domenica 8 maggio 2011


IL GOVERNO, UNO STRUMENTO?
di Alfredo Mazzucchelli


Durante la Resistenza a Carrara il CLN comprendeva anche gli anarchici i quali però entrarono non come tali, bensì "offrendosi" come libertari! Pudore, ipocrisia, mercanti nel tempio? Mah! Forse non si saprà mai, ma il fatto resta. Quel CLN locale emanò una serie di DECRETI che interessavano espropriazioni ed incorporazioni di beni al fine anche di sostenere la lotta dei partigiani. Devi sapere che i decreti dei CLN, per avere valore, dovevano essere approvati alla unanimità.
Dopo la guerra, caduto il governo Parri,buona parte di questi decreti non vennero riconosciuti e questo avvenne in concomitanza del fatto che contemporaneamente gli anarchici non si trovavano più “ dietro
alla scrivania”, ma "dietro la scrivania".
Ci fu anche l'episodio, sempre decretato dal CLN, di raccogliere un prestito "forzoso" ai cittadini abbienti per sostenere le formazioni partigiane, i bisognosi, l'ospedale ed il ricovero per gli anziani. Mio padre (1) fu incaricato dal CLN di procedere. Per prima cosa convocò il direttore della Banca Commerciale e si fece dare l'ammontare liquido dei depositi, per accertarsi su chi dovesse concentrare l'attenzione.
Questo ovviamente in maniera ufficiosa e fino ad adesso notizia inedita ! Poi convocò nella sede distaccata della formazione Gino Lucetti, ai piedi delle montagne, uno per uno i cittadini più abbienti, i quali, senza la minima violenza, tutti acconsentirono a sottoscrivere una somma. Per quanto riguardò invece gli industriali del Marmo, li convocò direttamente nella cava in alta montagna dove risiedeva il comando della formazione partigiana. Tra i convocati ci fu un industriale che protestò asserendo che i soldi Ugo li avrebbe dovuti prendere dai fascisti, e non "da noi" che siamo sempre stati antifascisti!!!
Ugo rispose semplicemente che proprio perché siete antifascisti avete l'obbligo anche morale di sostenere la lotta contro il fascismo, per sostenere i bisogni dei più deboli e di chi combatte armi alla mano il nazi-fascismo. Caso strano anche questo fu possibile perché quegli anarchici stavano dietro a quella scrivania fino all ' altro giorno occupata da Companys. (2)
Caro Paolo, quando Malatesta nel suo articolo che riguarda il regime della proprietà dopo la rivoluzione prospetta differenti soluzioni per arrivare in modo pacifico ad una scelta finale e condivisa, mi dici cosa attua, cosa suggerisce se non l'adozione di un periodo transitorio per arrivare a quello che lui considera in fine il regime economico più giusto che lui ritiene sia il comunismo anarchico?
Il potere, o meglio il Governo, secondo me è uno strumento che, in quanto tale può essere usato in differenti maniere, manca lo prova di cosa gli anarchici avrebbero potuto fare se lo avessero usato, anche solo per vigilare che non venisse usato per reprimere e per costringere altri nelle strettoie di un pensiero unico.
Berti sostiene che ci manca lo teoria della scienza della politica, io ritengo che ci siamo intrappolati in un Dogma, quel dogma che un agnostico come Berneri considerava un limite per l'attualizzazione e la modernizzazione del pensiero anarchico.
Possibilismo e sperimentazione, questo devono garantire gli anarchici  quel giorno che decideranno di prendere il posto di Companys e non quello di imporre la loro morale con lo forza.
A far del male a fin di bene, si arriva solo al male, come l'ancoraggio al dogma produce solo superstizione.
Ovviamente da questa lettera mi aspetto la nascita di un dibattito all'interno del Movimento Anarchico e questo a sostegno della individuazione di strumenti operativi per una attualizzazione dell'anarchismo, oggi più che mai, bisognoso di un proselitismo incisivo e realizzatore.


Lettera indirizzata alla redazione di Arivista – n° 362



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NOTE
(1) – Ugo Mazzucchelli

(2) – Intervista agli anarchici – Nico Berti - Galzerano editore - Companis, allora 1936, Governatore della Catalogna repubblicana.

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