domenica 31 maggio 2015

UNIVERSO di Robert A. Heinlein





UNIVERSO di Robert A. Heinlein
di Massimo Luciani 


Il romanzo “Universo” (“Orphans of the Sky”), conosciuto anche come “Orfani del cielo”, di Robert A. Heinlein è stato pubblicato per la prima volta nel 1941 nella forma di due romanzi brevi intitolati “Universe” e “Common Sense” sulla rivista “Astounding Science Fiction” e nel 1963 come libro. In Italia è stato pubblicato con il titolo “Orfani del cielo” da Sellerio nel n. 5 della collana “Fantascienza” e con il titolo “Universo” da Mondadori nel n. 378 di “Urania”, nel n. 1 dei “Classici Urania”, nel n. 13 di “Urania Collezione” e nella collana ““Oscar Mondadori – I Grandi Della Fantascienza”. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub (con DRM!) su IBS.

Hugh Hoyland è riuscito a essere ammesso tra gli apprendisti scienziati. Come altri giovani, rifiuta certe interpretazioni mistiche delle vecchie generazioni riguardanti il Viaggio. Le sue idee vengono sconvolte quando viene catturato da un gruppo di mutanti e conosce Joe-Jim, il più importante tra i loro leader, un uomo con due teste.
Joe-Jim porta Hugh in luoghi che non aveva mai visto e lo costringe a entrare nella Centrale Comandi, dove gli mostra l’universo esterno alla Nave. Per Hugh è un grosso trauma perché la sua gente pensa che la Nave sia l’universo. La sua scoperta cambia tutto ma come convincere gli scienziati senza essere preso per un eretico e ucciso?

sabato 30 maggio 2015

PERCHE' NON CI POSSONO ESSERE UNA SYRIZA O UN PODEMOS ITALIANI di Leonardo Bianchi





PERCHE' NON CI POSSONO ESSERE UNA SYRIZA O UN PODEMOS ITALIANI
di Leonardo Bianchi




Similmente a quanto era accaduto dopo la vittoria di Syriza alle ultime elezioni politiche in Grecia, anche il risultato delle amministrative in Spagna—che ha visto l'affermazione di diverse liste appoggiate da Podemos e registrato la crisi, forse irreversibile, del bipartitismo spagnolo—è stata un'occasione per la politica italiana di intestarsi in ogni modo possibile le vittorie altrui.

A partire da Matteo Renzi fino ad arrivare a Matteo Salvini, le reazioni si sono concentrate sul fatto che "l'Europa deve cambiare" e che il voto spagnolo è "una boccata d'ossigeno per l'Europa dei popoli," oltre al fatto che in molti credono di essere diventati Pablo Iglesias e si sono sentiti in dovere di fare tweet del genere.

Al di là di imbarazzanti prese di posizione, l'ascesa di queste formazioni della nuova sinistra europea evidenzia ancora di più l'assenza di equivalenti credibili in Italia. E infatti, le domande che aleggiano sulla scena politica non possono che essere queste: che fine ha fatto la sinistra radicale? Davvero i modelli di Syriza e Podemos sono replicabili nel nostro paese?

venerdì 29 maggio 2015

LANDINI: LASCIAMO PERDERE... di Aldo Giannuli




LANDINI: LASCIAMO PERDERE...
di Aldo Giannuli


Volutamente, dopo aver scritto un solo articolo molto perplesso su Landini e sulla sua “coalizione sociale”, ho taciuto per mesi. Le perplessità, invero, aumentavano e si mutavano in giudizi negativi, ma non volevo essere accusato di esser prevenuto, di sparare alla schiena di un tentativo in fasce ecc.

