VENEZUELA: LO STALLO
di Antonio Moscato
Se era il risultato di una accurata preparazione da parte degli organi speciali del più grande Stato imperialista, faceva proprio pena, e non solo per l’inconsistenza di Gaidó, che i sostenitori di Maduro presentano come il risultato di un lungo addestramento da parte dei suoi mandanti imperialisti, ma che è risultato per ora un fantoccio inconsistente, con un bilancio di fallimenti notevole.
Incapace di valutare le forze in campo, pronto ad esaltarsi per poche dozzine di militari e poliziotti risultati disposti a disertare, Gaidó ha sprecato il mese che gli era concesso dalla costituzione per svolgere il compito di preparare elezioni in quanto presidente ad interim, sia pur autoproclamato, e si è illuso di poter usare le misere donazioni statunitensi ed europee come esca per mobilitare sotto le sue bandiere milioni di malcontenti.
Incapace di far altro che aspettare un più consistente aiuto esterno, si è accorto che il Venezuela era l’ultimo pensiero dei governi europei, che non si sognavano minimamente di dare un seguito al grottesco ultimatum delle elezioni da convocare in una settimana, e che gli Stati Uniti non avevano voglia di impegnarsi in un’azione militare in compagnia soltanto della poco rispettabile Colombia di Duque e del Cile del pinochettista Piñera, dato che perfino l’esercito brasiliano rifiutava di partecipare a un’impresa dall'esito imprevedibile.









