venerdì 31 luglio 2015

LA CRISI GRECA E IL MELODRAMMA DELLA SINISTRA ITALIANA di Francesco Locantore



         



LA CRISI GRECA E IL MELODRAMMA DELLA SINISTRA ITALIANA
di Francesco Locantore




Quello che sta accadendo in Grecia in queste settimane è un passaggio storico cruciale per lo sviluppo della lotta di classe in Europa ed avrà conseguenze drammatiche sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici, una accelerazione della Storia che ha posto le forze della sinistra di classe di fronte a decisioni fondamentali per il futuro.

Il governo di Tsipras, come è noto, dopo aver chiamato i cittadini il 5 luglio ad una consultazione popolare che ha respinto con il 62% dei NO un’ipotesi di accordo con le istituzioni europee sfavorevole ai greci, ha fatto approvare in parlamento lo scorso 11 luglio una proposta di accordo che ricalcava sostanzialmente quella bocciata dalla consultazione popolare. Il 13 luglio l’Eurogruppo non ha accettato questa proposta ed ha messo il governo greco con le spalle al muro, ponendo come sola alternativa ad una uscita “concordata” della Grecia dall’Euro, l’accettazione di un Memorandum ancora più duro dei due precedenti sotto i governi di Samaras e Papademos. Il terzo Memorandum accettato da Tsipras impone infatti alla Grecia una serie di condizioni stringenti da attuare in pochi giorni come precondizione necessaria alla ripresa dei negoziati con l’Eurogruppo. Queste misure fanno tabula rasa dei diritti che sono sopravvissuti ai primi due Memorandum, impongono il taglio delle pensioni, l’aumento della tassazione indiretta con ovvi effetti regressivi, un pesante programma di privatizzazioni, agevolano i licenziamenti collettivi e gli sfratti per morosità, impongono una controriforma della contrattazione. Come se non bastasse, le clausole di salvaguardia impongono il taglio lineare automatico della spesa pubblica in caso di sforamento dagli obiettivi di avanzo primario del bilancio. Tutto ciò si abbatterà su un’economia già fortemente in crisi, con un tasso di disoccupazione ufficiale di circa il 26%.

mercoledì 29 luglio 2015

CONTRO SOCIALISMO RIVOLUZIONARIO: UN'ALTRA RECENSIONE AL LIBRO CURATO DA STEFANO SANTARELLI





La Guida Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran tra gli alti quadri del sepah-e pasdaran-e enghelab-e eslam



CONTRO SOCIALISMO RIVOLUZIONARIO:
UN'ALTRA RECENSIONE AL LIBRO CURATO DA STEFANO SANTARELLI


Socialismo Rivoluzionario è un gruppo settario endogamico di cui abbiamo già trattato.
A suo tempo recensimmo un libretto che ne ricostruiva la storia e che permetteva di farsi un'idea del come mai, nella realtà residuale e prodigiosamente litigiosa rappresentata dalla politica militante, Socialismo Rivoluzionario ed i suoi attivisti riescano a quadrare il circolo attirando su di sé concordi ed aperte attestazioni di disprezzo.
Il blog di Giorgio Franchi pubblica nel novembre 2014 una recensione dello stesso testo che riportiamo per intero. L'immagine in alto invece viene dal repertorio iconografico che più contraria Socialismo Rivoluzionario ed i suoi iscritti.
Pardon, le sue iscritte ed i suoi iscritti, sempre così attente ed attenti alle vittime e ai vittimi.
Praticamente un omaggio dovuto.

25 Novembre 2014

dal sito Io non sto con Oriana

lunedì 27 luglio 2015

L'AMMUTINAMENTO DEL CAINE di Stefano Santarelli





L'AMMUTINAMENTO DEL CAINE
di Stefano Santarelli



“Il comandante è un uomo solo e può essere facilmente frainteso”



L'ammutinamento del "Caine” (1954) rappresenta una interessante anomalia nella produzione hollywoodiana, infatti tratta un argomento estremamente scabroso per quegli anni dominati dalla propaganda e repressione maccartista. Infatti il soggetto del film è rappresentato dall'ammutinamento di una nave militare statunitense durante la 2° Guerra mondiale. Per la cronaca non è mai avvenuto un ammutinamento nella marina militare di questo paese.
Una trama quindi di fantasia anche se il tema è particolarmente scottante ed è una profonda riflessione sulla solitudine del comando e sul potere e sulle responsabilità che esso comporta.

domenica 26 luglio 2015

IL RITORNO DI MAGNUS E DEL SUO TEX RIVOLUZIONARIO di Luca Telese

                                 



IL RITORNO DI MAGNUS E DEL SUO TEX RIVOLUZIONARIO
di Luca Telese



Magnus è tornato, ancora una volta. Mettiamo che siate di quelli che non conoscono il suo nome: molto probabilmente – vedendo uno qualsiasi dei suoi personaggi – riconoscereste il suo inconfondibile stile: o lo avete già visto, o avete visto qualcuno che lo copia. Anche questo, dopotutto, è il segreto dell’arte: la capacità di inventare i segni che restano.
Magnus è stato (assieme a Max Bunker) il papà di Alan Ford, è il creatore di grandi personaggi di consumo degli anni sessanta come Kriminal e Satanik, ma anche di serie cult come lo Sconosciuto e La Compagnia della Forca. Magnus ritorna, questa volta in libreria, con la meravigliosa ristampa del suo testamento artistico, il famoso “Texone” che disegnò fino alla morte: La valle del terrore (Rizzoli-Lyzard, 200 pp. 22 euro). Malgrado questo, il più grande disegnatore italiano (se non altro per eclettismo produttivo e prolificità) non era chic, non era un mercante, non si promuoveva nei talk-show, e continua a essere ancora oggi un oggetto misterioso per la grande critica. Non è un caso: nessuno prima di lui aveva contaminato l’alto e il basso, le cose più raffinate e quelle più commerciali, il fantastico e il realistico, il grottesco e il fantascientifico e persino (nei tempi delle vacche magre a metà degli anni Ottanta, quando nessuno gli pubblicava nulla) il pornografico.

giovedì 23 luglio 2015

MILANO, ROMA, SICILIA: GIUNTE ALLO SBANDO. PERCHE'? di Aldo Giannuli





MILANO, ROMA, SICILIA:  
GIUNTE ALLO SBANDO. PERCHE'? 
di Aldo Giannuli



In una sola giornata sia Pisapia che Marino hanno perso, per ragioni diverse, il proprio vicesindaco, mentre le rispettive giunte sono assalite da venti di dissoluzione.

A Roma lo scandalo ha tagliato le gambe alla giunta che annaspa fra i marosi per restare in sella, ma tutto fa pensare che sia una lotta disperata. A Milano la giunta, che già presentava una pagella tutt’altro che brillante, è in piena liquefazione: dopo il ritiro dalla competizione di Pisapia è partito il “rompete le righe ed ognuno per sé”. Poi Pisapia, tanto per rendere più leggera la situazione, ci ha messo il carico da undici con il suo libro, nel quale sputa veleno su mezza giunta, colpevole, a suo dire, di quel che non ha funzionato. Un sindaco che parla male pubblicamente dei suoi assessori con i quali dovrebbe continuare a lavorare ancora per un anno? Mai vista una cosa del genere.

Ma è niente in confronto ai disastri della giunta siciliana che rischia su una incredibile telefonata fra Crocetta ed il suo medico che dice che la figlia di Borsellino, dovrebbe essere tolta di mezzo come suo padre, mentre lui non risponde. Ma a parte questa infelicissima storia ancora da chiarire, Crocetta pencolava sul ciglio del burrone già da molti mesi. Dopo un avvio più che promettente con l’ingresso in giunta di Battiato, Zicchichi e tutte le altre glorie isolane, tranne Santa Rosalia e la cassata siciliana, ha rapidamente imboccato la strada della dissoluzione: poche decisioni significative, asse con il M5s subito incrinato, cambio di ben 36 assessori, dissenso via via crescente con il Pd che aspettava l’occasione per dargli il benservito. Un disastro senza precedenti. Per ora si è messa una toppa, ma durerà?

mercoledì 22 luglio 2015

OCCUPY PSE di Stefano Ciccantelli



OCCUPY PSE

di Stefano Ciccantelli


Questa nota vuole essere un qualcosa a metà tra la provocazione e una seria riflessione politica, che si basa principalmente sull'attuale struttura, composizione ed orizzonte culturale (e ovviamente politico) dei partiti progressisti europei, in primo luogo quindi il Partito del Socialismo Europeo e il Partito della Sinistra Europea.

Sono convinto che entrambi vadano ripensati, c'è bisogno di un rimescolamento di forze, continuare in questa cristallizzazione della teoria delle "due sinistre" a lungo, porterà forze dell'uno e dell'altro verso la rovina, il PASOK greco e la LINKE tedesca sono gli esempi calzanti di questo possibile futuro. Le forze socialiste completamente subalterne all'ideologia dominante (quella del neo-liberismo) sono destinate a risultati elettorali sempre più scarni, le forze radicali che non riescono ad uscire da un isolamento politico che ha cause proprie e non, possono venire cannibalizzate dalla prima "novità" di passaggio, che siano essi "grillini" o "pirati" questo ha poca importanza.

Gli esempi opposti per cercare di uscire da questa tendenza sono da una parte il Partito Socialista Francese e dall'altra le forze che si ritrovano all'interno del SYRIZA greco. Il programma elettorale di Hollande e dei Socialisti, che pure sono parti integranti del PSE al pari dei colleghi greci, è di fatto il ribaltamento della condotta di governo di Papandreou e del suo ministro Venizelos (oggi addirittura messo li a fare il segretario ed il leader del Movimento socialista panellenico). La condotta strategica di SYRIZA nel ricercare l'unità delle sinistre e il suo lavoro di collaborazione nel movimento popolare anti-austerity hanno posizionato questo partito, un tempo marginale, al centro della politica greca. Se si tornasse a votare, Syriza sarebbe il primo partito (lo dice un recente sondaggio). Al contrario, la LINKE tedesca sta perdendo consenso elezione dopo elezioni, land dopo land. Di questo passo rischia di non raggiungere la soglia del 5% per entrare al Bundestag l'anno prossimo. Due mondi opposti, ma allo stesso tempo Linke e Syriza sono membri fondatori della Sinistra Europea e partiti della GUE.

LA VITA E' BELLA di Leon Trotsky






LA VITA E' BELLA di Leon Trotsky
recensione di Diego Giachetti




Un “piccolo” “grande” Trotsky quello riportato alla luce nella succinta antologia pubblicata dalla casa editrice Chiarelettere (Leon Trotsky, La vita è bella, Milano 2015) in coincidenza con i settantacinque anni dell’assassinio del protagonista, ad opera di un agente inviato da Stalin (21 agosto 1940).

Gli scritti spaziano da riflessioni sulla rivoluzione con particolare attenzione all’individuo, ai cambiamenti che si devono operare nella vita quotidiana, nelle “inezie” della vita sociale: essere più educati e cortesi, aver cura di se stessi e delle proprie cose, favorire la nascita di un linguaggio colto, perché la rivoluzione è prima di tutto un risveglio della personalità umana, «si contraddistingue per il crescente rispetto della dignità personale di ogni individuo».
Una rivoluzione non è tale se non presta attenzione ai deboli, se non aiuta i bambini, le madri, la donna, se non combatte il patriarcato, tutti quegli elementi che opprimono, quanto quelli economici e sociali, il libero sviluppo della personalità in tutti i suoi aspetti. Erano tutti elementi posti in essere dalla rivoluzione bolscevica, ben presto soffocati dalla controrivoluzione burocratica, totalitaria dello stalinismo contro il quale Trotsky continuò la sua battaglia puntando sulla necessità di una nuova rivoluzione politica in Unione Sovietica, per liberarla dal giogo oppressivo della dittatura burocratica, per ridare dignità alla persona.
Lo Stato stalinista infatti offendeva l’umanità, colpendola nel suo lato più debole: i familiari, gli amici, i figli e i nipoti. Oltre ai milioni di persone che morirono o furono ridotte in schiavitù decine di milioni di individui, i parenti delle vittime di Stalin, ebbero la vita segnata in modo devastante, con profonde conseguenze sociali. Una parte degli scritti ripresi nell’antologia riguardano l’analisi della società stalinista. «Stalin non è responsabile della storia, ma lo è di ciò che ha fatto, come pure del ruolo da lui ricoperto nella storia». La «casta dominante in Urss non rappresenta il comunismo, ma il suo nemico più perfido e pericoloso».

I DILEMMI DI SYRIZA SONO ANCHE I NOSTRI di Etienne Balibar, Sandro Mezzadra, Frieder Otto Wolf





I DILEMMI DI SYRIZA SONO ANCHE I NOSTRI
di Etienne Balibar, Sandro Mezzadra, Frieder Otto Wolf





Tsipras ha detto la verità dicendo che l’accordo con l'Unione europea è pessimo. Per questo bisogna continuare a battersi




Gli «accordi» del 13 luglio a Bru­xel­les tra l’unione euro­pea e la Gre­cia segnano la fine di un’epoca? Sì, ma cer­ta­mente non nel senso indi­cato dal comu­ni­cato con­clu­sivo del «ver­tice». In effetti gli «accordi» sono fon­da­men­tal­mente inap­pli­ca­bili e tut­ta­via costi­tui­scono una for­za­tura altret­tanto vio­lenta, e ancor più con­flit­tuale, di quanto è già avve­nuto negli ultimi cin­que anni. Si è par­lato di dik­tat e que­sta dram­ma­tiz­za­zione è basata su fatti concreti.

Le pro­po­ste con le quali Ale­xis Tsi­pras è arri­vato a Bru­xel­les erano in con­trad­di­zione con il risul­tato del refe­ren­dum, ma face­vano ancora parte di un pro­getto sul quale aveva l’iniziativa per potere spe­rare di svi­lup­pare una poli­tica nell’interesse del suo popolo. I suoi «inter­lo­cu­tori» si sono impe­gnati a far fal­lire que­sto ten­ta­tivo. Il risul­tato è un anti-piano senza alcuna razio­na­lità eco­no­mica, che asso­mi­glia a un salasso e a un sac­cheg­gio dell’economia nazionale.

Peg­gio ancora, le misure di «messa sotto tutela» isti­tui­scono un pro­tet­to­rato nell’Unione Europea.

martedì 21 luglio 2015

LO STUPRO DI FIRENZE: UNA SENTENZA SCANDALOSA





LO STUPRO DI FIRENZE: 
UNA SENTENZA SCANDALOSA



"La ragazza dello stupro di Firenze sono io. Se fossi morta sarei stata più credibile? Con quella sentenza abbiamo perso tutti"



Le motivazioni della sentenza di assoluzione ai sei accusati (dapprincipio) dello stupro di gruppo alla Fortezza da Basso di Firenze hanno fatto molto discutere. Per il moralismo evidente e perché il giudizio sulla vita privata e sessuale della ragazza sembrerebbe la motivazione principale che ha indotto i giudici a non crederle. Di fatto i sei, condannati in primo grado, sono stati assolti in secondo grado. Sulla sentenza vi rimando al pezzo su Il Fatto Quotidiano che descrive alcuni dei motivi per cui i giudici hanno assolto i sei. Nel frattempo, mentre il web si divide in innocentisti e colpevolisti, è arrivata la mail della ragazza che ha denunciato lo stupro. La pubblico, così com’è. A lei va un grande abbraccio, ma proprio grande, con tutta la mia solidarietà. Buona lettura!

lunedì 20 luglio 2015

UNA "SANTA ALLEANZA" CONTRO SYRIZA di Antonio Moscato





UNA "SANTA ALLEANZA" CONTRO SYRIZA
di Antonio Moscato




Continua sulla grande stampa borghese il linciaggio dell’opposizione interna a Syriza, definita in genere come “minoranza”, mentre è evidente che la svolta brusca decisa da Tsipras senza consultare gli organi statutari ha spinto all’opposizione una parte dei suoi sostenitori nell’ultimo congresso. A volte la campagna oltrepassa ogni limite di decenza. È il caso del “Messaggero” che ha dedicato il 17 u.s. una pagina intera a denigrare Varoufakis, che peraltro non rappresenta l’ampia sinistra di Syriza. Viene presentato come uno “che sgomma con le sue moto di grossa cilindrata, le donne bionde e le terrazze sul Partenone”, ed è contrapposto a un ruolo di deus ex machina di Tsipras, che incautamente “promuove a titolare delle Finanze e negoziatore con l’UE quel professorino di Austin, sempre in fuga da paesi dove irrompeva al governo la destra”. Non basta: Marco Ventura definisce “europeo quasi classico Alexis, americano acquisito Yanis”. Quasi quasi gli scappava scritto “amerikano”…

Ma non basta ancora: c’è anche “l’elemento personale”:

“Varoufakis, mitologicamente assimilabile a Narciso per i comportamenti eccessivi, e un egocentrismo gigionesco che non si tiene anche (anzi, soprattutto) nel momento in cui entra nelle segrete stanze del potere, ha rubato la scena e a volte il timone al suo ultimo mentore, Tsipras. E lo tradisce come già aveva tradito il leader del Pasok, Papandreu”.

domenica 19 luglio 2015

LA FACCIA CHE DEVE MORIRE di Ramsey Campbell




LA FACCIA CHE DEVE MORIRE di Ramsey Campbell
di Stefano Sacchini



Studiò il nemico. Alcune persone sedevano da sole a bere con aria cupa. Non è che erano in contatto fra loro, magari comunicando tramite dei segni? Avevano un'aria abbastanza furtiva. Ogni volta che sorprendeva uno di essi a guardare verso di lui, questi si affrettava a distogliere lo sguardo. Erano omosessuali o poliziotti? Aveva il sospetto che non ci fosse molta differenza.
(trad. di Annarita Guarnieri)


Quarta di copertina:
Il suo nome è Horridge, qualcosa che suona vagamente come porridge ma con una dose di orrido. E in effetti, molte cose sono orribili nella vita di Horridge, a cominciare da una memoria così selettiva che gli permette di dimenticare quello che fa (ma non dovebbe fare) e la gente che odia a vista, e che improvvisamente scompare. Horridge dimentica persino chi uccide, anzi attribuisce la colpa ad altri in perfetta buona fede. E tutto questo a causa di un faccia terribile, di un'ossessione che non lo lascia in pace un momento, nella Liverpool affogata nel sangue di vittime innocenti. Uno dei romanzi più agghiaccianti di Ramsey Campbell, una "confessione" spietata di abusi e ossessioni scrupolosamente documentate.

sabato 18 luglio 2015

GRECIA. "LA COSA PIU' IMPORTANTE: FIN DAL PRIMO GIORNO LA RESISTENZA SI E' ESPRESSA IN SYRIZA"





GRECIA.
"LA COSA PIU' IMPORTANTE: FIN DAL PRIMO GIORNO LA RESISTENZA SI E' ESPRESSA IN SYRIZA"



Colloquio con Antonis Ntavanellos, membro della direzione di Syrza, nonché dirigente di Dea Sinistra Operaia Internazionale (DEA) greca, una delle principali organizzazioni che animano la Piattaforma di Sinistra di Syriza




L’accordo-diktat è stato votato all’alba del 16 luglio al Parlamento greco: 229 sì, 64 no. In altri termini, l’accordo è stato votato grazie ai voti dei deputati del Pasok, di To Potami e di Nuova Democrazia che non hanno esitato ad attaccare violentemente il governo Tsipras.
Il voto del gruppo parlamentare di Syriza è così suddiviso: su 149 deputati, 110 hanno votato sì, 32 hanno votato no, compresi tre ministri, due di questi sono Panagiotis Lafazanis e Dimitris Stratoulis. Ricordiamo che l’11 luglio, solo Ioanna Gaitani ed Elena Psarrou, di Red Network [Rete Rossa] (DEA e APO) avevano votato no. Bisogna aggiungere 6 presenti (astensione) e 1 assente (Kevala Alexandra Tsanaka) . Tra i no si possono notare: Stathis Leoutsakos, Thanasis Petrakos, Yanis Varoufakis (ex-ministro delle Finanze), Zoe Konstantopoulou (presidente del Parlamento), Aglaia Kyritsi, Costas Quiet, Nadia Valavani (vice-ministro delle Finanze, dimissionaria dal suo posto il 15 luglio), Costas Lapavitsas, Ioanna Gaitani, Elena Psarrou, Eugenia Ouzounidou, Kodela Dimitris, Zisis Zannas, Eleni Sotiriou, etc. Verso le 5 del mattino (16 luglio), il portavoce del governo ha rilasciato la seguente dichiarazione: «La Vouli ha compiuto il primo passo a favore di questo accordo, votando misure difficili. Il voto segna però una grave divisione nell’unità del gruppo parlamentare di Syriza. Trentadue deputati hanno deciso di non sostenere il governo della sinistra, contro la sua scelta di evitare il rischio di un fallimento. Una priorità decisiva per il primo ministro e per il governo consiste nell’applicare l’accordo nel prossimo periodo».
(Redazione A l’Encontre; il colloquio che pubblichiamo di seguito si è svolto prima del voto al Parlamento)

giovedì 16 luglio 2015

VAROUFAKIS: LA NOSTRA BATTAGLIA PER SALVARE LA GRECIA





VAROUFAKIS: 
LA NOSTRA BATTAGLIA PER SALVARE LA GRECIA


"Non ho mai creduto che avremmo dovuto adottare subito una nuova moneta. La mia idea, come ho detto al governo, era che se avessero osato far chiudere le banche, che ritenevo fosse una mossa aggressiva di incredibile potenza, allora avremmo dovuto rispondere aggressivamente ma senza varcare la linea di non ritorno. Avremmo dovuto emettere i nostri “pagherò”, oppure annunciare almeno che avremmo stampato la nostra liquidità denominata in euro; avremmo dovuto “tagliare” i titoli di stato greci del 2012 in possesso della BCE, oppure annunciare che l’avremmo fatto".
Abbiamo tradotto l'intervista rivelatoria di Harry Lambert a Yanis Varoufakis, apparsa sul New Statesmen prima dell’accordo tra Tsipras e l’Eurogruppo.


L' intellettuale dissidente



Pubblichiamo per intero l’intervista di Harry Lambert a Yanis Varoufakis, apparsa sul New Statesmen il 13/07/2015, avvenuta dunque, prima dell’accordo tra Tsipras e l’Eurogruppo, ma di enorme interesse per la ricostruzione delle trattative falsate dalla malafede dei rappresentanti delle “istituzioni”. Ma perché Tsipras e anche Varoufakis hanno accettato la sceneggiata senza denunciarla ai greci, per ben cinque mesi? Le 17 ore finali senza interruzione servivano non a chiarire gli obiettivi, ma a spezzare la resistenza fisica e morale di Tsipras. E mancava un piano alternativo, che aveva cominciato a essere discusso solo al ministero, tra 5 tecnici, senza avvertire i greci che le trattative erano inutili, perché la controparte barava. Ne riparleremo. (Antonio Moscato - 16/7/15)


Harry Lambert: Come si sente?

Yanis Varoufakis: In cima al mondo – non devo più vivere ad un ritmo frenetico, assolutamente inumano, semplicemente inverosimile. Ho dormito due ore a notte per cinque mesi. Sono sollevato: non devo più sostenere l’incredibile pressione di chi deve negoziare per una posizione che trovo difficile da difendere, anche se sono riuscito a far sì che la controparte si adeguasse, se capisce quello che voglio dire.

HL: Come è stato? Ha trovato il modo di divertirsi in tutto ciò?

LE IDEE DI SEL PER UN NUOVO SOGGETTO DI SINISTRA di Aldo Giannuli




LE IDEE DI SEL PER UN NUOVO SOGGETTO DI SINISTRA: 
ZERO + ZERO + ZERO + 1 SBAGLIATO
di Aldo Giannuli



L’assemblea nazionale di Sel ha concluso i suoi lavori lanciando l’idea di un nuovo soggetto di sinistra che raccolga i pezzi usciti dal Pd, Rifondazione, qualche fuoriuscito del M5s ecc. Una cosa totalmente nuova, che non abbiamo mai visto!

La novità starebbe nel fatto che questa volta non si tratterebbe di un “improvvisato cartello elettorale” ma di un soggetto unitario, insomma un nuovo partito.

Dio solo sa se non c’è bisogno di un vero partito di sinistra in questo momento, e dunque saluteremmo con grande favore la nascita di questo soggetto. Qualche giorno fa avevo detto che si poteva fare una (modesta) apertura di credito a questo tentativo di aggregazione, pur avendo bene a mente tutti i rischi di ricadere nelle terribili esperienze precedenti (Sinistra Europea, Sinistra Arcobaleno, Rivoluzione Civile, L’Altra Europa con Tsipras e così via). Devo dire che questa assemblea di Sel mi ha rafforzato tutte le perplessità ed ha parallelamente indebolito l’apertura di credito.

mercoledì 15 luglio 2015

ATENE ORA: UNA SITUAZIONE ESPLOSIVA!





La maggioranza di Syriza rifiuta l’accordo

Ultime notizie dalla Grecia (dal profilo facebook di Stathis Kouvelakis, nostra traduzione):


ATENE ORA: UNA SITUAZIONE ESPLOSIVA!

MANIFESTAZIONE DI MASSA STASERA DAVANTI AL PARLAMENTO!


La maggioranza dei membri del Comitato Centrale di Syriza respinge l’accordo!

Di seguito trovate la dichiarazione votata a maggioranza dai membri del Comitato Centrale di Syriza

Dichiarazione di 109 (su 201) membri del Comitato Centrale di Syriza

martedì 14 luglio 2015

GRECIA: LE CONSEGUENZE DELL'ACCORDO SULLA SINISTRA ITALIANA ED EUROPEA di Andrea Martini






GRECIA:
LE CONSEGUENZE DELL'ACCORDO SULLA SINISTRA ITALIANA ED EUROPEA
di Andrea Martini



L’accordo raggiunto nella mattinata del 13 luglio all’Eurosummit, nonostante tutti i tentativi di difesa d’ufficio, costituisce una vera e propria capitolazione del governo Tsipras nei confronti dell’aggressore europeo. Tutta la vicenda conferma, se mai ce ne fosse stata la necessità, il grado di violenza e di protervia di cui sono capaci le classi dominanti europee. L’umiliazione è ancora maggiore proprio perché giunge a una sola settimana di distanza dalla esaltante vittoria del referendum nel quale il No al memorandum aveva trionfato con il 62% dei consensi. Un successo cancellato e oltraggiato da un diktat perfino peggiore dell’ipotesi respinta dal referendum.

E questo accordo non raggiunge neanche l’obiettivo (che Tsipras aveva utilizzato per convincere il parlamento a affidargli il mandato di un ulteriore negoziato) di allentare la morsa del debito sulla Grecia. Debito che non viene tagliato, né ristrutturato, né diluito nel tempo.

Il taglio alle pensioni, l’aumento della tassazione indiretta (che grava in modo inversamente proporzionale ai redditi), il pesante programma di privatizzazioni, il via libera ai licenziamenti collettivi, la controriforma della contrattazione, le vessatorie “clausole di salvaguardia” che, in caso di sforamento degli obiettivi di avanzo primario, imporranno “in automatico” misure ancora più socialmente draconiane, rischiano di porre la parola fine alle speranze accese in Grecia e in Europa dalla vittoria di Syriza del 25 gennaio.

lunedì 13 luglio 2015

LE VERE RAGIONI DEL NO DI BERLINO ALLE OFFERTE DI ACCORDO DI ATENE di Yanis Varoufakis






LE VERE RAGIONI DEL NO DI BERLINO ALLE OFFERTE DI ACCORDO DI ATENE
di Yanis Varoufakis



Yanis Varoufakis si è dimesso da ministro del governo greco. Ora è ancora più libero di dire la verità. Come ha sempre fatto. Nel suo blog ha introdotto così il suo articolo pubblicato sul quotidiano inglese The Guardian:



Il Vertice UE di domani porrà il suo sigillo sul destino della Grecia nell’Eurozona. Mentre scrivo queste righe, Euclid Tsakalotos, mio ​​grande amico, compagno e successore come Ministro greco delle Finanze si sta dirigendo verso una riunione dell’Eurogruppo che determinerà se sia possibile raggiungere un ultimo accordo per superare la trincea tra la Grecia ed i nostri creditori e se questo accordo contiene il grado di riduzione del debito che potrebbe rendere l’economia greca praticabile all’interno dell’Area Euro.
Euclid sta portando con sé un ben congegnato e moderato piano di ristrutturazione del debito che è senza dubbio nell’interesse sia della Grecia ei suoi creditori. (I cui dettagli ho intenzione di pubblicare qui Lunedi, una volta che la polvere delle polemiche si sarà posata).

Se queste proposte di ristrutturazione del debito saranno considerate modeste, come il ministro delle finanze tedesco ha prefigurato, il vertice di UE di domenica deciderà tra sbattere fuori dalla zona euro la grecia ora o trattenerla per un po’, in uno stato di profonda indigenza, fino a che non sarà lei a uscire in futuro.
La domanda è: perché il ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schäuble, sta resistendo a una possibblità di ristrutturare il debito reciprocamente vantaggiosa? Il seguente articolo appena pubblicato oggi [10 luglio 2015 ndr] su The Guardian offre la mia risposta.

Leggiamola:

domenica 12 luglio 2015

IL SIGNORE DEI SOGNI di Roger Zelazny





IL SIGNORE DEI SOGNI di Roger Zelazny
di Massimo Luciani 




Il romanzo “Il signore dei sogni”, conosciuto anche come “Signore dei sogni”, (“The Dream Master”) di Roger Zelazny è stato pubblicato per la prima volta nel 1966. È una versione ampliata del romanzo breve “He Who Shapes”, vincitore del premio Nebula. In Italia è stato pubblicato dalla Casa Editrice La Tribuna nel n. 148 di “Galassia”, all’interno del n. 34 di “Bigalassia”, da Mondadori all’interno del n. 18 de “I Massimi della Fantascienza” nella traduzione di Gabriele Tamburini, da Sellerio Editore nel n. 3 di “Fantascienza” nella traduzione di G. G. Pallagianni e di nuovo da Mondadori nel n. 149 di “Urania Collezione” nella traduzione di Gabriele Tamburini. Quest’ultima edizione edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

In un futuro in cui la tecnologia ha portato al benessere fisico, la sovrappopolazione sta causando seri problemi psicologici nella gente. Ciò ha portato a notevoli sviluppi nel campo della psichiatria tra cui la formazione neurocondivisa, che permette la comunicazione tra i cervelli di due persone diverse. Essa viene usata per portare avanti una sofisticatissima forma di psicoterapia.
Charles Render è il migliore nel campo della formazione neurocondivisa eppure non è soddisfatto. Un giorno viene contattato da Eileen Shallot, una psichiatra che vorrebbe entrare nel campo della formazione neurocondivisa ma ha un problema fino a quel momento insormontabile dato che è cieca dalla nascita. Quel tipo di psicoterapia richiede una gran dimestichezza con la gestione delle immagini e Render accetta di insegnarlo a Shallot, un compito più difficile di quanto pensi.

sabato 11 luglio 2015

VERSO UNA REGRESSIONE DI SETTANTA ANNI di Etienne Balibar




VERSO UNA REGRESSIONE DI SETTANTA ANNI 
di Etienne Balibar




Syriza chiama la sinistra europea. Non vi è «Grexit» che non conduca all’esclusione della Grecia dall’Unione europea, che porterà alla disintegrazione di quest’ultima



Per­ché i Fran­cesi seguono le tappe della «crisi greca» con una tale pas­sione, come se la pro­pria sorte ne dipen­desse? Per­ché è pro­prio così, ne va del loro destino. Ognuno di noi è coin­volto per ragioni per­so­nali, pro­fes­sio­nali ed intellettuali.

Ma la que­stione di fondo è quella poli­tica: è l’attualità della poli­tica, la sua resi­stenza alla gover­nance, la sua capa­cità di ricon­qui­stare il posto che deve occu­pare in una società di per­sone libere.

Ecco cin­que ipo­tesi, che credo siano con­di­vi­si­bili, ma di cui sono l’unico responsabile.

mercoledì 8 luglio 2015

CIVATI, FASSINA, COFFERATI: COSA SI MUOVE A SINISTRA? di Aldo Giannuli




CIVATI, FASSINA, COFFERATI: 
COSA SI MUOVE A SINISTRA?
di Aldo Giannuli



Con l’uscita di Fassina (e di un’altra parlamentare) dal Pd, che si aggiungono a Civati e Cofferati, inizia a prender corpo un soggetto a sinistra del Pd. Siamo ancora ad una fase embrionale, ma conviene guardare con attenzione alla cosa.

Sicuramente le premesse sono più convincenti della fumosissima coalizione sociale di Landini, che non si capisce cosa vuol essere e che, sospetto, neppure Landini sappia bene cosa sia. Almeno qui sappiamo che si tratta di una formazione politica che intende occupare uno spazio a sinistra del Pd e crearsi un suo spazio elettorale.

Il fatto è molto positivo e può aprire la strada ad una decantazione nell’area del Pd. Una volta si diceva “i passeri con i passeri ed i merli con i merli”, applicato ai nostri giorni significa quelli di sinistra con quelli di sinistra e quelli di destra con quelli di destra, dato che l’ala renziana non è neppure di centro ma semplicemente di destra.

domenica 5 luglio 2015

L'ISOLA DEL DOTTOR MOREAU di H.G. Wells




L'ISOLA DEL DOTTOR MOREAU di H.G. Wells: 
Un baratro senza fondo

di Umberto Rossi




Confesso di aver intrapreso solo di recente la lettura di questo romanzo del 1896, che assieme alla Guerra dei mondi, all'Uomo invisibile e alla Macchina del tempo (tutti scritti nell'arco di tre anni, tra il 1895 e il 1897) costituisce a mio avviso una vera e propria tetralogia che ha definito una volta per tutte di cosa parliamo quando parliamo di fantascienza. Con ciò non voglio dire che comincia tutto lì; mi vado sempre più convincendo che la fantascienza nasce con il terzo e quarto libro dei Viaggi di Gulliver di Swift (1726), passa per il Frankenstein della Shelley, alcuni racconti di Poe, e poi arriviamo a Verne e così via (più altri compagni di viaggio). Però quei quattro romanzi di Wells segnano un momento cruciale. Gli alieni, il viaggio nel tempo, l'invisibilità sono temi che in seguito sono stati presi e ripresi, ma non è solo quello. Wells unisce alla visione di cose a venire una macchina narrativa solidissima che nasconde dietro un'apparente semplicità veri e propri abissi intellettuali. Se non autentici baratri, dove potremmo cadere senza toccare mai il fondo.

Questo è tipico di alcuni scrittori inglesi; lo era già di Swift; lo sarà di Ballard.

Ed è sicuramente il caso dell'Isola. Essa parte da un'ipotesi scientifica che Wells (di formazione biologo; aveva studiato alla Normal School of Science con Thomas Henry Huxley, a sua volta allievo di un certo Charles Darwin), espose in un saggio scritto nel 1895, “I limiti della plasticità individuale”; lo scrittore (ventinovenne, ricordiamolo) ipotizzava che si poteva modificare radicalmente, tramite la chirurgia, la forma di un animale, senza che questo cessasse di vivere. Erano anni in cui la chirurgia e la medicina stavano facendo passi da gigante, specialmente negli ospedali londinesi, tanto da ispirare Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson (pubblicato solo dieci anni prima del romanzo di Wells). Non meraviglia che ci si interrogasse su dove quel progresso inarrestabile avrebbe potuto portare, ed è quello che Wells fa con L'isola del dottor Moreau. Ancora una volta un medico è protagonista di una sbalorditiva scoperta scientifica, e al tempo stesso di un dilemma morale; ancora non si parlava di bioetica, ma Stevenson e Wells avevano già intuito che la ricerca in campo medico poneva in questione le nostre idee di bene e di male, oltre che di salute e malattia.

sabato 4 luglio 2015

LA GRECIA IN GUERRA di Stathis Kouvelakis




LA GRECIA IN GUERRA
di Stathis Kouvelakis




Perché il Primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha indetto un referendum?


Anche quando Tsipras ha firmato le ultime proposte presentate alle istituzioni europee, queste hanno voluto sottoporlo a un esercizio di umiliazione chiedendogli di andare ancora oltre, al di là di quanto era per lui politicamente gestibile: era ormai chiaro che il suo stesso partito, la sua maggioranza parlamentare, e una parte crescente della società non erano disposte a fare altre concessioni.



Come si è arrivati a questo punto?

venerdì 3 luglio 2015

NON RISPETTANO LA DEMOCRAZIA E CI ACCUSANO DI GOLPISMO di Alexis Tsipras




NON RISPETTANO LA DEMOCRAZIA E CI ACCUSANO DI GOLPISMO
di Alexis Tsipras




GRECIA: L'appello televisivo del premier greco



Il refe­ren­dum di dome­nica non riguarda la per­ma­nenza o no della Gre­cia nell’eurozona. Que­sta è scon­tata e nes­suno può con­te­starla. Dome­nica dob­biamo sce­gliere se accet­tare l’accordo spe­ci­fico oppure riven­di­care subito, una volta espresso il responso del popolo, una solu­zione sostenibile.

In ogni caso voglio assi­cu­rare al popolo greco che la ferma inten­zione del governo è quella di otte­nere un accordo con i part­ners, in con­di­zioni però di soste­ni­bi­lità e di pro­spet­tiva per il futuro. Già l’indomani della nostra deci­sione di pro­cla­mare un refe­ren­dum sono state poste sul tavolo pro­po­ste riguar­danti il debito e la neces­sità di ristrut­tu­rarlo, migliori di quelle che ci erano state pre­sen­tate fino a venerdì. Non le abbiamo lasciate cadere.

Abbiamo imme­dia­ta­mente pre­sen­tato le nostre con­tro­pro­po­ste, chie­dendo una solu­zione soste­ni­bile. È per que­sta ragione che c’è stata la riu­nione straor­di­na­ria dell’eurogruppo ieri e ci sarà una nuova riu­nione oggi pome­rig­gio. Se ci sarà una con­clu­sione posi­tiva, noi rispon­de­remo imme­dia­ta­mente. In ogni caso, il governo greco rimane al tavolo del nego­ziato e con­ti­nuerà a rima­nerci fino alla fine. Ma ci rimarrà su que­sto tavolo anche lunedì, subito dopo il refe­ren­dum, in con­di­zioni più favo­re­voli per la parte greca. Il ver­detto popo­lare, infatti, è sem­pre più potente rispetto alla volontà di un governo. Vor­rei anche riba­dire che il ricorso alla volontà popo­lare è uno dei fon­da­menti delle tra­di­zioni europee.
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