PINELLI FU UCCISO.
RICORDIAMO ANCORA. RICORDIAMO SEMPRE.
di Teresio Spalla
Questo è un'Almanacchino scarno ed essenziale.
Non vi leggerete niente di nuovo.
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Forse qualcuno lo troverà banale e ripetitivo per quanto, stamane, menti acute e ancora lucide della cultura italiana, abbiano voluto ricordare anch'esse
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Tutti coloro che c'erano, in quel periodo, sanno come andarono le cose dopo la strage di pz.Fontana del 12 dicembre 1969 per cui furono immediatamente indicati responsabili i militanti anarchici del circolo Ponte della Ghisolfa - tra cui Pietro Valpreda a cui fu distrutta l'esistenza futura - i quali, in seguito, risultarono tutti innocenti tranne gli infiltrati che erano tra loro da anni, a testimonianza che l' additare la loro colpevolezza era preordinato quanto lo scoppio della bomba.
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Pinelli, prelevato per accertamenti dal commissario Calabresi, seguì la sua auto in motorino, tanto entrambi erano sicuri che sarebbe tornato a casa.
Invece, quella notte, fu ucciso.
Ed io concordo con la tesi di tanti, e soprattutto della moglie Licia, come, eccedendo nel massacrarlo di botte, non trovarono di meglio che fingere il suicidio gettandolo dal balcone.
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Lo buttarono infatti da una finestra della Questura di Milano, nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, da una stanza dove si trovavano con lui gli agenti Giuseppe Caracuta, Carlo Mainardi, Pietro Mucilli, Vito Panessa e l'agente del Sisdi in funzione di ufficiale dei carabinieri Savinio Lograno, quello che, nella canzone, "apre un pò la finestra".
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Era un uomo buono con un ideale nel cuore, un ferroviere; era stato partigiano e possedeva una solida cultura politica personale da fervente autodidatta.
Aveva 41 anni e lasciava una famiglia : moglie e due figlie piccole.
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Il questore Marcello Guida (già funzionario di polizia sotto il fascismo e durante la Rsi), il responsabile dell'ufficio politico della Questura Antonino Allegra, il commissario capo Luigi Calabresi dichiararono, in conferenza stampa, che si trattò di suicidio.
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Tranne l'ultimo tutti sono morti nel loro letto.
Gli agenti furono promossi e tali rimasero anche dopo la comprova dell'innocenza e dell'inconsistenza colpevole della "pista anarchica".
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