Diari di Cineclub

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Rivista Cinematografica online e gratuita

lunedì 31 agosto 2015

VERGOGNA PER TUTTI I POTENTI, PAPA INCLUSO di Antonio Moscato





VERGOGNA PER TUTTI I POTENTI, PAPA INCLUSO
di Antonio Moscato




Ad ogni morto durante le migrazioni, in un barcone affondato, in una stiva piena di gas tossici, o per una pallottola partita dalla motovedetta che doveva “salvarlo”, si moltiplicano i latrati delle jene alla Salvini, ma anche le ipocrite voci di compianto, senza un’ombra di denuncia delle cause, e ovviamente senza una proposta convincente di soluzione. Lo stesso papa si è limitato a pregare, ad affidare ciascuna delle vittime dei naufragi e dei Tir senza bocche d’aria “alla misericordia di Dio”, come se dovessero essere perdonate di qualcosa, mentre a Dio ha chiesto “di aiutarci a cooperare con efficacia per impedire questi crimini, che offendono l’intera famiglia umana”.

Quali crimini? Quelli degli scafisti, degli autisti che cercano di lucrare sul viaggio infilando più persone possibili in un camion frigorifero? Lo si direbbe, perché subito Francesco dopo passa a enumerare i crimini contro i cristiani, associandoli alla celebrazione della morte di un vescovo ucciso cento anni fa nel Libano, senza temere di fornire pretesti a chi sogna nuove crociate...

Non certo i crimini del colonialismo, di cui è stata attiva complice per secoli la chiesa cattolica (come tutte le altre chiese cristiane, in maggiore o minore misura), e che sono all’origine dell’attuale ondata di migrazioni disperate. Crimini che non si misurano solo dal numero dei morti assassinati (di cui a volte i colonialisti non hanno smesso di vantarsi: la Gran Bretagna sta negoziando solo ora con Mugabe la restituzione delle teste tagliate ai combattenti dello Zimbabwe, conservate ed ancora esposte in un museo di Londra…), ma dalle distorsioni profonde delle loro economie: nella prima fase furono imposte con la violenza monocolture che cancellarono l’agricoltura di sussistenza che aveva sfamato per millenni le popolazioni locali, provocando distorsioni irreversibili a cui i governanti degli Stati formalmente indipendenti dopo la decolonizzazione si adattarono, contrattando con i dominatori di sempre qualche misero compenso per la loro funzione di “guardiani del gregge”.

Per fare qualche esempio, la tragedia della Libia non comincia con la sciagurata e criminale operazione iniziata nel marzo 2011, ma un secolo prima. La maggioranza degli italiani ignora che ci vollero venti anni di ferocissima repressione prima di completare la conquista di un paese dissanguato. Si pensi anche al rapporto tra Gheddafi e la borghesia italiana, che ne soddisfaceva la vanità e lo usava come garante degli investimenti petroliferi, e custode delle frontiere mediterranee. Ma lo stesso accade per le colpe dell’Italia in Somalia, prima con una conquista dannosa per entrambi i paesi, poi con un protettorato corruttore, sotto l’egida dell’ONU…

RIFONDARE L’EUROPA INSIEME A PROFUGHI E MIGRANTI di Guido Viale




RIFONDARE L’EUROPA INSIEME A PROFUGHI E MIGRANTI
di Guido Viale




In coincidenza con le più recenti stragi di profughi – di sicuro non le ultime – la decisione di Angela Merkel di sospendere unilateralmente la convenzione di Dublino sui richiedenti asilo e di accogliere in Germania tutti i profughi siriani senza rispedirli nel paese del loro ingresso nell’Unione Europea (Grecia, Italia e Ungheria) rappresenta un punto di svolta nel modo di rapportarsi al problema; ma presenta anche molte ambiguità, cosa che la Stampa mainstream si è guardata dal rilevare.

Innanzitutto è una decisione unilaterale con la quale Angela Merkel ribadisce che in Europa “comanda lei”, senza bisogno di accordi con Commissione, Consiglio o Parlamento europeo; gli altri Stati membri, se vogliono, possono adeguarsi.

