lunedì 18 settembre 2017

CAMINO REAL di Teresio Spalla





CAMINO REAL
di Teresio Spalla


La storia di padre Iunipero Sierra, massacratore di indiani, beatificato da un papa e canonizzato da un altro


C’era una volta un cinema western che, insieme ai fumetti e a una letteratura sia tradotta che italiana, propagava anche qui da noi l’idea di un Ovest americano in cui la pace tra bianchi e indiani fosse, se non conclusa positivamente con il “lieto fino programmatico”, almeno rimandata alla prossima storia.
Ciò avvenne in un’epoca lontana – collocabile tra gli anni della guerra e la fine degli anni Sessanta – in cui si stabilizzò l’idea che mostrare i pellerossa come implacabili nemici e selvaggi sanguinari aveva perso di senso logico, artistico e commerciale.

Non è vero, come si è scritto per anni, che tutto nacque con il grande successo di “L’amante indiana” (1950) dove i bianchi erano cattivi e nemici della pace o buoni e favorevoli alla pace con gli apache buoni e pacifici o atti alla guerra senza tregua. Film che narrano con amara pietà il destino del “vanishing american” ne furono realizzati anche ai tempi del muto.
A mio parere l’idea di uno sguardo mite e rispettoso, quando non esaltante e nettamente pacifista, nacque nello spirito degli anni di Roosevelt in cui i pellerossa (che avevano acquistato il diritto di cittadinanza e di voto nel 1924 e avevano valorosamente combattuto nella guerra mondiale) furono ben accolti anche nella narrativa popolare e specialmente in quella che raffigurava l’America coloniale ai suoi primordi, quando la possibilità di una convivenza pacifica era ancora veramente possibile.

domenica 17 settembre 2017

IN SICILIA, C’E’ SINISTRA E SINISTRA… di Fabio Cannizzaro




IN SICILIA, C’E’ SINISTRA E SINISTRA…
di Fabio Cannizzaro






La deriva che la situazione politica a sinistra va assumendo merita, scevra da furberie, tatticismi e ricollocamenti tattici, una riflessione politica cui come socialisti di sinistra non ci sottraiamo.
Tutti conoscono, avendola espressa pubblicamente e tempestivamente, la nostra posizione in merito alla proposta di coalizione elettorale con il “ticket” Claudio Fava e Ottavio Navarra.
Eravamo e restiamo schiettamente contrari non agli uomini ma alla logica politica che la candidatura Fava ( la figura, infatti, del vicepresidente in pectore è solo una “forzatura” mediatica) esprime e sintetizza.
Del resto avendo partecipato al processo dall’inizio, fino a giungere alla riunione di Enna, ben conoscevamo e conosciamo quali furono i termini della riflessione almeno fino a quando scesero in campo MDP e SI.

Non aggiungerò né ripeterò, pertanto, qui i motivi, tutti politici, del nostro NO all’alleanza “favista”.

lunedì 11 settembre 2017

L' "ARMA" DELLO STUPRO di Marina Zenobio






L' "ARMA" DELLO STUPRO
di Marina Zenobio



Non è la prima volta che l’Arma dei Carabinieri è coinvolta in casi di stupro. Prima di Firenze ci fu l’abuso nella caserma del Quadraro,a Roma



L’ordinaria narrazione tossica, come in altre occasioni, questa volta si abbatte sulle due donne americane che hanno denunciato di essere state stuprate da due carabinieri, ora indagati, a Firenze. In fondo in fondo anche loro, come le tutte le altre, in qualche modo “se la sono cercata”. “Avevano bevuto”, “avevano fumato”, “non hanno urlato” addirittura il “Secolo XIX” ha riportato la bufala che “hanno inscenato il tutto per riscuotere i soldi dell’assicurazione”. Abbiamo così scoperto che comunque molte donne negli Stati Uniti si assicurano contro lo stupro, tant’è frequente.
E’ vero, lo hanno ammesso, erano state in discoteca, avevano bevuto, fumato per questo il loro racconto potrà essere un po’ confuso. “Il giornale”, in uno strenuo tentativo di difendere l’Arma, ha addirittura insinuato che “Innanzitutto bisognerebbe capire se i carabinieri siano davvero tali; quanto le due avessero bevuto; se qualche millantatore non si sia presentato ai loro occhi ingannandole”.

GLI ARTIGLI DELL’AQUILA di Teresio Spalla






GLI ARTIGLI DELL’AQUILA
di Teresio Spalla


Questo numero dell’Almanacco contiene due articoli sulla condizione contemporanea degli indiani d’America.
Il primo, risalente al 1986, fu pubblicato su “Filmcronache”. Il secondo, scritto nel 2011, in occasione dell’avvenimento di cui si parla, rimase inedito.
Li pubblico insieme solo ora, continuativi l’uno all’altro per evidenti motivi, riveduti e aggiornati ma nemmeno tanto, poiché, in questo 2016, è accaduto qualcosa di cui si parla nell’epilogo, altrettanto inedito.
Tutti e tre i testi, riuniti insieme, saranno editi dalla rivista “Scenario”.

Il motivo di questo assemblaggio, che sarà comprensibilissimo a chi lo leggerà, è che, da quando mi dedicai, per la prima volta, non alla vicenda storica ricostruita al cinema e nella letteratura dei pellerossa, ma all’esplorazione antropologica della loro autentica esistenza contemporanea, sono, apparentemente, cambiate molte cose.
Ma, dal punto di vista della rinascita culturale e sociale, nel momento in cui scrivo, marzo 2016, non è sostanzialmente cambiato niente per gli ex indomiti cavalieri della prateria del nord ovest come a tutte le nazioni indiane dalla frontiera canadese al confine messicano degli Stati Uniti.

domenica 10 settembre 2017

SINISTRA CLASSE RIVOLUZIONE DI FRONTE ALLE ELEZIONI di Alessandro Giardiello





SINISTRA CLASSE RIVOLUZIONE 
DI FRONTE ALLE ELEZIONI
di Alessandro Giardiello


I parlamentari di Mdp che insieme a Pisapia ambiscono a guidare la sinistra nel nostro paese, nei pochi mesi dalla nascita del loro movimento sono riusciti a votare insieme al Pd provvedimenti come:

– il decreto Minniti, che abolisce due gradi di giudizio per una categoria di donne e di uomini evidentemente considerata inferiore come i migranti.

– la reintroduzione dei voucher, uscendo dall’aula del Senato e favorendone l’approvazione.

– 17 miliardi di euro regalati alle banche venete.

Tuttavia secondo il Manifesto l’unità a sinistra è un bene prezioso da tutelare. E noi che pensavamo che il bene da tutelare fossero le condizioni di vita e i diritti delle classi subalterne, demoliti da decenni di politiche di austerità, con la partecipazione attiva dell’intero campo della sinistra riformista (Rifondazione Comunista in primis).

venerdì 8 settembre 2017

LEONARDO DA VINCI ARTISTA, INTELLETTUALE E RIVOLUZIONARIO di Alan Woods





LEONARDO DA VINCI ARTISTA, INTELLETTUALE E RIVOLUZIONARIO
di Alan Woods




“Gli ostacoli non mi fermano.
Ogni ostacolo si sottomette alla rigida determinazione.
Chi guarda fisso verso le stelle non cambia idea.”
(Leonardo da Vinci, 1452-1519)





Il Rinascimento

Ci sono periodi della storia umana che rappresentano punti di svolta fondamentali. Tali periodi sono caratterizzati da grandi trasformazioni sociali, politiche e culturali. Idee, abitudini e tradizioni che sono state accettate in modo indiscusso per secoli o addirittura millenni vengono improvvisamente messe in discussione. La società stessa si trova in uno stato di fermento che colpisce anche le menti degli uomini e delle donne. Un tale periodo di sconvolgimenti sociali si riflette necessariamente in profondi cambiamenti nella religione, nella filosofia e nell’arte.

Il XVI secolo vide il culmine dell’espansione del potere della borghesia in uno dei periodi più straordinari della storia umana. Conosciuto in Germania come Riforma, in Italia e Francia come Rinascimento, diede luogo a una straordinaria fioritura di cultura, arte e scienza. Ancora oggi le produzioni artistiche di questo periodo, unico nella storia, rimangono senza eguali. Ha fissato uno standard con cui si misurano le realizzazioni artistiche di tutta la storia successiva.

giovedì 7 settembre 2017

USA - COREA DEL NORD, CHI MINACCIA CHI? di Steve Leigh e Alan Maass







USA - COREA DEL NORD, CHI MINACCIA CHI?
di Steve Leigh e Alan Maass


Il primo passo per opporsi alla minaccia di guerra crescente in Corea è denunciare l’ipocrisia dei signori della guerra di Washington.



L’impensabile possibilità di una guerra nucleare è di nuovo alla ribalta dopo che funzionari del governo hanno reagito con stridule minacce alle affermazioni del governo nordcoreano di aver testato la sua più potente bomba nucleare.

Questa non è che la più recente escalation nel gioco del coniglio nucleare, con provocazioni calcolate da ogni parte – anche se, a giudicare dai media mainstream, la Corea del Nord di Kim Jung-Un sarebbe l’unica a rischiare di condurre il mondo sull’orlo di un incubo. Falso. Il test nordcoreano di quella che viene definita una bomba all’idrogeno più distruttiva, insieme al lancio di missili apparentemente capaci di portare una testata nucleare, è giunto nel giro di alcuni giorni dalle esercitazioni militati su vasta scala condotte da Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.

mercoledì 6 settembre 2017

LA LEGGE DEL PERDONO E LA LEGGE DELLA PIETA' di Teresio Spalla

 


LA LEGGE DEL PERDONO E LA LEGGE DELLA PIETA'
di Teresio Spalla


"Riina non deve morire in carcere ?" E altre osservazioni su come sia difficile per alcuni e facile per altri perdonare in Italia


 
Il testo di questo numero del mio Almanacco è un’elaborazione - completata il 2 agosto - di quanto già scritto tra il 5 e il 6 giugno quando giunse la notizia che il capomafia Salvatore Riina - forse il più pericoloso boss della mafia e colpevole di numerosi e gravissimi crimini, sulla persona e contro lo Stato, sui quali non tutto è stato ancora abbondantemente chiarito - per cause di salute era stato trasferito all’ospedale di Parma dove, pur sottoposto a rigorosa sorveglianza, può ricevere, oltre alle cure per le sue malattie, parenti e pacchi dono, vettovaglie e visite.