Ora, a distanza di due mesi e con la recente dichiarazione programmatica (il programma vero e proprio, nel dettaglio, è stato annunciato per le prossime settimane, dopo che le apposite commissioni di studio avranno prodotto qualcosa) mi pare di aver maturato un giudizio abbastanza preciso: politicamente la coalizione di Landini non esiste. Anzi, ad essere più precisi, è Landini a non esistere politicamente.

lunedì 25 maggio 2015

IL TERREMOTO POLITICO SPAGNOLO





IL TERREMOTO POLITICO SPAGNOLO
A Barcellona vince la coalizione di Podemos con Ada Colau

di Luca Tancredi Barone


Gli spa­gnoli hanno votato il cam­bia­mento, come si aspet­ta­vano tutti gli osser­va­tori. Alcune volte più mode­rato, altre più deciso, ma pur sem­pre un cam­bia­mento impor­tante. L’affluenza al voto è stata del 65%, un punto in meno che nel 2011.

Ma in alcuni comuni impor­tanti, come Bar­cel­lona, è pas­sata da meno del 50% a quasi il 61%.

La mappa poli­tica del paese non è più la stessa: le due forze prin­ci­pali, Pp e Psoe, rac­col­gono poco più del 50% dei voti. Un arre­tra­mento molto pesante. In ter­mini rela­tivi, il Pp si man­tiene la prima forza in 9 delle 11 comu­nità auto­nome in cui aveva la mag­gio­ranza asso­luta. Ma nella mag­gior parte di esse non potrà più gover­nare, nep­pure allean­dosi con il par­tito ideo­lo­gi­ca­mente più vicino: Ciu­da­da­nos. Anche nelle roc­ca­forti Madrid e Valen­cia il Pp rimane il primo par­tito ma in entrambi i casi se i socia­li­sti rie­scono ad allearsi con Pode­mos e/o altri par­titi di sini­stra (come Com­pro­mís a Valen­cia) il Pp per­derà il governo.

In quasi tutte le comu­nità si pro­fi­lano governi di coa­li­zione in fun­zione anti-Pp. Anche il brac­cio destro di Rajoy, la pre­si­dente della Castiglia-La Man­cia ha perso la mag­gio­ranza asso­luta (nono­stante la riforma elet­to­rale che distorce la rap­pre­sen­tanza e che aveva pro­mosso per garan­tirsi la rie­le­zione) e nean­che lei potrà recu­pe­rare la pre­si­denza nean­che scen­dendo a patti con Ciudadanos.

domenica 24 maggio 2015

I PRIGIONIERI DEL CADUCEO di Ward Moore




I PRIGIONIERI DEL CADUCEO di Ward Moore
di Massimo Luciani


Il romanzo “I prigionieri del Caduceo” (“Caduceus Wild”) di  Ward Moore e Robert Bradford è stato pubblicato per la prima volta nel 1959 a puntate sulla rivista “Science Fiction Stories”. Una nuova versione è stata pubblicata nel 1978. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1618 di “Urania” nella traduzione di Salvatore Proietti. È anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italiae Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Dopo una guerra batteriologica i medici sono diventati le uniche persone in grado di salvare i sopravvissuti. Per questo motivo, in alcune nazioni hanno finito per prendere il potere e hanno instaurato la Medarchia nel Nord America. Il continente è diventato sostanzialmente un ospedale in cui i cittadini sono Pazienti. I disadattati sono considerati malati e, chiamati Anormali, generalmente vengono tanatizzati.
Tre Anormali intraprendono un lungo viaggio in cui dovranno evitare la polizia della Medarchia per poter sopravvivere. Sono in contatto con gruppi di ribelli che vorrebbero rovesciare il regime ma non è sempre facile capire di chi ci si può fidare. Anche all’interno della Medarchia ci sono varie fazioni perciò la situazione è meno stabile di quanto sembri.

La storia delle pubblicazioni de “I prigionieri del Caduceo” è particolare. Una prima versione venne pubblicata nel 1959 ma nel corso degli anni successivi ci sono stati molti cambiamenti nel mondo e il romanzo venne aggiornato. Questa nuova versione venne pubblicata solo dopo la morte di Ward Moore.

venerdì 22 maggio 2015

ITALIA: "TERRORISTA" ARRESTATO E IL VALZER DEGLI IDIOTI di Salvo Ardizzone





ITALIA: 
"TERRORISTA" ARRESTATO E IL VALZER DEGLI IDIOTI
di Salvo Ardizzone



Martedì sera è stata annunciata con grande enfasi la notizia della cattura di un pericoloso terrorista, addirittura implicato nella strage al Museo del Bardo, dando inizio all’ennesima pagliacciata all’italiana.