Poi la Merkel ha fatto la sua scelta: accoglierà senza respingerli solo i profughi siriani. Certo oggi sono i più esposti a una delle tante guerre in corso; i più numerosi tra le nazionalità che cercano rifugio in Europa; ma presentano anche meno problemi di inserimento: hanno già molti parenti o conoscenze in Germania; quelli che hanno affrontato il viaggio per lo più appartengono a ceti professionali, sono istruiti ed erano abbastanza abbienti da potersi permettere spese di viaggio elevate. Ma sorge immediatamente un problema: quanti è disposta ad accoglierne? Perché, oltre a quelli che hanno già raggiunto l’Europa, i profughi siriani distribuiti tra Turchia, Libano, Iraq, Giordania ed Egitto sono oltre quattro milioni e altri sei milioni sono sfollati all’interno della Siria. Avere libero accesso in Germania potrebbe mettere in moto gran parte di coloro che finora non hanno avuto mezzi, informazioni o conoscenze sufficienti per decidersi ad affrontare il viaggio. Ma prima o poi proveranno a farlo. La Germania li accoglierà tutti?

domenica 30 agosto 2015

FAHRENHEIT 451 di Ray Bradbury





FAHRENHEIT 451 di Ray Bradbury



Due recensioni di questo capolavoro della letteratura a cura di Flavio Alunni e Cristina Fabriani



Fahrenheit 451 è ancora molto attuale. In molti modi. E non solo per quelli legati alla politica, alle dittature che ancora nel mondo pensano di poter controllare il pensiero umano, decidendo cosa i cittadini possono leggere e cosa no. Basta guardare quello che è accaduto negli Stati Uniti, come osserva Bradbury stesso (ma potrebbe essere applicato tranquillamente anche all'Italia): 

Qui i libri non li brucia nessuno, la censura non esiste, abbiamo la libertà di scrivere e di leggere tutto quello che vogliamo, ma allo stesso tempo non è esattamente così, perché negli ultimi decenni il nostro sistema educativo è stato distrutto, le generazioni più giovani non sanno cosa voglia dire leggere o scrivere. Non volevamo farlo ma stiamo facendo diventare la società americana come quella di Fahrenheit 451, una società nella quale per essere davvero liberi dovremmo imparare a leggere e scrivere di nuovo. (Ray Bradbury, 2003)

In un futuro non precisato i pompieri, anziché spegnere gli incendi, li appiccano per bruciare i pochi libri rimasti in circolazione. Chi li legge è un emarginato, un disadattato, un sovversivo che merita il carcere o peggio ancora la morte. Siamo in un futuro dove si ha paura di fermarsi a pensare, un futuro in cui di giorno le strade sono piene di macchine che sfrecciano ad altissima velocità e di notte, lungo i marciapiedi, non c'è un'anima. La notte si guarda la tv, poi ci si addormenta con le cuffie ascoltando la radio. Pensare rende tristi. Del resto la felicità è a portata di mano: la tv trasmette immagini di persone sorridenti tutto il giorno, commedie e intrattenimento fanno il resto. Lo svago è tutto, l'ignoranza è un bene. Bisogna nascondere sotto il tappeto i problemi, i dubbi, le contraddizioni, e, visto che ci siamo, anche il pensiero critico. Per fare ciò è stato necessario eliminare tutto quello che induce le persone a pensare, come le panchine, i giardinetti e le sedie a dondolo, perché questesono troppo comode e la gente deve stare in piedi, deve correre tutto il santo giorno. Insomma, perché i libri sono stati banditi? Perché i libri rendono la gente apprensiva, squilibrata. Perché non sia mai che il lettore si commuova leggendo una poesia: il pianto è una cosa dolorosa, da combattere. Perché un libro è una potentissima fonte di instabilità politica. Pensate che la lettura di un libro può addirittura cambiare le idee di una persona. Tremendo, vero?

sabato 29 agosto 2015

IL POTERE E LA GUERRA di Lanfranco Binni




IL POTERE E LA GUERRA
di Lanfranco Binni



La nomina di una corrispondente di guerra di provata fede atlantica alla presidenza della Rai e il diktat emerito del «presidente ombra» Napolitano ad accelerare la concentrazione dei poteri nell’esecutivo hanno forse qualche relazione con la nuova fase della guerra nell’area siriano-irachena e in Libia? In Siria, la campagna terroristica-mediatica dell’Isis ha svolto efficacemente il suo ruolo di provocazione e disgregazione, preparando il terreno a un intervento degli Stati Uniti e della Nato, ed è tempo di raccogliere i frutti della semina. Resta da risolvere la questione dell’indipendentismo kurdo, ma a questo ci pensa la Turchia: la no-fly zone nel nord della Siria, stabilita di fatto dalla Turchia e dagli Stati Uniti senza perdere tempo con mediazioni Onu, dal 24 luglio serve a bombardare gli avamposti kurdi, in prima linea contro l’Isis, e a sviluppare l’attacco alle posizioni dell’esercito governativo siriano. Sul piano della diplomazia, l’abile proposta iraniano-siriana (6 agosto) di una soluzione politica del conflitto (cessate il fuoco e nuovo governo di unità nazionale in Siria), non dovrà essere raccolta, provenendo dal vero obiettivo della strategia statunitense e israeliana nell’intera area: l’Iran, fortemente impegnato sul campo nella lotta ai terroristi dell’Isis.

La dittatura militare in Egitto e la preparazione di un intervento diretto della Nato in Libia, usando la testa di ponte del governo filoccidentale di Tobruk, completano il quadro. Guardandosi indietro, nell’intera area del vicino oriente e del Maghreb gli interventi occidentali hanno prodotto nell’ultimo ventennio la distruzione di tre Stati sovrani, laici – l’Iraq, la Libia, la Siria – che comunque garantivano la pacifica coesistenza delle popolazioni di diversa cultura e appartenenza religiosa, ma costituivano un vero ostacolo per le politiche predatorie dell’Occidente, investendo l’intero mondo islamico con un’aggressiva «guerra di civiltà» del Nord contro il Sud che produce, tra l’altro, i flussi migratori dalle zone di guerra che i paesi europei sono incapaci di gestire (è il caso dell’Italia) o non vogliono gestire affatto (dall’Ungheria alla Francia, all’Inghilterra).

giovedì 27 agosto 2015

SICUREZZA E GUERRA ALL'ALBA DEL XXI SECOLO di Aldo Giannuli





SICUREZZA E GUERRA ALL'ALBA DEL XXI SECOLO
di Aldo Giannuli




Ancora oggi, l’opinione più diffusa fa coincidere i problemi della sicurezza dello Stato con quelli di natura militare: la parola guerra è ancora associata all’idea di scontri di aerei, carri armati. Ma da oltre mezzo secolo le cose sono andate mutando.
Proprio l’impossibilità di giungere ad una guerra aperta fra i due grandi blocchi  -pena un conflitto nucleare reciprocamente distruttivo- spinse a cercare altre strade per piegare la volontà dell’altro alla propria, cioè, altre forme di guerra.

Il concetto di strategia andò affrancandosi dall’originaria pertinenza militare, diventando un concetto molto più ampio:

"(...) ho voluto di proposito collocarmi sul piano della strategia totale, quella che ha per oggetto di condurre i conflitti, violenti o insidiosi, contemporaneamente nel campo politico, economico, diplomatico, militare, e che presenta pertanto un carattere generale. Infatti, la strategia diventa in genere inintelligibile se si limita al campo militare, in quanto troppi fattori decisivi sono trascurati (...)"

Dal momento in cui Beaufre scrisse queste righe (1963) è passato mezzo secolo in cui il concetto di strategia è diventato sempre più onnicomprensivo, inghiottendo l’economia, la ricerca scientifica, il sistema satellitare, la finanza, la propaganda politica, le reti telematiche, ecc. e le guerre sono sempre meno guerre aperte ed a carattere militare, mentre diventano sempre più commerciali, valutarie, finanziarie ecc.

mercoledì 26 agosto 2015

MATTHIAS SINDELAR: L'ESILE FUNAMBOLO CHE UMILIO' HITLER di Carlo Perigli





MATTHIAS SINDELAR: 
L'ESILE FUNAMBOLO CHE UMILIO' HITLER
di Carlo Perigli



Stella della nazionale austriaca, Mathias Sindelar rovinò la festa che i nazisti avevano preparato per l’annessione dell’Austria alla Germania



Se l’umanità, come scriveva Leonardo Sciascia ne “Il giorno della civetta”, si distingue in quelle cinque categorie, che vanno dagli uomini ai “quaquaraquà”, ho l’onore di raccontare la storia di un Uomo – con la u volutamente maiuscola – che risponde al nome di Matthias Sindelar. Giocatore eccezionale e uomo tutto d’un pezzo, nonostante il fisico esile che gli valse il soprannome “Cartavelina“, Sindelar rimane un esempio da seguire per il coraggio che ebbe nello sfidare la potenza del Terzo Reich.

Negli anni trenta Sindelar è un idolo venerato da tutta l’Austria. Attaccante rapido e funambolico, con la maglia dell’Austria Vienna conquista 1 campionato, 5 coppe d’Austria e 2 Mitropa Cup (paragonabili alla moderna Champions League). Per Hugo Meisl, ct della selezione austriaca, è “il Mozart del calcio“, per via di quell’eleganza nel gioco che rapisce lo sguardo, per quella sua innata capacità di trasformare il dribbling in una sinfonia, qualità grazie alle quali guida un’Austria costellata di talenti che il mondo del calcio ha troppo presto dimenticato. “La squadra delle meraviglie“, una selezione che, tra il 1931 e il 1934 vinse 26 partite su 28, segnando la bellezza di 99 gol e che solo la politica le impedì, più di una volta, di scrivere la sua gloria nel grande libro del calcio. Prima al Mondiale del 1934, nel quale l’Austria venne sconfitta in semi-finale dai padroni di casa dell’Italia, in una partita nella quale di corretto c’erano solamente le dimensioni del campo; poi nel 1938, semplicemente perché l’Austria non esisteva più.

lunedì 24 agosto 2015

LA LEZIONE GRECA: IL FALLIMENTO DEL RIFORMISMO di Alan Woods





LA LEZIONE GRECA: IL FALLIMENTO DEL RIFORMISMO
di Alan Woods



Il Primo Ministro greco Alexis Tsipras ha appena annunciato le proprie dimissioni. Ha perso la maggioranza in Parlamento e Syriza si è spaccata, col leader della sinistra di Syriza Lafazanis che ha lanciato un nuovo partito, Unità Popolare.
In un discorso televisivo la scorsa notte Tsipras ha dichiarato che il governo di Syriza avrebbe rassegnato le proprie dimissioni e convocato nuove elezioni. Ha dichiarato anche che altre battaglie attendono il popolo greco, ma che la Grecia ora si impegna ad "onorare" gli impegni presi con l'ultimo pacchetto del cosiddetto salvataggio. Cosa significa?

Tale pacchetto, parliamo di 86 miliardi di euro – 96,3 miliardi di dollari- impone condizioni durissime sottoforma di un nuovo insieme di "riforme" dettate dalla Troika. Dopo un tempestoso dibattito in Parlamento, il governo ha accettato un enorme aumento delle tasse, privatizzazioni massiccie e tagli brutali alla spesa pubblica. Questo significa il totale abbandono di tutto ciò che Tsipras aveva promesso al popolo greco quando era stato eletto il 25 gennaio. Tutti in Grecia sanno cosa vogliono dire queste politiche: ulteriori tagli, ulteriore abbassamento del tenore di vita, ulteriore disoccupazione, ulteriore disperazione. E per cosa? Dopo cinque anni di tagli selvaggi, il debito greco è cresciuto dal 125% al 185% del Pil e ormai sfiora il 200%: un successo davvero strabiliante! E di tutti i soldi destinati al salvataggio della Grecia solo il 10% è finito effettivamente in Grecia. Il resto è andato direttamente nei forzieri delle banche tedesche e delle altre banche europee.

È chiaro anche ad un cieco che la Grecia non potrà mai ripagare questo debito enorme. In privato (e persino in pubblico) gli economisti borghesi lo ammettono. Ciononostante continuano a spremere il popolo greco e spingerlo oltre qualsiasi limite di resistenza umana. Non possono essere imposti ancora sacrifici senza il rischio di provocare un'esplosione sociale.
La radicalizzazione delle masse si è mostrata chiaramente nel Referendum di luglio, quando il popolo greco ha votato in massa per respingere il nuovo pacchetto di salvataggio basato su ulteriori misure d'austerità. Ma pur avendo mobilitato le masse e ottenuto una larga vittoria, i dirigenti di Syriza hanno immediatamente alzato la bandiera bianca della resa e ceduto a tutte le richieste dei creditori europei.

Questa vergognosa capitolazione ha provocato un'ondata di delusione e di dimissioni dal partito nelle ultime settimane. Il sentimento iniziale di shock e disorientamento si è trasformato in rabbia non appena la dura realtà delle nuove politiche è diventata chiara agli occhi della gente. Questo è quello che c'è dietro la spaccatura di Syriza e la convocazione di nuove elezioni da parte di Tsipras.

MECHARDIONICA di Dario Tonani

   



MECHARDIONICA di Dario Tonani

 di Massimo Luciani



Il romanzo “Mechardionica” di Dario Tonani è stato pubblicato da Mondadori nel n. 72 di “Millemondi”. È il seguito di “Mondo9“. È il risultato dell’unione di 4 racconti in precedenza pubblicati da Delos Digital. La nuova edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Dopo lo scontro tra la Robredo e l’Afritania, quest’ultima va alla deriva, il suo equipaggio ridotto a pochi superstiti. La situazione è talmente brutta che neppure l’uso dei cadaveri riesce più a generare l’energia necessaria a rimettere in moto l’Afritania.
Naila e Walid sono in cerca di mangiaruggine ma durante una caccia i due ragazzini si imbattono in quello che sembra un enorme relitto. Non sono le uniche persone nell’area ma tra le altre c’è un mechardionico, un uomo colpito dal Morbo e nonostante ciò ancora vivo.

Dopo il successo delle storie che hanno poi formato il romanzo “Mondo9”, non solo in Italia ma anche all’estero e in particolare in Giappone, Dario Tonani ha cominciato a scrivere un seguito. Anche in questo caso, in origine la pubblicazione è avvenuta sotto forma di racconti separati ma stavolta c’era fin dall’inizio una precisa idea di fondo.

domenica 23 agosto 2015

LE SCELTE DI TSIPRAS E LE CONTRADDIZIONI DELLA SINISTRA ITALIANA di Franco Turigliatto





LE SCELTE DI TSIPRAS E LE CONTRADDIZIONI DELLA SINISTRA ITALIANA
di Franco Turigliatto




La scelta di Tsipras e del suo ristretto gruppo dirigente e di governo che in tutti questi mesi ha dettato il percorso di Syriza al di là degli organismi dirigenti e della storia di questa organizzazione, di andare in tempi molto brevi alle elezioni anticipate corrisponde a logiche politiche e a necessità del tutto precise. [vedi, la crisi greca e il melodramma della sinistra italiana]


La gestione del terzo memorandum

Questo gruppo ha infatti firmato a luglio un terzo durissimo memorandum imposto dai governi europei e dalla troika; quella firma significa che Tsipras e i suoi sostenitori si impegnano a gestire un’ulteriore fase delle politiche di austerità sotto un controllo diretto ed ancor più stringente delle autorità istituzionali europee e degli stessi creditori (a partire dalla Troika che torna ad Atene in pompa magna e con maggiori poteri ancora). Significa che i contenuti di quell’accordo devono essere portati avanti utilizzando tutti gli strumenti politici e sociali necessari per realizzarli.

Per un’organizzazione nata per combattere l’austerità e vittoriosa all’elezioni avendo contrastato i precedenti due memorandum politicamente e nelle lotte, questo significa una mutazione profonda, un cambiamento radicale che uno dei dirigenti della piattaforama di Sinistra, Ntavanellos, ha definito giustamente la mutazione “memorandaria” di Syriza (intervista ad Ntavanellos]

E’ quello che sta realizzando l’attuale gruppo centrale di Tsipras per trasformare la vecchia organizzazione in uno strumento utile a gestire l’atto terzo delle politiche di austerità su un corpo sociale già massacrato dai precedenti memorandum.

PERRY MASON: "LA PAROLA ALLA DIFESA" di Roberto Barzi





PERRY MASON: "LA PAROLA ALLA DIFESA"
di Roberto Barzi


«La parola alla difesa». «Mi oppongo, signor giudice». «Avvocato, se Lei continua ad insistere in questo atteggiamento Le tolgo la parola!». Quante volte ci sarà capitato di sentire queste frasi alla T.V., al cinema o leggendo un buon "giallo"?



«La parola alla difesa». «Mi oppongo, signor giudice». «Avvocato, se Lei continua ad insistere in questo atteggiamento Le tolgo la parola!». Quante volte ci sarà capitato di sentire queste frasi alla T.V., al cinema o leggendo un buon "giallo"? Alcune centinaia almeno, specialmente ora, sommersi come siamo dai polizieschi a sfondo legale, "ultima moda" giuntaci dagli States e impostaci dai nostri colossi editoriali. Si è così decretata la fama internazionale dei loro autori, due su tutti: Scott Turow e John Grisham, creatori dei best sellers Presunto innocente e L'onere della prova il primo, Il rapporto Pellican, Il socio, ed il Il cliente — solo per citarne alcuni — il secondo, immediatamente trasposti in fortunate pellicole cinematografiche. E, cosa ancor più interessante, entrambi avvocati ancor prima che scrittori in auge, a loro volta eredi di altri autori che alternarono allo studio legale la più remunerativa passione per il mistery, dove protagonista assoluto si rivelava essere un avvocato di fama con l'hobby dell'investigazione.
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