martedì 10 maggio 2011

LETTERA APERTA di Pino Masi


LETTERA APERTA
di Pino Masi



Scrivo da Pisa perchè, salvo per i miei viaggi di studio o le chiamate a cantare in lontane città (da solo o con gli artisti del 'Tribal Karma Art Ensemble', la music theatre company con cui lavoro dal suo debutto al festival internazionale interetnico di Al Hoceima in Magreb del'94 e con cui ho registrato il nuovo CdBox "S'av''a Scialàri!" uscito nel 2010 di cui vi offro il brano iniziale     http://www.youtube.com/watch?v=BOOydQSy1Ws), è qui tra Pisa e dintorni che vivo e faccio il cantastorie, cantando all'antica maniera per piazze e osterie due o tre volte la settimana.
A questo proposito devo dirvi che, se credete che stia scrivendo per promuovermi nel mestiere, avete da far subito una scelta: o quella, fin troppo sicuri di voi, di lasciar perdere questa nota e passare ad altro, oppure di proseguire e notare che l'importante è ciò di cui parlo e che se, per parlarne, parlo anche di me ciò accade perchè, come deve fare un vero cantastorie o un onesto cronista, posso pronunciarmi solo su quanto di persona ho visto e saputo ed ho capito e conosco.
Lo schifo che mi fa ciò che, solo per abitudine, continuiamo a chiamare politica mi obbliga a dire che di questa 'politica' non mi sarei mai voluto occupare (e infatti non ho mai fatto il politico di mestiere) ma purtroppo, come cittadino e in particolare da cantastorie dovutamente attento alle cose del mondo, sono stato (e sono) costretto da mezzo secolo ad occuparmene nell'interesse non solo mio ma del popolo per cui ho cantato e canto.
Ai referendum del 12 e 13 giugno, se ce li lasciano fare (!), sappiamo come votare: voteremo SI per dire NO a tante cose sbagliate. Chiaro, questo, ma dopo? Dopo, solo su Di Pietro sarebbe facile dire: finchè vorrà usare le manette contro i malfattori attualmente al governo ci sarà utile (ed anche dopo, se l'opposizione finalmente vincesse alle politiche, ci potrebbe far comodo perchè tra i politici di malfattori ce ne sono di ogni colore, tant'è vero che il 'Cavalìre' non lo ha ancora buttato giù nessuno perchè 'cane non mangia cane').
Allarmatissimo per le sorti della democrazia come tanti altri padri di figli e figlie, nell'attuale situazione vorrei l'unità di tutti gli onesti per battere una volta per tutte il berlusconismo e, assieme al berlusconismo, il gattopardesco e vile connubio tra massoneria economica e curia vaticana, quel perfido equilibrio segreto tra 'le due chiese' che da sempre ci nega un futuro decente. Se però, in opposizione al Cavalìre ed ai suoi complici, la scelta come sembra dovesse per noi essere quella tra Vendola, Ferrero, Bersani, Di Pietro, Casini, Fini, Beppe Grillo e magari persino i nobili Luca Cordero di Montezemolo ed Emanuele Filiberto di Savoia, non saprei se e per chi votare. Naturalmente non voglio 'fare di tutta l'erba un fascio' ma solo dire che, pur essendo essi persone provenienti da aree culturalemente diverse e pur proponendo ricette diverse, le loro distintinzioni non sono - per me - tanto marcate da poterci consentire una scelta seria e vera.
Cosa manca loro? A mio avviso una posizione netta sulla massoneria: su questo, ed anche malgrado i miei personali contatti con alcuni di loro perchè si esternassero, mi pare tacciano tutti. Resto dunque in attesa: quando qualcuno ci dirà pubblicamente, come io dico da anni pagandone le conseguenze, che "non si può giurare su due altari ed essere fedeli contemporaneamente alla massoneria e alla Repubblica senza essere traditori di quest'ultima" (e chiuderà il suo discorso dicendo "Fuori / i massoni / dalle istituzioni !") allora finalmente saprò e, se volete, sapremo tutti per chi votare. http://www.youtube.com/watch?v=18TRhzAFN0Q

Ricevo per chat: "E' da un po' che seguo il tuo profilo, e sono colpito dal fatto che tu spesso parli di massoni e massoneria, facendo spesso riferimento a Berlusconi ed al suo governo. Sei stato senza dubbio l'esempio del vero spirito rivoluzionario per un'intera generazione, mentre una nuova generazione di giovani ascolta le tue canzoni cercando certe risposte che gli attuali partiti di centro sinistra, dal PD a SEL e perfino la FDS, faticano a dare a causa del loro spirito riformista. Un compagno come te, non dovrebbe tornare a parlare di movimento operaio e di lotta di classe, più che di massoni e massoneria?".