Abdel Majid Touil, così si chiama, è partito dalla zona di Casablanca, dove abitava col padre, e giunto in aereo in Tunisia; da là è passato in Libia per trovar posto su uno dei barconi di disperati che attraversano il Canale di Sicilia. Il 15 febbraio è stato raccolto in mare e il 17, poiché era privo di documenti e aveva tentato di fuggire dal centro d’accoglienza, gli è stato notificato l’obbligo di rimpatrio, ma lui è sparito, partendo in bus per raggiungere madre e fratelli che vivono a Gaggiano, nei pressi di Milano.

Più che altro uno sbandato che frequentava i bar e una scuola per imparare l’italiano: zero contatti compromettenti con ambienti integralisti; zero documenti che diano da pensare sono stati trovati in casa durante la perquisizione successiva al fermo.

mercoledì 20 maggio 2015

CHE SUCCEDE NELL'ISIS di Aldo Giannuli.





CHE SUCCEDE NELL'ISIS
di Aldo Giannuli 


Il 1° maggio, “The Guardian” annunciava che Abu Bakr Al Baghdadi, Califfo dello Stato Islamico (Isis) sarebbe stato colpito nel corso di un bombardamento americano accaduto in marzo. A causa della serietà delle ferite alla schiena, non sarebbe stato in grado di reggere il califfato, per cui sarebbe stato sostituito dal suo vice Abu Alaa al-Afri, un professore di fisica membro della prima ora dell’Isis. E questo avrebbe spiegato l’assenza di Al Baghdadi dalla scena pubblica che durava da diverse settimane.

Per la verità, non era la prima volta che veniva annunciato il ferimento di Al Baghdadi, anzi in novembre si era detto che sarebbe addirittura morto, sempre a causa di un raid aereo. Questa volta, però, si aggiungeva una nota ufficiale del governo iraqueno che confermava la notizia.

Meno di due settimane dopo, il 13 maggio, lo stesso governo di Baghdad annunciava la morte di Abu Alaa al-Afri, in un nuovo bombardamento aereo che aveva colpito la Moschea dei Martiri, nella zona di Tal Afar, mentre era in corso una riunione di molti esponenti dell’Isis in gran parte periti anche essi.

Subito dopo, compariva in rete un video di Al Baghdadi con il consueto appello alla Jihad e il Califfo appariva in buone condizioni di salute, eretto e perfettamente in grado di muoversi (mentre avrebbe dovuto essere stato colpito gravemente alla schiena). Sin qui nessuno è stato in grado di stabilire se si tratti di un messaggio preregistrato o se la voce sia davvero quella di Al Baghdadi. Insomma, che sta succedendo nell’Isis e quali e quante di queste notizie vanno prese sul serio? Quanta fuffa c’è? Facciamo alcune ipotesi.

domenica 17 maggio 2015

IT di Stephen King





IT di Stephen King
di Marc Welder



"In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: IT. E quando, molti anni dopo, IT ricomincia a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia... Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell'infanzia a quelli della maturità."




Se questo romanzo è annoverato tra i capolavori di King un motivo ci sarà e, se devo essere sincero, io per primo (in origine diffidente a causa della mole demoralizzante) non ho potuto fare altro che riconoscerne la grandezza. Attraverso il punto di vista del narratore onnisciente e l'alternanza di due periodi temporali (1957–58 e 1984–85), King racconta il forte legame di un gruppo di sette piccoli amici disadattati che compongono il Club dei Perdenti e che si ritroveranno da adulti ancora uniti contro le forze del male già sconfitte in gioventù. Con una buona base di traumi infantili, fobie e memorie dimenticate rievocate da orrori indicibili, veniamo circondati pagina dopo pagina da Derry, immaginaria cittadina del New England dalle ingannevoli apparenze, che nasconde antichi segreti inenarrabili di lovecraftiana memoria. L'ambiente viene così arricchito da un nugolo di flashback e reso vivido come solo King sa rendere, fino a divenire palpabile e indissolubile dal fantastico proiettandoci nell'orrore.

