martedì 23 aprile 2013

BEN FATTO di Marino Badiale e Fabrizio Tringali



BEN FATTO
di Marino Badiale e Fabrizio Tringali


Tra i commenti alle convulse vicende legate alla rielezione del peggior Presidente della storia dell'Italia repubblicana, emerge da più parti l'idea che il M5S, non essendo riuscito ad ottenere l'elezione di un candidato esterno alla casta, abbia perduto la propria battaglia.
Noi pensiamo il contrario.
I critici sostengono che il M5S avrebbe potuto e dovuto aprire canali di confronto e trattativa col PD per condizionarne le scelte.
Probabilmente anche una parte degli elettori e degli eletti del M5S condivide una tale impostazione, che riflette un'idea politica più generale: arrivare ad un accordo col centrosinistra per dare al Paese un governo capace di innescare un profondo cambiamento.
Il problema però è che questa idea è del tutto impraticabile e non porterà mai ad un reale cambiamento. Del resto lo stesso enorme successo elettorale del M5S è figlio della convinzione, ormai ampiamente diffusa, che l'intero ceto politico di destrasinistracentro sia ignobile, autoreferenziale, corrotto, ignorante, totalmente privo di idee e progettualità, capace solo di rimanere abbarbicato al potere e di lottare disperatamente per intascarsi quel che rimane delle risorse pubbliche, sempre più ridotte dalla crisi.


La stessa vicenda dell'elezione del Presidente è l'ennesima riprova della compiuta degenerazione di questo ceto: perché se è vero che la scelta di Napolitano è pessima, è altrettanto vero che tutti gli altri nomi che il centrosinistra avrebbe potuto votare (quelli espliciti come Marini e Prodi, quelli impliciti come D'Alema) non erano certo migliori. Si tratta di personaggi che si pongono in piena continuità con le politiche distruttive e antipopolari condotte fino ad oggi. Tutti inoltre avrebbero continuato la difesa dei privilegi della casta, l'attacco alla magistratura, la spinta alle "riforme" per fare a pezzi quel che resta della Costituzione.
Tutto ciò mostra con chiarezza il livello della degenerazione raggiunto dal sistema dei partiti.

Nel 1978, un Parlamento già ostaggio di forze politiche corrotte e screditate (magari non ai livelli odierni), potè trovare al proprio interno una figura forte e autorevole come Pertini. Oggi di Pertini da eleggere non ce ne sono più, l'intero ceto politico è irreversibilmente e irrimediabilmente marcito.
Ora, se tutto questo è chiaro, devono essere chiare anche le conseguenze politiche: oggi, il principale compito di una qualunque forza politica che abbia a cuore le sorti del Paese, è quello di spazzare via l'intera casta politica (comprese le sue diramazioni nel sistema dell'informazione-comunicazione). C'è davvero bisogno di una Rivoluzione Francese, possibilmente senza ghigliottina.
Alla luce di queste considerazioni possiamo affermare che, riguardo all'elezione del Presidente della Repubblica, il M5S si è davvero comportato bene, rifiutando ogni forma di collaborazione coi nemici del Paese, ma, allo stesso tempo, proponendo un candidato vicino all'area di centrosinistra, indipendente dai partiti e di alta caratura morale.

In questo modo il M5S ha ottenuto un risultato di grandissima importanza: ha reso totalmente esplicita la reale volontà del PD (e dei suoi alleati) di porsi in piena continuità con lo sfacelo realizzato finora, financo accordandosi con Berlusconi, con il quale, nella realtà, non esiste alcuna distanza politica.
Napolitano, nel suo discorso alla Camera dopo la rielezione, è stato chiarissimo: il suo compito è formare un “governissimo”, espressione dell'intero ceto politico, cui affidare il mandato di distruggere la Costituzione e continuare la macelleria sociale in atto, in nome del rispetto dei folli vincoli europei.
Se il tentativo riuscirà, le forze politiche di destrasinistracentro faranno un passo ulteriore verso il totale discredito, mentre il M5S potrà davvero iniziare a gettare le basi per un'alternativa di sistema.
Ma dovrà essere capace di mantenere la stessa fermezza dimostrata finora, e soprattutto di spiegare le vere ragioni della crisi e indicare un'alternativa.




dal sito Main Stream


1 commento:

  1. Che dire... al peggio non c'è mai fine... speriamo bene...

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