Rispondo: "Non si può tornare a parlare di movimento operaio e di lotta di classe se prima non si solleva ed affronta la 'questione massonica'. Se la lotta di classe mira a scalzare il potere della borghesia nell'interesse delle classi subalterne, chi lotta dovrebbe individuare innanzitutto la mente strategica segreta della borghesia e smascherarla pubblicamente per neutralizzarne la potenza dovuta alla segretezza delle sue trame. Non credo si possa onestamente credere di lottare contro il potere borghese senza uscire dal generico fuorviante e - prima di ogni altra mossa - localizzare dov'è che la borghesia nasconde il suo cervello (massoneria) e le sue mani sanguinose (mafia, criminalità organizzata): solo dopo si potrà lottare per scalzare il potere della borghesia con qualche possibilità di riuscita, altimenti a si rischia di far chiacchiere narcisiste inutili e pericolosa. Non dico altro. Soddisfatto?".

Da onesto cantastorie, son cinquant'anni che scrivo e canto ma ora, da venti, canto anche di massoneria ("Massoneria: / è lì che portan tutti i fili ! / Coperta, sia? / Ma per nascondere i più vili ! / Stragi a gogò? / E lì che siedon tutti quanti: / padroni e boss, politici e mandanti!" ed è solo la prima strofa!), consolato dalla solidarietà popolare ed anche rafforzato - ma solo nella mia convinzione che si deve fare chiarezza sulla massoneria - dal fatto che, proprio a causa di ciò che canto su questo tema, vengo sempre più emarginato dai luoghi ufficiali della cultura e dell'arte. Questo, incredibilmente, avviene malgrado il mio mezzo secolo da noto cantastorie, i miei venti e più dischi, le mie note collaborazioni con Dario Fo e Pasolini e De Andrè ed altri mille, i miei 140 video su Youtube, i 3.700 e più amici su Facebook e gli oltre un milione di miei risultati di presenza su siti web rilevati da Google: meno male, allora, che da sempre vivo in strada e campo grazie alla strada (come deve fare un cantastorie secondo tradizione) e così, umilmente, sopravvivo comunque e alla grande.

Per certo quest'anno non sarò invitato al Festival di Sanremo, ma ciò mi accade da quando - poco più che ventenne come molti di voi adesso - incisi la "Ballata per Pinelli" dopo il volo (e la morte) di un innocente ferroviere anarchico da una finestra al quarto piano della Questura milanese dove - dopo averlo illegittimamente fermato e trattenuto - si era cercato di attribuirgli la responsabilità della 'strage di stato' di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969. > http://www.youtube.com/watch?v=v1KHIjIn6VU.   >  E' bene però notare che la mia emarginazione dalla ufficialità della cultura - già prima pesante e dovuta al fatto che "il padrone non offre il microfono a chi gli canta veramente contro" (me lo disse Adriano Sofri nel '66 quando, con altri 5 allora giovani eroi, fondai nel '66 il 'Canzoniere Pisano') - diventa improvvisamente molto più pesante dal '91 quando, dopo il "Lamento per la morte di Mauro Rostagno", scrivo e canto anche "Massoneria!" e poi "Ci consenta!" e "Avanti o silvio!" iniziando così, sistematicamente, a sollevare la 'questione massonica' a cominciare dalla sua pesante ingerenza nell'amministrazione della cosa pubblica.

Inizialmente temevo reazioni piduiste e per automatismo a Pisa cercavo rifugio tra i dirigenti di sinistra che negli anni avevano cantato i miei canti di protesta, ma ho subito notato che il popolo mi ascoltava ed appaludiva ma i suoi dirigenti, ascoltate le mie nuove canzoni, non facevano commenti. Anche ora Pisa è amministrata dalla sinistra, il suo popolo che mi ha sempre voluto bene anche ora me ne vuole, ma i suoi dirigenti ufficiali, i politici di mestiere, gli amministratori locali, assolutamente non me ne vogliono più. Da quando canto anche di massoneria, non solo non m'invitano alle celebrazioni storiche e alle feste popolari di partito ma, anche (e questo è un gravissimo abuso che toglie alla città momenti di grande e libera cultura), mi negano quei luoghi che prima mi 'concedevano': il teatro comunale "G.Verdi" dove ho fatto suonare i più grandi jazzisti del mondo, il teatro estivo del "Giardino Scotto" dove organizzai tra tante cose belle anche il 'debutto' ufficiale del mio amico De Andrè, lo stadio comunale "Arena Garibaldi" dove organizzavo annuali rassegne nazionali di musica popolare!

Non sapevo quasi niente di massoneria fino alla morte di Mauro Rostagno a Trapani nell'autunno dell'88, ma riflettendo sul come e perchè della sua uccisione per mano mafiosa mi è subito balzato alla mente di aver parlato con lui, poco tempo prima, dell'elenco - allora appena scoperto - degli aderenti alla loggia massonica trapanese 'Iside Due' ('coperta' dal "circolo culturale Antonio Scontrino"): una loggia coperta che, da Trapani, ìmpera sul Mediterraneo. Pensando ai nomi, Mauro ed io ci rilanciavamo ironicamente una sola domanda, chiaramente retorica: "Cosa faranno mai, insieme nella stessa loggia segreta, il deputato regionale democristiano Canino, il senatore socialista e banchiere Antonino Di Martino, il vicequestore Bonura, un ufficiale dei carabinieri, un magistrato della procura, il colonnello Mauro comandante dell'aereoporto militare, il potentissimo costruttore Nuccio Bulgarella (anche proprietario della televisione locale per cui Mauro lavorava), con i noti mafiosi Mariano Asaro, Agate e Minore, boss delle cosche più pericolose e potenti del trapanese, da Catellammare del Golfo sul Tirreno fino a Mazara del Vallo di fronte all'Africa?!".

La risposta è nella morte di Mauro Rostagno e, credo, di Ilaria Alpi e di chissà quanti altri cittadini onesti ma scomodi alle strategie della Iside Due. Solo ora è di pubblico dominio, al processo riapertosi a Trapani sulla morte di Mauro, ciò che penso e canto nel mio "Lamento per Mauro Rostagno" fin dal tempo della sua morte. Vi cito solo il finale: "...Andate a quel livello ad indagare! Tra gli amici di Licio Gelli e di Canìno! Sica (l'Alto Commissario antimafia di allora!) non sa quello che, a Trapani, sa tutta la gente sugli aderenti alla loggia massonica coperta Iside Due, detta 'loggia scontrino'?!".
Dopo ventitrè anni persi nelle nebbie, si guarda infine nella direzione giusta. Da repubblica.it: "Rostagno, ritrovate le carte sparite sui rapporti fra mafia e istituzioni - Gli appunti del sociologo ucciso nel 1988 erano in una busta acquisita agli atti all'inizio degli anni '90 e poi "dimenticata" - Dice il procuratore: "Se fossero stati esaminati subito, le indagini avrebbero preso una pista diversa!" - " Indagava sui rapporti fra Cosa nostra e uno strano circolo culturale, lo 'Scontrino' il salotto più esclusivo della città dove si incontravano politici, professionisti e mafiosi" > http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Fcronaca%2F2011%2F04%2F21%2Fnews%2Frostagno-15198406%2F&h=5e9fc

Agostino Cordova (un magistrato poi 'opportunamente' pro-mosso a Napoli), mentre indagava in Calabria sulle 'ndrine della 'ndrangheta (che grosso modo corrispondono alle cosche di mafia e alle famiglie di camorra), grazie alle risultanze delle sue indagini, prima di essere trasferito ha ipotizzato che i veri capi delle 'ndrine siano quelli iscritti alle logge massoniche coperte calabresi: l'assassinio di Mauro a Trapani da parte di un gruppo di fuoco mafioso e la presenza dei più potenti boss mafiosi tra i membri della potentissima loggia Iside Due rafforza l'ipotesi subito da me subito lanciata sulla responsabilità della Iside Due nella morte di Mauro e, mirabilmente, anche l'ipotesi sostenuta dal giudice Cordova prima d'essere trasferito a Napoli e cioè, con parole mie, che in fondo "la 'terribile criminalità organizzata' non sarebbe così terribile (nè poi così tanto organizzata!) se non fosse il 'braccio armato', quello nascosto e illegale, della massoneria coperta!".

Espressi liberamente per la prima volta questa opinione, sopra virgolettata, ben tre anni dopo la morte di Mauro e lo feci a Pisa, durante un pubblico incontro ufficiale nell'Aula Magna della 'Sapienza' con l'onorevole Orlando, l'ex Sindaco antimafia di Palermo, davanti ad un traboccante consesso di studenti, baroni universitari, cittadini, amministratori locali. Dopo le mie poche parole ci fu un grande applauso di studenti e cittadini e solidarietà e vicinanza anche da parte di Orlando (a cui raccontai dopo, in privato, uscendo dall'ateneo, la storia della scoperta della Iside Due e della morte di Mauro), ma ci fu anche una - per me allora sorprendente - grande freddezza da parte di docenti e amministratori, tra cui conoscenti e amici miei, ufficialmente 'di sinistra.

Primo tra questi il vecchio 'compagno' Guelfo Guelfi, che fino a quel giorno mi presentava entusiasta agli amici descrivendomi come "una forza della natura" e da allora non mi saluta più (ma in compenso ha sposato una nipote del fu gran massone e statista Spadolini, vive in una bella villa nel Casentino e gestisce la pubblicità delle Coop). Iniziò così, da allora, a Pisa, la mia emarginazione dalle rassegne ufficiali (ora gestite quasi solo da imprenditori - pricipalmente Scarpellini, Zaccardi e Fornai - che usano i soldi pubblici in accordo con i politici amministratori e servendoci 'prodotti culturali' culturalmente indecenti) e dalla possibilità di esibire qualcosa, d'altri o mio, nei luoghi pubblici che prima mi venivano con fiducia affidati.
Nel frattempo, con i miei nuovi brani inseriti da amici su Youtube, si allarga in fretta la fama delle mie opinioni sul ruolo attuale della massoneria e di pari passo, non per caso, la mia emarginazione cresce anche fuori Pisa: se non fosse per i giovani (che di regola mi fanno cantare nei loro 'centri sociali', ma vorrebbero cantassi ovunque e talvolta riescono a imporsi alle burocrazie di partiti e associazioni e mi fanno invitare, per fare un esempio, alle feste di Rifondazione o dell'Anpi) canterei solo per strada!
Ci credereste che non vengo invitato a cantare neppure alla festa del 1° Maggio che unisce ogni anno i miei amici e colleghi cantastorie e si tiene a Sesto Fiorentino nel cortile della sede dell'Istituto Ernesto Demartino sulle tradizioni popolari, istituto a cui collaboro dal '66 (quando mi ci chiamò il grande Gianni Bosio) e nel quale sono depositate tutte le mie composizioni popolari da allora ad oggi ? Se non ci credete, ve lo dimostro: >  http://www.facebook.com/photo.php?fbid=195922747112415&set=at.168461076525249.29504.110251719012852.1441348418&type=1&ref=nf

Avendo iniziato a guardare seriamente alla massoneria solo dalla morte di Mauro, ne sapevo troppo poco. Come tanti ho assistito allarmato alla scesa in campo del 'cavalìre' piduista padano e, allarmatissimo, anche all'impetuosa sua ascesa da perfetto cialtrone nelle istituzioni repubblicane, e stavo lì a soffrire la 'Sindrome di Cassandra' perchè credevo che la massoneria fosse una cosa dei padroni, borghese, 'di destra': soffrivo, proprio come l'omerica profetessa inascoltata prima della caduta della sua città in mano greca, perchè mi sentivo inascoltato (dalla mia cara sinistra!) sulla pericolosità del 'cavalire'. Ho poi capito a mie spese quanto potente fosse la massoneria anche a sinistra: solo nel Pd a livello nazionale oltre duemila massoni in posti di responsabilità, a Firenze si sa che contano solo i massoni, a Pisa ci sono una ventina di logge di cui alcune coperte e la segretaria di Licio Gelli abita a pochi passi dal palazzo comunale.

Il risultato? Si sopravvive alla meglio, come altrove, fin troppo spesso senza soldi e senza lavoro, con le fabbriche che chiudono e gli affitti delle case giunti alle stelle ed il conseguente aumento del ricorso all'alcool (e della piccola criminalità diffusa, giustificata dalla necessità). La città non è più dei Pisani, fisicamente: il suolo è di chi ne ha ottenuto l'appalto e ti fa pagare il parcheggio anche sotto casa, le spiagge di quelli che ti nascondono il mare con le cabine e ti fanno pagare un occhio per entrare a spogliarti e tuffarti, l'immensa splendida Piazza dei Miracoli in monopolio ai bigliettai dell'Opera del Duomo che non ti fanno giocare sul prato e ti fanno pagare l'ngresso al tuo Duomo e alla tua Torre Pendente, come a un turista, anche se sei Pisano.
E che ne è del Parco Naturale, della macchia mediterranea che accosta e avvolge la città fino a Livorno e a Viareggio? Invaso dalla base americana Camp Darby, dall'aereoporto sempre più militare e, sempre più, da alberghi, villette e ville (tra le quali quella donata da Carlo Ponti a Sofia Loren), campo di golf, e chi più ne ha più ne metta. Fino al 'rigassificatore' del metano (che arriverà per nave compresso e congelato), in costruzione in mare poche miglia davanti e la cui eventuale esplosione, accidentale o voluta per fare terrorismo, sarebbe catastrofica.
Certamente catastrofica! A causa dell'alta popolosità della costa sommata alla vicinanza di varie raffinerie e depositi di combustibile a Livorno, della base logistica americana zeppa di armi atomiche a Tirrenia, dell'aereoporto militare a Pisa, delle varie caserme (e relativi depositi di carburante e di munizioni) e, infine, del vecchio "centro per le ricerche sulla applicazione militare dell'energia nucleare" che ha di recente cambiato nome ma è sempre nascosto, a soli 5 chilometri da Pisa, nella antica pineta che lambisce la, prima romana e poi romanica, santa Basilica di San Piero a Grado.
E cosa fanno, da bravi affaristi massoni, gli amministratori locali 'di sinistra' che i poveri cittadini hanno votato? Sul parco nulla, anzi approvano un ulteriore progetto (detto HUB) di ampliamento dell'aereoporto militare e di raccordo sinergico di questo con altre realtà (base americana, vie d'acqua tra Pisa e Livorno, caserme strategiche, depositi, etc), ovviamente con conseguenti nuovi contratti d'appalto e relative cementificazioni: la città vota a sinistra, ma intanto la cultura la fanno solo i padroni e gli affari li fanno solo i padroni.
Questo accade perchè la politica - come altrove e magari con soldi di dubbia provenienza - la fanno i padroni massoni e amici di massoni. Tant'è vero che a Pisa sono massoni gran parte dei baroni universitari e degli amministratori e politici locali. Tant'è vero che a Pisa, salvo frammentate briciole, tutto l'enorme nuovo sviluppo urbano della città è da circa vent'anni affidato al prestigioso costruttore miliardario Bulgarella, che forse mafioso o massone non è ma, questo certamente, è figlio del potentissimo costruttore trapanese Nuccio Bulgarella (che sappiamo risultare membro della loggia massonica coperta trapanese 'Iside Due' al tempo dell'assassinio di Mauro Rostagno).
Potete immaginare da soli cosa ho provato sentendomi dire a questo proposito da Giorgio Piccioni, un mio coetaneo e vecchio compagno di Lotta Continua (ora da anni a capo dell'Ufficio Stampa in Comune, da diverse Giunte consecutive e indipendentemente da quale Sindaco), che "non bisogna addossare ai figli le colpe dei padri" e poi saperlo, pochi mesi dopo, ad abbronzarsi in giro per le Isole Egadi a bordo del bellissimo panfilo del Bulgarella padre. Per questo dico e ripeto che Di Pietro ci sarà utile finchè vorrà usare le manette contro i malfattori attualmente al governo e, se l'opposizione vincesse le elezioni, ci potrebbe far comodo anche dopo perchè tra i politici di malfattori ce ne sono di ogni colore, tant'è vero che il Cavalìre non lo hanno buttato giù perchè 'cane non mangia cane'.
Per chiarire ed evitare malintesi, sottolineo però di nuovo che a tutti i nostri politici locali e nazionali manca una posizione, pubblica e netta, sulla massoneria. Vi chiedete perchè? Ripeto che quando uno di loro (Antonio Di Pietro compreso e Beppe Grillo e perfino Roberto Saviano o Gino Strada o Gad Lerner o Fabio Fazio o Michele Santoro o Vauro Senesi di Livorno) dirà pubblicamente - come faccio io dalla morte di Mauro in poi - che "non si può giurare su due altari ed essere contemporaneamente fedeli alla massoneria e alla Repubblica senza essere traditori di quest'ultima" e chiuderà il suo discorso con un bel "Fuori i massoni dalle Istituzioni !"), allora finalmente saprò e sapremo per chi votare. > http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DfEq9cTmOOWM&h=782f5

> http://www.youtube.com/watch?v=z2QYI7wew1g

Questo 25 Aprile 2011 ho cantato da sera fino a notte a Tavarnelle in Val di Pesa, venti minuti d'auto da Firenze, alla festa della Resistenza e della Liberazione. Di pomeriggio si era giustamente parlato, al dibattito, dei molti nostri caduti fino al ’45, per liberare l’Italia, ed io allora la sera mi sono invece impegnato – con canzoni e brevi introduzioni alle stesse – a far notare che dalla Liberazione ad oggi molti, troppi, sono i caduti (cittadini innocenti, operai, braccianti, sindacalisti, studenti, giornalisti onesti, giudici scupolosi) in vario modo uccisi – senza prima neanche un processo – dalla polizia e dalla mafia e persino con le 'stragi di stato' al tritolo, in un’Italia dove non c’è (ufficiamente) la pena di morte e che si festeggia come liberata!

Temevo di suscitare un vespaio, seppure a fin di bene, ed invece la mia indignazione è stata ampiamente condivisa (adesso, a freddo, non ne sono neanche più sorpreso). A quel punto non mi restava che passare all’attacco finale e – sapendo bene di colpire forte – affronto, sempre con canzoni e brevi raccordi parlati, finalmente la ‘questione massonica’ e dimostro la inconciliabilità del giuramento di fedeltà alla massoneria e alla Repubblica. Stranamente, di bene in meglio (mi dico, felicemente sorpreso, sentiendo scrosciare gli applausi)!

Decido allora di chiudere in bellezza e al saluto – dopo avere in due parole come qui ora di nuovo precisato che di massoni ce ne sono in tutti i partiti, sottolineato che solo nel Pd ce ne sono migliaia in posti dirigenti e responsabili e di nuovo affermato che se silvietto è ancora al governo è perchè ‘cane non mangia cane’ – un po' preoccupato per la mia sorte scendo decisamente dalla pedana lanciando a gran voce una parola d’ordine: ”Non basta/cambiare/berlusconi!// Fuori/i massoni/dalle istituzioni!”
E' finita benissimo! Ero tra la gente che avevo avuto per ore davanti cantando e, tutti, ripetevano ora con me quella parola d’ordine: credo che, per liberare veramente Pisa e l’Italia tutta come nei miei e vostri sogni, sarà la gente comune con alla testa i giovani e le donne ad ottenere l’esclusione dei massoni dalle pubbliche istituzioni. Dalle nostre liste addirittura già dalle primarie! (Di fare, intanto, alle primarie, questo primo passo giusto, che ne dite?) A voi tutti un grazie, pino


- !!! IMPORTANTE !!! -

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1 maggio 2011

2 commenti:

  1. caro Pino,sono un compagno anarchico che hai conosciuto tanti anni or sono e mi fa tanto piacere sapere che sono all'unisono con te sulla massonaria e tante altre "faccende politiche",tra l'altro ho scoperto dalla tua lettera quale percorso ha fatto Guelfo Guelfi!!certo che ne è passata di acqua sotto i ponti da quando fummo incaricati di aver organizzata la festa di capodanno alla Bussola (Sofri,Guelfi e Landi).Anch'io non sono cambiato ma anzi sono sempre più incazzato anche se mi sento impotente.Ti voglio il bene di sempre insieme alla mia compagna Alberta Marioni che recentemente ha chiesto la tua amicicizia su Faceboock. Gianni Landi

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  2. grazie Gianni! ho imparato a mie spese che è meglio esser soli che male accompagnati...
    ora però il maledetto sogno berlusconista di molti è diventato un vero incubo per tutti e la gente si sta svegliando: dobbiamo subito tornare ad essere in tanti a gridare "Non basta cambiare Berlusconi! Fuori i massoni dalle istituzioni!"
    un abbraccio a te e ad Alberta e a tutti, pino

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