venerdì 15 maggio 2015

VIETNAM 1975: SCACCO AL RE! RICORDANDO LA GUERRA USA IN INDOCINA di Pierre Rousset




VIETNAM 1975: SCACCO AL RE!
RICORDANDO LA GUERRA USA IN INDOCINA
di Pierre Rousset



Oggi non è per niente insolito che gli Stati Uniti perdano una guerra. Non era così nel secolo scorso. Proprio 40 anni fa, la disfatta USA in Vietnam fu tanto più significativa in quanto Washington aveva mobilitato per anni le sue gigantesche risorse per prevalere poiché il conflitto indocinese aveva una portata internazionale maggiore. Tra rivoluzione e controrivoluzione, confronto tra i «blocchi» est-ovest e il conflitto cino-sovietico, il Vietnam era il «punto focale» della situazione mondiale in una configurazione geopolitica senza equivalenti dopo di allora




Il 30 aprile 1975, l’esercito Popolare di Liberazione entrava in Saigon senza incontrare resistenza, in seguito a una folgorante offensiva. Il regime di Saigon, sostenuto fino alla fine da Washington, crollava come un castello di carte. Gli USA dovettero effettuare un’evacuazione di emergenza, con gli elicotteri che venivano a recuperare i loro connazionali dal tetto dell’ambasciata USA – sotto l’occhio delle telecamere di tutto il mondo! Una terribile umiliazione per la superpotenza imperialista allora ritenuta invincibile.

Erano oltre venti anni da che gli USA avevano iniziato a combattere il movimento di liberazione del Vietnam; in realtà avevano iniziato a intervenire prima della disfatta francese del 1954 e si erano preparati a dare il cambio a un regime coloniale in pieno declino. Per Washington non si trattava di difendere particolari interessi (accesso ai mercati, investimenti e cosi via). L’obiettivo era geostrategico: assestare un colpo definitivo a qualsiasi dinamica rivoluzionaria in Asia.

giovedì 14 maggio 2015

RENZI E IL DEGRADO DELLA SCUOLA PUBBLICA di Giovanni Di Benedetto




RENZI E IL DEGRADO DELLA SCUOLA PUBBLICA
di Giovanni Di Benedetto




La scuola pubblica è un posto davvero pericoloso. Rimangono ancora impresse nella memoria le immagini del crollo di qualche settimana fa degli intonaci del solaio nella scuola elementare Pessina di Ostuni. Feriti due bambini e una maestra. E ce ne sarebbe da raccontare: il distacco dell’intonaco in un Istituto Alberghiero di Pescara a Febbraio, il crollo, qualche anno fa, del controsoffitto del Liceo Darwin di Torino che provocò la morte di uno studente di 17 anni; il cedimento di calcinacci, lo scorso mese di Marzo, nella scuola Cirrincione di Bagheria, con due bambini curati al Pronto Soccorso. E si potrebbe continuare ancora. Il fatto è che le macerie, i crolli e il degrado dell’edilizia scolastica, oltre ad essere gravi di per sé, rimandano ad un altro genere di degrado, quello dell’istruzione pubblica nel nostro paese. La scuola italiana è davvero ridotta in frantumi. Rovine su rovine.