All’elaborazione si aggiunge però, oggi, una riflessione sulla “legge del perdono” che nell’Italia repubblicana ha una lunga tradizione che risale all’amnistia concessa ai fascisti fin dal ’46, alla tolleranza prima dell’esistenza “legittima” di un partito dichiaratamente neofascista e quindi della Lega, una formazione nata esplicitamente razzista ed oggi divenuta il nazifasciorazzismo del ventunesimo secolo.

domenica 20 agosto 2017

"SI SONO CHAVISTA", IL VENEZUELA E NOI di Giorgio Cremaschi






"SI SONO CHAVISTA", IL VENEZUELA E NOI
di Giorgio Cremaschi




"Il ritorno dei colonnelli, ma ora sono di sinistra". Così qualche giorno fa titolava sulla edizione on line Il Fatto, riferendosi al Venezuela, ma anche alla Bolivia, al Nicaragua, all'Ecuador, insomma a tutti paesi latino americani i cui governi non si sono piegati ai diktat degli Stati Uniti e della UE. Credo che questo titolo ben sintetizzi la deriva di una buona parte di ciò che in Italia, ed in Europa, viene considerato o si consideri di sinistra. Di quella sinistra che è stata complice della più vasta e sconvolgente campagna di disinformazione di massa dalla fine della seconda guerra mondiale.

La "feroce dittatura" di Maduro è stato il motivo guida di ogni servizio televisivo, di ogni commento giornalistico, nulla e nessuno sui quotidiani e sulle tv italiane sì è distinto dalle veline del dipartimento di stato degli USA, che amplificavano quelle della opposizione venezuelana. Persino sulla Corea del Nord i mass media occidentali hanno mostrato qualche cautela in più, neppure contro Saddam e Gheddafi c'è stata la stessa unanime violenza informativa che si è scatenata contro il governo venezuelano. La dittatura peggiore del mondo e della storia, dovrebbe pensare un comune cittadino che costruisca i suoi punti di vista solo sulla informazione ufficiale. La falsificazione dei fatti e delle opinioni è stata così completa e radicale che, dopo che Maradona si era schierato con Maduro, la stampa ha persino sentito la necessità esaltare l'attacco che il campione ha ricevuto da Kempes, tralasciando di ricordare che quest'altro calciatore argentino non aveva avuto problemi a ricevere la coppa del Mondo dalle mani insanguinate del dittatore Videla. Essere contro il Venezuela di Chavez è diventata una patente di democrazia distribuita a cani e porci.

domenica 6 agosto 2017

IL VENEZUELA DOPO LE ELEZIONI PER L'ASSEMBLEA COSTITUTENTE: CONCILIAZIONE E RIVOLUZIONE? di Jorge Martin





IL VENEZUELA DOPO LE ELEZIONI PER L'ASSEMBLEA COSTITUTENTE: 
CONCILIAZIONE E RIVOLUZIONE?
di Jorge Martin


Ancora prima che il Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) annunciasse i risultati delle elezioni per l’Assemblea Costituente che si sono tenute domenica 30 luglio in Venezuela, l’opposizione e l’imperialismo occidentale avevano già dichiarato che si erano verificate frodi di grande portata e che non avrebbero riconosciuto la legittimità dell’Assemblea. Da quel momento, si sono accumulate pressioni su tutti i fronti. Cosa si deve fare?

Queste non erano elezioni normali, bensì una importante battaglia nell’offensiva che l’oligarchia e l’imperialismo occidentale hanno scatenato negli ultimi quattro mesi contro la rivoluzione bolivariana. L’opposizione non solo ha dichiarato che avrebbe boicottato le elezioni, ma ha anche tentato di impedire fisicamente che si votasse. Il 30 luglio [giorno delle elezioni], le barricate impedivano l’afflusso degli elettori ai seggi, ci sono stati episodi di distruzione di materiale elettorale e macchinari, attacchi armati contro i seggi elettorali, compreso l’assassinio di un membro della Guardia Nazionale che proteggeva i seggi a La Grita (Mérida), assalti con esplosivi contro la Guardia Nazionale, ecc. Alla fine della giornata ci sono stati tra i 10 e i 15 morti, compreso un candidato dell’Assemblea Costituente a Bolivar.
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