venerdì 23 maggio 2014

COSTRUZIONE EUROPEA: LE LORO MENZOGNE DISTRUGGONO L’IDEALE EUROPEO di Henri Wilno




COSTRUZIONE EUROPEA: LE LORO MENZOGNE DISTRUGGONO L’IDEALE EUROPEO
di Henri Wilno



Riprendiamo dal sito dell’ NPA francese  questo articolo che demistifica e denuncia le falsità e la propaganda delle classi dominanti europee sulla “loro costruzione“ dell’Europa.
Victor Hugo nel 1849 faceva appello alla costruzione di una “fraternità europea” delle nazioni. Le politiche capitalistiche allontanano sempre di più l’Europa reale da questo ideale, anche se, a ciascuna tappa della costruzione europea, i dirigenti hanno promesso “un futuro radioso”.


L’Unione Europea è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale con una duplice base: l’aspirazione dei popoli di porre fine alle guerre in Europa, ma anche (e soprattutto, per i dirigenti europei e degli Stati Uniti) di ricostruire il più in fretta possibile l’Europa capitalista.

A ciascuna tappa, i dirigenti hanno propagandato le loro decisioni con due slogan: “L’Europa è la pace”, “Più Europa, significa, maggiore prosperità”. Con l’espressione “Più Europa” si doveva però intendere il rafforzamento della “Loro Europa”.

L’Atto unico europeo del 1986 ha rappresentato una tappa decisiva: fondava ormai l’Unione Europea sulla libera circolazione delle merci e dei capitali. Per sostenere l’Atto Unico la Commissione Europea (presieduta dal “socialista” Jacques Delors) presentò previsioni economiche mirabolanti sugli effetti che questo avrebbe garantito. Queste previsioni non si sono concretizzate per nulla…

Stesso scenario con la creazione dell’euro attraverso il Trattato di Maastricht. L’Euro avrebbe protetto gli europei dagli choc esterni e favorito la crescita e quindi l’occupazione. Avrebbe fatto dell’Europa una grande potenza monetaria, ecc. A ciascuna tappa importante, lo scenario si ripete: la scelta sarebbe tra l’Europa e il caos e la regressione. In un intervento recente, Hollande (il presidente “socialista” della Francia ndr.) è arrivato addirittura a dire che: “Uscire dall’Europa, sarebbe uscire dalla storia”!

L’Euro non ha mantenuto alcuna delle sue promesse

Il problema è che l’Unione Europea attuale, modellata dalla destra e dai “socialisti”, offre sempre più un volto respingente per “quelli che sono in basso”. L’Euro non ha mantenuto nessuna delle sue promesse: non ha protetto né dalla crisi, né dalla disoccupazione di massa, né dalla concorrenza tra le economie capitaliste. Al contrario, è il pretesto con cui vengono imposti una austerità di bilancio senza precedenti e un attacco generalizzato contro i diritti sociali. Pensioni, salario minimo, protezione sociale, sistema dei contratti collettivi: ormai la Commissione (con il sostegno del Consiglio Europeo, dove siedono gli Stati membri) si occupa di tutto, andando al di là delle stesse competenze di bilancio che le attribuiscono il TSCG (il Trattato sulla Stabilità, sul Coordinamento e sulla Governance nell’unione economica e monetaria del 2012).

Esiste una diseguaglianza crescente tra gli Stati membri: certi (Grecia, Portogallo, Spagna, Cipro, Irlanda) sono ormai sotto tutela e non è in discussione la loro sottomissione agli ordini della Troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea, Fondo Monetario internazionale). In questi paesi non solo l’austerità domina completamente, ma c’è una sistematica rimessa in discussione dei contratti collettivi e delle regole del contratto di lavoro. (Questa condizione caratterizza ormai anche l’Italia, ndr.)

Ogni misura è rivolta a far si che il lavoro salariato sia privato di qualsiasi protezione collettiva. Quanto sta succedendo in questi paesi prefigura quanto succederà in tutti gli altri, se i lavoratori non prenderanno in mano il loro destino.

Contro le menzogne degli affossatori dell’Europa

E’ ormai evidente l’enorme distanza tra i discorsi dei governi e l’Europa reale quella a cui sono confrontati i lavoratori, i piccoli agricoltori, i pensionati, i disoccupati. Le menzogne degli attuali governi, di “sinistra” o di destra, affossano l’idea di Europa agli occhi di “quelli che sono in basso”.

Per esempio in Francia il Partito socialista fa campagna per le europee con la parola d’ordine “l’austerità in Europa è un errore”. Ma chi si crede di prendere in giro? Nessun governo della sinistra socialdemocratica (con Mitterand, Jospin o Hollande) ha voluto battere i pugni sul tavolo e portare avanti un’altra politica.

Non inganniamoci sui responsabili: non si tratta di denunciare “l’Europa tedesca”, ma le menzogne continue dei proprietari dell’Europa del capitale e di avanzare un’altra politica: in rottura totale con i trattati dell’Unione Europea, ma nella logica della solidarietà internazionale dei lavoratori e dei popoli.


22 maggio 2014


dal sito Sinistra Anticapitalista




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