Sarà anche per questo che l’indignazione che negli ultimi mesi è cresciuta contro la cattiva scuola di Renzi ha attraversato il guado ed è straripata in quello che si annuncia, per il 5 Maggio, come lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola più grande di sempre. La stessa decisione sciagurata di rinviare le prove Invalsi per le elementari, provvedimento nella sostanza illegittimo e antisindacale, è la conferma di quanto forte è, oramai, la marea montante contro il Disegno di Legge di Renzi. D’altra parte, pare davvero intollerabile questa forma sleale di boicottaggio che, con un semplice atto amministrativo, prefigura la soppressione dello stesso diritto di sciopero.

lunedì 11 maggio 2015

LA TRUFFA DELL'ITALICUM E LA FIRMA DI MATTARELLA di Aldo Giannuli






LA TRUFFA DELL'ITALICUM E LA FIRMA DI MATTARELLA
di Aldo Giannuli



L’Italicum è legge ed è già iniziato il pressing per farlo digerire agli organi di controllo costituzionale: prima il Presidente poi la Corte. Ed è un pressing di rara disonestà, cui la stampa si sta generosamente prestando.

La Corte Costituzionale aveva bocciato il Porcellum per due ragioni: l’assenza di una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza e l’assenza del voto di preferenza.

Sulla questione del voto di preferenza, per la verità, non era stata chiarissima ed aveva concesso che le liste bloccate avrebbero potuto essere accettate se fossero state “corte”, in modo che l’elettore potesse sapere chi stava eleggendo. Una posizione da contorsionista del diritto, perché il punto non è se l’elettore conosce o no tutti i candidati, ma l’elezione in ordine di presentazione, che limita di fatto la libertà di scelta dell’elettore e mette nelle mani della segreteria di partito la scelta dei parlamentari.

Qui è stato facile per il legislatore aggirare la sentenza della Corte: collegi piccolissimi di sei o sette candidati, capilista bloccati e possibilità di esprimere preferenze per gli altri candidati. Una truffa, ma congegnata con l’apparenza del compromesso accettabile.

sabato 9 maggio 2015

LE SABBIE DI MARTE di Arthur C. Clarke




LE SABBIE DI MARTE di Arthur C. Clarke
di Massimo Luciani 


Il romanzo “Le sabbie di Marte” (“The Sands of Mars”) di Arthur C. Clarke è stato pubblicato per la prima volta nel 1951. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1 e 402 di “Urania”, dal “Club degli Editori”, ancora da Mondadori nel n. 7 dei “Classici Urania” e in “Oscar Mondadori – I Grandi Della Fantascienza” nella traduzione di Maria Gallone. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub (con DRM!) su IBS.

Martin Gibson è un celebre scrittore di Fantascienza ma non ha mai viaggiato nello spazio. Finalmente, ha avuto un’opportunità e parte sull’Ares, un’astronave che arriverà fino alla colonia marziana. Prima deve passare per “Stazione Spaziale Uno”, nell’orbita terrestre, dove partono i viaggi interplanetari.
Quando arriva sull’Ares, a Martin Gibson viene assegnato Jimmy Spencer, un apprendista astronauta, con il compito di aiutarlo ad ambientarsi nello spazio e di rispondere alle sue domande. Il rapporto tra i due non è sempre facile ma alla fine diventano amici. È anche grazie a Jimmy se Martin che si interessa al futuro della colonia marziana più di quanto avrebbe immaginato.

ELEZIONI INGLESI: UNA NOTIZIA CATTIVA E UNA BUONA di Aldo Giannuli





ELEZIONI INGLESI: 
UNA NOTIZIA CATTIVA E UNA BUONA
di Aldo Giannuli



La notizia cattiva è che vincono i conservatori, quella buona è la sconfitta dei laburisti, ma bisogna sapersi accontentare: se per far perdere i laburisti dobbiamo sorbirci Cameron, pazienza.

Il Labour perde perché non intercetta più nessuna domanda politica: chi vuole l’indipendenza scozzese vota per lo Scottish national party che soffia tutti i seggi al Labour nella sua zona, chi vuole la stabilità nel quadro della Ue vota per i conservatori, chi vuole l’uscita alla Ue vota per l’United kingdom indipendence party , la classe operaia (o quel che ne resta) è allo sbando e vota qualsiasi cosa disperdendosi.

Con la sconfitta del Labour, dopo i risultati mediocri di Spd e Psoe e quelli catastrofici del Ps francese, si conferma la tendenza al declino della “sinistra inutile”.

giovedì 7 maggio 2015

IL PRIMO MAGGIO A MILANO E NEL PAESE: UNA RIFLESSIONE NECESSARIA di Franco Turigliatto




IL PRIMO MAGGIO A MILANO E NEL PAESE: 
UNA RIFLESSIONE NECESSARIA
di Franco Turigliatto


Per la prima volta, dopo oltre 40 anni, i lavoratori hanno partecipato alle manifestazioni del primo maggio senza lo Statuto dei lavoratori cancellato dal governo Renzi e dal Jobs Act. Le conseguenze fortemente negative di questa controriforma dei diritti del lavoro per la costruzione delle organizzazioni sindacali e dell’attività dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro non sono ancora dispiegate appieno e quindi non sono ancora del tutto chiare all’insieme della classe lavoratrice; nondimeno nelle inquietudini delle lavoratrici e dei lavoratori, nelle loro domande sulla situazione economica sempre più difficile, è percepibile la consapevolezza di questa ulteriore sconfitta. Così come sono sempre più forti gli interrogativi su che cosa stia facendo il governo Renzi con la sua propaganda e le sue bugie.

martedì 5 maggio 2015

LA PROVA DI FORZA CHE MIMA LA RIVOLTA CHE NON C'E' di Marco Bascetta e Sandro Mezzadra





LA PROVA DI FORZA CHE MIMA LA RIVOLTA CHE NON C'E'
di Marco Bascetta e Sandro Mezzadra


Milano. Uno scontro giocato sul simbolico. E che non apre nessun spazio politico



Non sap­piamo quali siano stati i motivi che hanno indotto la Rete No Expo a rin­viare l’assemblea pre­vi­sta per dome­nica 3 mag­gio (l’assemblea, si legge nel sito della rete, «si ricon­voca nei pros­simi giorni»). Resta il fatto che, dopo quanto avve­nuto in piazza durante la May­day, un impor­tante spa­zio di con­fronto poli­tico si è chiuso.

E quelle che dove­vano essere le «cin­que gior­nate di Milano», pre­lu­dio a sei mesi di «alte­rexpo», sono state fago­ci­tate, non solo sui media main­stream ma anche nell’esperienza di migliaia di attivisti/e, da un paio d’ore di duri scontri.

Il risul­tato è un certo spae­sa­mento dif­fuso, la dif­fi­coltà nel pren­dere parola e nel rilan­ciare la mobi­li­ta­zione (cosa che comun­que la Rete No Expo fa con un comunicato).

LE CITTA' FALLITE di Valeria Nicoletti




LE CITTA' FALLITE
di Valeria Nicoletti


«Roma ha accumulato 22 miliardi di euro di deficit ed è una città praticamente fallita. Alessandria è stata dichiarata in default per un debito di 200 milioni. Parma ha un buco di bilancio di 850 milioni. Napoli è in stato di pre-dissesto. L’Aquila è ancora un cumulo di macerie, perché la ricostruzione non ha finanziamenti adeguati. Sono 180 i comuni italiani commissariati per fallimento economico». Basta un breve elenco per afferrare il perché del titolo dell’ultimo libro di Paolo Berdini, urbanista, ingegnere e scrittore, da tempo impegnato contro il consumo del suolo italiano, autore de Le città fallite, edito da Donzelli (2014).

«Le città, purtroppo e per fortuna, non sono equazioni matematiche, dove è sufficiente far quadrare una formula per risanare i bilanci. Le città sono, prima di tutto, luoghi ed esistenze». Così, attraverso un’accurata parabola storica, Berdini ricostruisce l'involuzione delle metropoli italiane, dall'avvento di Tangentopoli al recente Sblocca Italia fino allo scempio delle grandi opere contemporanee, raccontando come la città, vittima di una scellerata deregolamentazione, si sia trasformata gradualmente in un conto economico, o peggio, un’impresa, dove basta licenziare gli elementi disturbatori per risolvere il problema.

lunedì 4 maggio 2015

GLI SCONTRI DEL 1° MAGGIO di Aldo Giannuli





GLI SCONTRI DEL 1° MAGGIO
di Aldo Giannuli



Quanto è accaduto ieri, 1 maggio, a Milano, merita una riflessione a mente fredda, senza reazioni emotive. Il che non significa affatto giustificare neanche un po’ l’operato delle tute nere, che va condannato con nettezza e senza sconti di sorta, ma chiedersi il perché di queste forme di protesta.

Per un momento terrei separate le occasioni come quelle di ieri da episodi come la lotta alla Tav o simili: sono cose che hanno punti di contatto, ma che occorre tenere distinte.

Così come va tenuta distinta questa area “violentista” dal mondo dei centri sociali in quanto tali (che, ad esempio, ieri in gran parte non hanno partecipato a gli scontri), anche se farebbero bene a pensare ad una dissociazione pubblica e netta rispetto a quell’altra area. E qui mi pare che Fedez abbia detto cose molto giuste.

Per cui ieri, in realtà, non c’è stata una manifestazione ma due: quella delle 500 tute nere e quella delle migliaia di partecipanti alla Mayday che sono restati perfettamente estranei agli scontri. E la stampa ha dato massimo risalto ai devastatori ignorando quasi del tutto gli altri, facendo così il gioco dei primi.

domenica 3 maggio 2015

ASSURDO UNIVERSO di Fredric Brown




ASSURDO UNIVERSO
di Massimo Luciani


Il romanzo “Assurdo universo” (“What Mad Universe”) di Fredric Brown è stato pubblicato per la prima volta nel 1949. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 25 di “Urania”, all’interno dell’Omnibus “Universo a sette incognite”, all’interno del “Millemondinverno 1973″, nel n. 61 dei “Classici Urania”, all’interno del n. 19 de “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 86 di “Oscar Fantascienza”, all’interno del “Millemondi inverno 1999″, nel n. 16 di “Urania collezione” e da Meridiano Zero nella collana “Fantascienza” nella traduzione di Adria Mandrini.

Keith Winton è il direttore di una rivista di fantascienza. Mentre è ospite della villa del suo editore, un razzo sperimentale che non funziona come previsto rilascia una scarica elettrica molto potente che lo colpisce. In apparenza, Keith sopravvive senza conseguenze ma ben presto si accorge che qualcosa non va quando le sue monete vengono guardate come qualcosa di completamente fuori dal normale e si imbatte in un alieno.

Ben presto, Keith diviene un fuggitivo perché viene scambiato per una spia al soldo di nemici alieni. Riesce a tornare a New York ma lì la situazione sembra ancora peggiore perché la città è tra i bersagli in una guerra interplanetaria. Di notte ci sono le tenebre più complete e Keith corre pericoli di vari tipi mentre cerca di capire cosa gli sia successo.

sabato 2 maggio 2015

MILANO, I RIOT CHE ASFALTANO IL MOVIMENTO di Luca Fazio





MILANO, I RIOT CHE ASFALTANO IL MOVIMENTO
di Luca Fazio



MayDay 2015. Trentamila persone in corteo e la città a ferro e fuoco. Il blocco nero prende la piazza, la polizia reagisce con intelligenza ed evita il contatto. Per i No Expo l'esposizione universale è cominciata nel peggiore dei modi



Le fiamme si sono appena spente, c’è ancora tanto fumo per le strade di Milano. A freddo, una volta dato sfogo al pre­ve­di­bile sde­gno, qual­cuno dovrà pur avere il corag­gio di ammet­tere una cosa piut­to­sto sem­plice, che ovvia­mente non nasconde il pro­blema, anzi, ne pone più di uno: è andata esat­ta­mente come doveva andare. Lo sape­vano tutti, era pre­vi­sto da mesi. Non è stata una festa la May­Day 2015 e forse il peg­gio deve ancora acca­dere. In que­sto momento ci sta pure la reto­rica della “Milano ferita”, però sarebbe più utile cer­care di abboz­zare qual­che ragionamento.
Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF