentare di saldarsi alle richieste popolari, di andare a vedere le carte del M5S. Così come sarebbe necessario che il Presidente della Repubblica si limitasse a fare il Presidente della Repubblica, anziché imporre alla politica e al paese orientamenti dannosi.


pubblicato da "Lavoro & Politica"


venerdì 2 agosto 2013

BUON VIAGGIO SU MARTE





BUON VIAGGIO SU MARTE



1 agosto. Apprendiamo che dopo una lacerante battaglia interna le due frazioni di Sinistra Critica (culminata nel pasticciato 3° Congresso del settembre 2012 che registrò il sostanziale pareggio tra le due mozioni contrapposte) hanno deciso di separarsi consensualmente. L'organizzazione di nome Sinistra Critica quindi non c'è più. Il gruppo, erede del ceppo storico eterodosso ma maggioritario del trotskismo italiano, nacque nella primavera del 2007, dopo che la direzione di Rifondazione cacciò dal partito il senatore Franco Turigliatto. Per la cronaca: il Prc era al tempo parte integrante del governo Prodi 2.
Sono quindi nate due organizzazioni: Sinistra Anticapitalista, che raggruppa i militanti di più vecchia data come Franco Turigliatto, e che sono oggi parte integrante di ROSS@, mentre l'altra frazione, anagraficamente più giovane, e Solidarietà Internazionalista.

Perché le due componenti hanno deciso di separarsi? Quali i dirimenti punti divisori? Non è facile per noi indicarli con precisione.

Proviamo a sentire cosa dicono di questa scissione i protagonisti nella loro dichiarazione congiunta :
«Ma il collettivo militante che questa organizzazione ha rappresentato non si ritira dalle battaglie politiche e sociali: dalle sue “ceneri” nascono altre storie, anzi già operano iniziative e attività articolate e complesse. I suoi e le sue militanti daranno vita, infatti, a progetti diversi, uno che propone una organizzazione politica più che mai orientata a un forte radicamento di classe, l’altro intenzionato a intraprendere, in un’ottica di classe, la strada della promiscuità tra “politico” e “sociale” che cominceranno a vivere pubblicamente nelle prossime settimane e nel mese di settembre».
Ci avete capito qualcosa? Ne dubitiamo.

Proviamo a comprendere di più. Il 30 luglio i "vecchi", quelli che hanno dato vita a Sinistra Anticapitalista, così si esprimono:
«La divergenza fondamentale, che ha poi portato all’impossibilità della convivenza dei due progetti, ha riguardato la possibilità e l’auspicabilità di costruire una organizzazione politica rivoluzionaria, radicata nella classe lavoratrice e con la maggiore proiezione pubblica possibile della propria proposta politica complessiva, tesa alla ricomposizione delle forze anticapitaliste del movimento operaio. Di qui il nostro impegno nell’esperienza in costruzione di Ross@».
L'enigma è avvolto nelle nebbie. Ci azzardiamo a tradurre per i malcapitati che leggessero questo articolo, questo indigesto politichese. Non ci sono divergenze di tipo teorico o di principio, ma di posizionamento politico e sociale. I "vecchi", dopo avere disperatamente tentato, in vista delle elezioni di febbraio 2013 di star dentro al processo di ALBA (Cambiare si può), una volta fallito il sodalizio, si sono buttati a pesce nella iniziativa di ROSS@ (dei cui limiti abbiamo parlato qui). Fedeli custodi del dogma per cui la classe degli operai e solo essa ha in sé la capacità di traghettare la società dal capitalismo al socialismo, i "vecchi" vedono in ROSS@ l'ultima spiaggia per tenere accesa la loro fiaccola. I "giovani" ritengono invece prioritario intercettare e sposare i moderni fenomeni della società civile occidentale: i movimenti dei diritti civili, da quelli delle minoranze (lesbiche e gay) a quelli per i beni comuni, preferendo pratiche stile "centri sociali" a quelle in stile partitista.

Non aspettatevi quindi di trovare, nei documenti delle due frazioni, differenze sul tema se uscire dall'Unione europea o dall'euro. Dio ce ne scampi! Tutte e due le componenti, per Bacco! sono "internazionaliste", ovvero bollano come "nazionalismo reazionario" ogni discorso sulla necessità di riconquistare la sovranità nazionale, per quanto declinato, come facciamo noi, in chiave democratica e socialista.

Che dire dunque? Buon viaggio su Marte.


dal sito http://sollevazione.blogspot.it/






mercoledì 31 luglio 2013

LA SEPARAZIONE DI SINISTRA CRITICA






LA SEPARAZIONE DI SINISTRA CRITICA


L'organizzazione in quanto tale non esiste più. Sul sito una lettera che spiega i motivi dello scioglimento e "i nuovi inizi" con due progetti diversi. Una prova delle difficoltà a sinistra, di cui si prende atto con onestà. Senza però proporre la ritirata


Non è un addio o una ritirata. La lettera con cui Sinistra Critica annuncia il proprio scioglimento si intitola “nuovi inizi”, per dare il senso della volontà di impegnarsi ancora. Ma l'organizzazione che è nata da una scissione di Rifondazione comunista nel 2007 e che poi ha partecipato alle elezioni politiche del 2008 con un dignitoso – per una piccola formazione di estrema sinistra – 0,5 per cento da oggi non esiste più. I motivi sono spiegati nel documento che campeggia sul sito nazionale, ora congelato, e che ora rinvia a due nuovi progetti, Sinistra anticapitalista e Solidarietà Internazionalista.

venerdì 26 luglio 2013

ALFANO, LETTA E NAPOLITANO... LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE di Luigi Vinci





ALFANO, LETTA E NAPOLITANO...
LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE
di Luigi Vinci


Occorrerà modificare rapidamente la struttura dell’economia italiana, al fine di renderla coerente con gli orientamenti delle forze politiche dominanti. Piantagioni di banane dal Brennero a Pantelleria, per intanto. Anzi, occorrerà anche una riforma costituzionale.
Ben quattro fatti,in rapido ordine di tempo, suggeriscono che la si definisca “Repubblica bananiera italiana”: la vergognosa consegna della signora Alma Shalabayeva e della sua bimba di cinque anni all’autocrate ladro Nursultan Nazarbayev del Kazakstan; lo spione Usa della Cia Robert Lady rapitore in Italia dell’imam Abu Omar che, fermato a Panama su richiesta della magistratura italiana, torna a seguito di immediata successiva richiesta a Panama degli Stati Uniti a casa sua; le falsità narrate da Alfano sul caso Shalabayeva e prontamente smentite dai suoi più diretti collaboratori; l’endorsement (è bene abituarsi al linguaggio ufficiale delle repubbliche bananiere, notoriamente l’anglo-americano) fornito ad Alfano dal capo del governo Letta e dal presidente della Repubblica Napolitano.
Naturalmente il tutto è stato fatto da Letta, Napolitano, Pd a nome dell’occupazione giovanile, della ripresa economica, della nostra immagine nell’Europa, nel mondo e, perché no (altrimenti che repubblica bananiera saremmo?), presso i “mercati”.
Forse serietà politica e senso della dignità vorrebbe che si comincino a richiedere con molta energia tre cose, da parte dei democratici del nostro Paese: le dimissioni di questo governo; le dimissioni di Napolitano; elezioni anticipate. In vista di esse occorrerà tentare un raddrizzamento responsabile sia della sinistra moderata, in vena a oggi di suicidio, che di quella radicale, idem. Questo Paese sta andando verso la rovina su tutto, assolutamente su tutto, grazie a questo governo, a Napolitano, all’incapacità del Pd di darsi una regolata che lo sollevi dalla bega interna, dall’ossequio a Napolitano, dal liberismo di Letta, dall’irresponsabilità rispetto alle richieste del mondo del lavoro e della maggioranza del popolo italiano.

mercoledì 24 luglio 2013

UNITA' DELLA SINISTRA? FACCIAMO PRESTO!




UNITA' DELLA SINISTRA? FACCIAMO PRESTO!

L' appello di Bandiera Rossa



Si raspa tra le macerie, fin troppo meccanicamente a volte – quasi non ci importasse più della cosa che andiamo cercando, quasi fossimo mossi soltanto dall’abitudine, dall’istinto. Dalla paura di non saper fare altro.
Andando avanti così, però, non otterremo nulla, se non le parole di incoraggiamento dei pochi compagni a noi vicini, assieme ai rimproveri e le invettive di altri gruppetti identitari.
Eppure basta guardarsi attorno, leggere i titoli dei giornali per comprendere che attraversiamo un’epoca di cambiamenti spaventosi, in cui agiscono forze determinate a creare un nuovo modello di società a loro uso e consumo. Che si tratti di un mutamento in peggio è evidente; ma è l’enormità di questo mutamento, la sua tendenziale irrimediabilità che, malgrado l’abbondanza di indizi a disposizione, non riusciamo a cogliere, né pienamente a concepire. E allora capita di illudersi – capita anche a noi che, come attivisti, avremmo il dovere del realismo – che la marcia verso il nuovo modello sociale e produttivo possa naturalmente arrestarsi, che le contraddizioni interne al Capitalismo esploderanno al momento opportuno, che ci sia ancora tempo. E’ quest’ultima l’illusione più perniciosa, perché induce validi compagni a progettare strategie di medio-lungo termine, mentre bisogna trovare delle risposte qui e ora.

martedì 16 luglio 2013

IL PD INCORREGGIBILE, GRILLO SI CORREGGE di Antonio Moscato


 



IL PD INCORREGGIBILE, GRILLO SI CORREGGE
di Antonio Moscato


Spiegando le ragioni del rallentamento dei miei interventi sulle vicende politiche italiane, avevo accennato al mio disgusto per “la melma e il ridicolo in cui sprofondano sempre più le forze di maggioranza”, con effetti particolarmente penosi sul PD, che per giustificare l’assurda alleanza con chi aveva votato che Ruby era la nipote di Mubaraq, arriverà presto a votare analoghe buffonate. Magari dopo aver detto che votarle è inaccettabile…

Di esempi ce ne sono moltissimi, ma forse il caso esemplare è quello del rimpallarsi di responsabilità (e irresponsabilità) sull’ignobile consegna dei familiari di un oppositore politico al dittatore del Kazachistan. Un’operazione che si vorrebbe fatta misteriosamente “all’insaputa del governo”, mentre è spiegabilissima con la consuetudine che assicura l’impunità a chi rende bassi servizi ai potenti. C’è uno stretto legame tra l’affidamento di una minorenne a una sgualdrina su sollecitazione del premier, e la mobilitazione di tanti poliziotti in seguito ad analoghe sollecitazioni illegali. Mentre la Bonino guardava dall’altra parte… Ma non avrei nulla da scrivere, se non un po’ di considerazioni al margine su personaggi come Nursultan Nazarbayev, passato direttamente da segretario del PCUS e dal “marxismo-leninismo” al ruolo di capitalista cinico, e quindi, come Putin, logicamente amico di Berlusconi e dei suoi soci in affari. A proposito, il “temibile oppositore” veniva dallo stesso giro e aveva condiviso il potere con Nazarbayev per molti anni, prima di entrare in conflitto col “grande leader”.

martedì 9 luglio 2013

IL "NUOVO CORSO" DEL VATICANO di Lucio Garofalo




IL "NUOVO CORSO" DEL VATICANO
di Lucio Garofalo



Le cronache vaticane dimostrano che non era affatto assurdo pensare che le dimissioni di Ratzinger fossero riconducibili alle lotte intestine tra le opposte cordate (in primis l’Opus Dei) che dilaniano la curia romana sulla questione dello IOR, la banca vaticana.
Apparentemente questa sembra una piccola filiale di provincia, eppure il flusso di capitali che passano attraverso tale banca è immenso, si parla di movimenti finanziari dell’ordine di centinaia di miliardi di dollari. E’ tramite questo istituto che si compiono le operazioni più spericolate delle industrie belliche, i riciclaggi di fondi neri provenienti da ogni angolo del mondo, il traffico dei farmaci ecc. Il vantaggio offerto da questa minuscola banca consiste nel fatto che finora è stata totalmente inaccessibile e segreta, non avendo su di sé alcun organo di controllo internazionale, non essendo quotata in borsa ed avendo partnership solo con alcune banche svizzere ed alcuni paradisi fiscali.

FRATELLI MUSULMANI E POTERE: UNA DIFFICILE CONVIVENZA di Francesca La Bella





FRATELLI MUSULMANI E POTERE: UNA DIFFICILE CONVIVENZA
di Francesca La Bella




A fronte del mantenimento del modello assistenzialista, nel sistema islamista non è prevista una messa in discussione del potere economico e della divisione di classe.

 Ormai da molti anni i Fratelli Musulmani sono al centro delle analisi di coloro che si occupano di interpretare i cambiamenti in atto in Medio Oriente. Se per alcuni la Fratellanza è da considerare una realtà monolitica che si è innestata in tutti i Paesi del mondo arabo, per altri l'unica autentica espressione di questo movimento è il Partito di Libertà e Giustizia egiziano e le esperienze negli altri Paesi sono considerate poco più che estroflessioni di esso. Per quanto in entrambe le affermazioni ci sia un seme di verità, la realtà è ben più complessa.

lunedì 1 luglio 2013

IL DOCUMENTO ALTERNATIVO AL CONGRESSO CGIL



L'ASSEMBLEA DELLA RETE 28 APRILE DECIDE IL DOCUMENTO ALTERNATIVO AL CONGRESSO CGIL


L'assemblea nazionale della Rete28Aprile-Opposizione CGIL conferma la scelta di presentare un documento globalmente alternativo alle posizioni della segreteria confederale nel prossimo congresso. Rivolge un appello a tutti i militanti, delegati, lavoratrici e lavoratori che pur non aderendo all'area programmatica condividono la necessità di opporsi alla deriva della CGIL ed alle pesantissime condizioni imposte oggi a tutto il mondo del lavoro. Costruiamo assieme un percorso plurale unitario e partecipato per la battaglia congressuale che sia espressione del più vasto dissenso possibile nei confronti della maggioranza CGIL. Il congresso è un'occasione straordinaria per accrescere e rafforzare un'area interna di opposizione ma soprattutto per la scelta di fondo, costituente per la nostra esperienza, di essere parte del processo di costruzione di un nuovo antagonismo sociale, della necessaria discesa in campo di nuove generazioni di uomini e di donne che rompano la pace sociale imposta dalla scelta complice e corporativa di Cgil - Cisl -Uil ed apra una nuova stagione di conflitto.

Il nostro primo obiettivo, per queste ragioni, resta quello della rottura della passività e della stagnazione sociale per giungere ad un movimento generale di lotta contro le politiche di austerità e chi le sostiene; questo obiettivo comporta sia la iniziativa concreta sia la definizione della piattaforma. Questo obiettivo è in contrasto pratico e teorico con il regime di pace sociale governato dal sistema PD, dal governo e dalla alleanza corporativa di CGIL- CISL - UIL e Confindustria.
Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF