giovedì 22 marzo 2012

LE IDI DI MARZO




È una cosa veramente molto naturale e consueta desiderare di
accrescere il proprio potere; e sempre, quando gli uomini che
possono farlo lo fanno, saranno lodati e non biasimati

(Il Principe di Niccolò Machiavelli)



In un rapporto finanziario della Morgan Stanley appare quasi come una nota la notiziola secondo la quale l’Italia avrebbe pagato dai 3 ai 4 miliardi di dollari per liquidare derivati contrattati nel 1994. Una somma che equivale al 50% della tassazione imposta agli italiani dal tanto venerato governo Monti ed effettivamente prelevata per soddisfare tale pagamento.
Occorre poi precisare che il Dott. Mario Draghi, attuale presidente della BCE, a quel tempo, quando vennero contrattati tali derivati, era Direttore Generale al Tesoro.
Ma la notizia bomba riportata da Bloomberg è che Mario Rossi Doria, attuale sottosegretario del ministro Monti, obbligato a rispondere ad una interrogazione parlamentare, ha dovuto ammettere che il Tesoro ha una esposizione “nozionale” pari a 211 miliardi di dollari in CDS (Credit Default Swap) che corrisponderebbe all’11% del PIL del paese dei campanelli.
Ora il rapporto debito PIL dell’Italia si aggira attorno al 144,3%. Tenendo conto del debito determinato dai collaterali, i livelli di indebitamento dell’intera eurozona è sicuramente molto più grave di quanto viene pubblicizzato cosa che dovrebbe allarmare ulteriormente i lavoratori del continente sul futuro che li aspetta.
Dopo le varie “riforme” sottoscritte da un sistema politico italiano ormai castrato da ogni possibile espressione di virilità, non ultima la cancellazione dell’articolo 18 operato da una quota rosa imposta da certo femminismo istituzionale, il governo del Principe dovrà proseguire ulteriormente nel prelievo sul salario per continuare a mantenere in vita un sistema finanziario nel quale la speculazione sta presentando il conto ed i contratti spaventosi stabiliti nell’epoca in cui dominavano i maiali, pronti a divorare anche la merda, verranno soddisfatti da lavoratori che nel frattempo sono stati allegramente dissanguati ma pronti a plaudire un Principe ed una corte la cui flemmatica strafottenza farebbe incazzare anche il poverello di Assisi.
Vorrei inoltre informare i professori di economia e gli osservatori di ogni risma che il Dott. Mario Draghi, dopo il regalo di Natale di 503 miliardi, ha garantito, nella sorpresa dell’uovo di Pasqua, un ulteriore prestito di 530 miliardi di euro, a tasso agevolato, alle Banche Europee che ancora una volta si sono premurate di mantenere congelati presso la BCE in attesa di investimenti più fruttuosi mentre i coglioni di casa nostra continuano a fare appello perché sia ristabilito il credito alle imprese ed alle famiglie. La “paccata di soldi” della piagnucolosa ora sorridente Foriero, necessari per la “riforma” del mercato del lavoro, sarà ancora una volta garantita dagli stessi lavoratori leccaculo alla Bonanni e Angeletti con la povera Fiom che deve trastullarsi gli incazzati.

Nel frattempo i lavoratori della CGIL scenderanno in piazza quando ormai i giochi sono stati fatti, una manifestazione di facciata che servirà a consolare le anime belle.

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