Diari di Cineclub

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Rivista Cinematografica online e gratuita

sabato 10 agosto 2019

L’ALTRO UNIVERSO TOTALITARIO: ODISSEA ITALIANA NEL GULAG di Antonio Carioti





Il comunista Dante Corneli si rifugiò in Urss in epoca fascista ma venne internato. Ora escono tutti i suoi scritti, testimonianza della repressione staliniana (e della connivenza di Togliatti)


L’ALTRO UNIVERSO TOTALITARIO:
ODISSEA ITALIANA NEL GULAG 
di Antonio Carioti



Tutti sanno che l’Italia vanta uno dei più importanti testimoni di Auschwitz, quel Primo Levi di cui abbiamo appena celebrato il centenario della nascita. Assai meno noto è il nostro connazionale che raccontò la sua esperienza diretta nell'altro universo concentrazionario del Novecento, il Gulag.

mercoledì 7 agosto 2019

ISRAELE: UNO STATO A PARTITO UNICO di Gideon Levy





ISRAELE: 
UNO STATO A PARTITO UNICO
di Gideon Levy


Questo giovedì 1° agosto verranno registrate [in vista delle elezioni in Israele il prossimo 17 settembre] decine di liste elettorali, in una dimostrazione fasulla di pluralismo. La popolazione è polarizzata? Non politicamente. Gli elettori hanno spirito critico? Altra illusione. Le elezioni prospettano alternative? Altro inganno.

Israele sta trasformandosi in un Paese che ha una sola idea, e pertanto di fatto in uno Stato a partito unico. Certo, vi sono innumerevoli liste elettorali, e due blocchi, uno di sinistra e l’altro di destra. Molto rumore per nulla. Le differenze fra loro sono trascurabili, a eccezione di una questione che eclissa tutte le altre: sì o no a Benyamin Netanyahu.

lunedì 5 agosto 2019

HIROSHIMA E NAGASAKI: STORIA DI UNA MISTIFICAZIONE INTERESSATA di Aldo Bronzo






HIROSHIMA E NAGASAKI:
STORIA DI UNA MISTIFICAZIONE INTERESSATA
di Aldo Bronzo



In occasione del 74° anniversario del bombardamento atomico della città giapponese di Hiroshima il 6 agosto 1945 (seguito poi tre giorni dopo da quello di Nagasaki), pubblichiamo volentieri un breve testo del compagno Aldo Bronzo, che opera un’efficace demistificazione della narrazione ufficiale deresponsabilizzante di tutti i governi statunitensi succedutisi fino ai giorni nostri, dimostrando che il bombardamento atomico delle due città giapponesi fu un deliberato crimine contro l’umanità.





LA RIMOZIONE “STORICA” DI HIROSHIMA E NAGASAKI. 
UNA CELEBRAZIONE DI BASSO PROFILO TRA GIUSTIFICAZIONI POCO CONVINCENTI E RICOSTRUZIONI DI COMODO



La ragion di Stato, ancora una volta, ha svolto a suo modo il ruolo imposto dalle circostanze. L’esigenza largamente prioritaria avvertita dai circoli dirigenti statunitensi di stringere ulteriormente le relazioni diplomatico-militari con le autorità giapponesi in posizione antitetica all'accentuata presenza commerciale e politica della Cina nell'area ha assunto una funzione cruciale. Anche a costo di sdoganare militarmente il Giappone, avallando la decisione del governo di Tokyo perché all'occorrenza impegni i propri contingenti militari anche fuori dei confini nazionali, in aperta violazione a quanto sancito dalla stessa costituzione approvata al termine del 2° conflitto mondiale. Insomma, sotto l’incalzare degli eventi, si sono consolidate alleanze e si sono delineati ruoli da cui hanno preso corpo le relative iniziative di ordine attuativo; e se le intese nippo-americane andavano consolidandosi, era giocoforza chiudere in qualche modo “l’incidente” di 74 anni fa, magari ricorrendo ad un “rincrescimento” abbastanza sfumato e non molto convinto da parte delle massime autorità statunitensi per quanto accadde allora a Hiroshima e Nagasaki, quasi come se il lancio delle due bombe atomiche americane nell'agosto del 1945 fosse da ascrivere ad evenienze accidentali – o meglio ancora ad un’oscura incarnazione del maligno – e non a precise scelte politiche e strategiche di cui qualcuno si decise a porre in essere e ad assumersene conseguentemente le responsabilità.

lunedì 22 luglio 2019

IMMIGRAZIONE: UNA CONVERSAZIONE CON ZARIA GALIANO




  
IMMIGRAZIONE: 
UNA CONVERSAZIONE CON ZARIA GALIANO


E' indubbio: se le politiche sull'immigrazione del governo gialloverde non incontrassero nessuna opposizione di piazza, ci si troverebbe di fronte a un preoccupante segnale di passività sociale. Tuttavia, i contenuti espressi dalle mobilitazioni antirazziste degli ultimi mesi ci hanno spesso lasciato perplessi. Dominanti, infatti, sono risultati quei motivi umanitari che, alla lunga, rischiano di minare l'incisività del discorso, riducendo la cosiddetta “questione immigrazione” a un fenomeno a sé stante, da affrontare armati di buon senso e di buoni sentimenti. Spinti da questa constatazione, ci siamo rivolti a Zaria Galiano, combattiva esponente del Comitato Immigrati in Italia, a più riprese intervenuta sul nostro sito. Nella conversazione che abbiamo svolto con lei emergono, a nostro avviso, diverse elementi utili a riformulare il pensiero e l'azione sul tema, a partire dalla sua collocazione all'interno della contraddizione tra capitale e lavoro.



Vorremmo partire da una delle rivendicazioni chiave del Comitato Immigrati: l'introduzione, in Italia, dello Ius soli. Nella stessa sinistra di classe c'è chi la liquida come un'istanza di rilievo secondario, perché esclusivamente interna alla sfera dei diritti civili...

In realtà, lo Ius soli è fondamentale anche e soprattutto in un’ottica classista. Perché essere o non essere cittadini italiani, non è indifferente in relazione alla collocazione sul mercato del lavoro. Tra due ragazzi che hanno seguito gli stessi corsi di studio, quello senza cittadinanza sarà inevitabilmente più ricattabile dalla parte datoriale.. Per non dire di tutti quei lavori ai quali non puoi accedere se non sei cittadino/a di questo paese. Il fatto che in Italia ci siano così tanti giovani in condizioni di “minorità giuridica” contribuisce anche ad abbassare il costo del lavoro, nei fatti danneggiando tutti. 

martedì 16 luglio 2019

ANCORA COMPLEANNI SENZA IL FESTEGGIATO? di Zaria Galiano






ANCORA COMPLEANNI SENZA IL FESTEGGIATO?
di Zaria Galiano



Vedo che continuano ad andare molto di moda i compleanni dove il festeggiato non viene neanche invitato e non gli si fa nemmeno una telefonata per chiedergli se è d'accordo almeno sul menù della festa.

Si continua a parlare a nome degli immigrati e non si fa il neanche il minimo sforzo per chiedergli quali siano le loro vere necessità.

Si fanno presidi contro il Decreto Sicurezza e non si fa il minimo cenno alla legge Bossi-Fini, soprattutto sulla questione del permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro, o alla necessità di un'urgente regolarizzazione dei "clandestini", o alla necessaria discussione in parlamento di una legge sullo ius soli, o al diritto al voto amministrativo per i lavoratori migranti, o al vergognoso iter burocratico per richiedere la cittadinanza italiana.

venerdì 5 luglio 2019

UN'ESTATE CON RISENTIMENTO di Teresio Spalla









UN'ESTATE CON RISENTIMENTO 
di Teresio Spalla




Almanacco di Teresio Spalla . maggio-giugno 2019
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Nonostante i già precedenti mesi di assenza, l’Almanacco e l’Almanacchino ritornano a fine luglio.
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Intanto, un breve ricordo e una sempre rinnovata esortazione alla “disobbedienza civile” per chi la vuole conoscere meglio; non la impongo a nessuno

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Il libro di cui vedete parte della copertina è un’edizione vecchia ma la traduzione (Pietro Sanavio) resta valida, e la prefazione (della grande americanista Marisa Bulgheroni che allora aveva poco più di quarant'anni) conserva la sua freschezza sebbene non su tutto dobbiamo essere necessariamente d’accordo.

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Stampato nel 1970, lo comprai nell'estate del ’74. Era esposto all'esterno di una storica libreria della mia città natale che adesso non c’è più.
Lo comprai probabilmente attirato dalla inventiva copertina di Ferenc Pinter e dal prezzo (600£) perché allora avevo soltanto una vaghissima idea fanciullesca di chi fosse Henry David Thoreau e che, ventinovenne, avesse scritto il saggio sulla “disobbedienza civile” - ben 125 anni prima - e quanto esso fosse stato di sprone a Tolstoj, Chaplin, Hemingway, Martin Luther King, Adlaj Stevenson, Guido Calogero, Norberto Bobbio, Riccardo Lombardi, Don Milani e Don Zeno, il mio caro Pio Baldelli e anche Pietro Ingrao, tanti altri, e ad un maestro dimenticato nell’Italia di allora : Aldo Capitini (1899-1968) del quale un ripasso delle opere, e soprattutto delle iniziative prese in vita, non farebbe male a chiunque si professi autenticamente democratico e antagonista oggi, proprio oggi.

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Io non ero allora, non sono mai stato, non diventerò mai un pacifista tout court come non tutti ma molti – qui non citati - che si sono professati seguaci di Thoreau e Capitini.
Mi dimostri qualcuno che fu inutile imbracciare le armi in tante occasioni, dalla Rivoluzione Francese fino alla Resistenza.
Nell'arco di 150 anni le pur numerose sconfitte del bene contro il male, gli errori e gli equivoci e l’euforia mal riposta e i pregiudizi inaspriti nel popolo in armi, non sminuiscono il valore della sua lotta contro la reazione, il nazifascismo, le dittature e soprattutto l’ingiustizia sociale e civile.

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Ma vi sono momenti, nel corso della Storia - e quello che stiamo vivendo è esattamente uno di questi - in cui le avanguardie del pensiero libero e libertario sono in netta minoranza e la reazione domina le menti del popolo, le addomestica, le guida verso il baratro.
I neonazifasciorazzisti della Lega di Salvini e i fascisti dichiarati della Meloni e le tante forze e gruppi e gruppetti che li fiancheggiano sono alla testa della maggioranza dei cittadini di questo Paese.

venerdì 28 giugno 2019

APPUNTI PER UN NUOVO DISCORSO SULL'IMMIGRAZIONE di Zaria Galiano






APPUNTI PER UN NUOVO DISCORSO SULL'IMMIGRAZIONE 
di Zaria Galiano


Tutto il mio rispetto per chi crede soprattutto nell'accoglienza e anche nell'integrazione ma tutto questo non basta più, non è mai bastato e non basterà mai, se non si cambia l'intero discorso sull'immigrazione.
I migranti in mare, dopo che saranno sbarcati, entreranno nell'inferno della "cattiva" gestione dell'immigrazione in Italia.
Una gestione disastrosa che va avanti da decenni e che molti governi, anche di "centro sinistra", NON HANNO VOLUTO CAMBIARE.

Gli immigrati che arrivano nei barconi, così come quelli invisibili che arrivano in aereo o in treno, finiscono quasi tutti nel mercato del lavoro.
Un mercato del lavoro, in un'economia in crisi, che necessita di manodopera a basso costo e soprattutto di lavoratori senza diritti.
Un mercato in cui, quando si incontrano domanda ed offerta, chi vende la propria forza lavoro è costretto ad accettare qualunque paga e condizione, vista la propria condizione di clandestinità o di precarietà del permesso di soggiorno.

martedì 28 maggio 2019

COME DA PREVISIONI,NELLE ELEZIONI EUROPEE... di Piero Bernocchi




COME DA PREVISIONI,NELLE ELEZIONI EUROPEE...

Trionfa la Lega, tracollano i Cinque Stelle, il PD respira

di Piero Bernocchi

Fenomenologia del “popolaccio” salviniano


Una premessa sull'Europa. Mi sa che aveva visto giusto Altan con la sua vignetta “L’Europa è come la mamma”: può essere cattiva, severa, ingrata, ingiusta, anaffettiva, ma si può sempre sperare che migliori, che ci tratti un po’ meglio ed in ogni caso è peggio non averla o essere orfani. E cioè, fuor di metafora: nonostante il malcontento e le critiche forti nei confronti della politica dell’Unione Europea, alla resa dei conti i partiti nazional-populisti e/o fascistoidi, che predicano la disgregazione della UE, non hanno sfondato né cambiato significativamente gli equilibri parlamentari europei perché la larga maggioranza dei cittadini/e, andati al voto molto più che in precedenza (tranne che in Italia, un paio di punti in meno), ha detto che vuole una Europa più democratica, giusta, solidale ed egualitaria ma non tornare alle sovranità nazionali, con il ripristino delle frontiere, delle cento monete, dei separatismi e dei conflitti - fino alle grandi tragedie belliche - tra Stati modellati come nell'Ottocento o nel Novecento. E in questo neanche la Francia e l’Italia costituiscono delle vere eccezioni: in Francia Le Pen ha dismesso il tema “uscire dall’Europa” da tempo e ha propagandato un nazionalismo à la carte che peraltro non è stato poi così premiato, perché il suo 23% è inferiore di due punti rispetto alle precedenti Europee ed è più giusto dire che ha perso Macron (al 22%) più che ha vinto lei. E neanche la Lega ha più battuto il tasto dell’uscita dalla UE e dall'euro che per la verità la maggioranza dei suoi elettori/trici (cosa che del resto vale per la maggioranza abbondante degli italiani/e) non desidera affatto.

sabato 18 maggio 2019

NON SI SOSPENDE LA LIBERTA' DI INSEGNAMENTO di Matteo Saudino






NON SI SOSPENDE LA LIBERTA' DI INSEGNAMENTO  
di Matteo Saudino



La vicenda di Rosa Maria Dell’Aria, docente di Lettere dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo, sospesa dal Ministero dell’istruzione per quindici giorni con stipendio dimezzato, è di una gravità inaudita e senza precedenti nella storia dell’Italia repubblicana e democratica. 
La professoressa è stata, infatti, duramente sanzionata per non aver controllato e censurato il lavoro di ricerca svolto da alcuni suoi studenti, i quali, affrontando il tema delle leggi razziali fasciste del 1938, hanno costruito un parallelismo tra le politiche discriminatorie di Mussolini e le politiche su migranti e rifugiati attuate dal Ministero dell’Interno Salvini.

martedì 23 aprile 2019

UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA’ di Guido Viale





UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA’
di Guido Viale



Nella ricorrenza, troppo spesso puramente formale, della “giornata della Terra”, possiamo considerare un grosso passo avanti il fatto che il movimento ormai mondiale Friday for future, cresciuto intorno alle comparse mediatiche di Greta Thunberg, insieme al più recente Extinction Rebellion, hanno posto all'ordine del giorno del pubblico - in gran parte tenuto all'oscuro da media, politici e accademia della gravità e dell’urgenza del problema, soprattutto in Italia - il tema dei cambiamenti climatici, ormai prossimi a una deriva irreversibile e catastrofica per la vita umana sul nostro pianeta. Una specie di “lettera scarlatta” del nostro tempo che, come quella del racconto di Poe, non riusciamo a vedere proprio perché ce l’abbiamo davanti a noi.
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