domenica 17 settembre 2017

IN SICILIA, C’E’ SINISTRA E SINISTRA… di Fabio Cannizzaro




IN SICILIA, C’E’ SINISTRA E SINISTRA…
di Fabio Cannizzaro






La deriva che la situazione politica a sinistra va assumendo merita, scevra da furberie, tatticismi e ricollocamenti tattici, una riflessione politica cui come socialisti di sinistra non ci sottraiamo.
Tutti conoscono, avendola espressa pubblicamente e tempestivamente, la nostra posizione in merito alla proposta di coalizione elettorale con il “ticket” Claudio Fava e Ottavio Navarra.
Eravamo e restiamo schiettamente contrari non agli uomini ma alla logica politica che la candidatura Fava ( la figura, infatti, del vicepresidente in pectore è solo una “forzatura” mediatica) esprime e sintetizza.
Del resto avendo partecipato al processo dall’inizio, fino a giungere alla riunione di Enna, ben conoscevamo e conosciamo quali furono i termini della riflessione almeno fino a quando scesero in campo MDP e SI.

Non aggiungerò né ripeterò, pertanto, qui i motivi, tutti politici, del nostro NO all’alleanza “favista”.

Voglio invece soffermarmi, ora, sul perché di fronte a questa oggettiva, pur se lecita, “forzatura” politica rispetto ad una linea d’alternativa siciliana di sinistra, già ratificata dall'assemblea di Palermo dello scorso 29 luglio, non si è stati in grado di offrire elettoralmente ed anche politicamente, ai tanti uomini e donne, di sinistra una reale occasione di scelta nel quadro, appunto, dell’alternativa. Esistono responsabilità politiche? Certo che sì!
É tempo che le tempistiche ad esse collegate siano chiarite onde in futuro non poter rivendere come visioni strategiche meri calcoli tattici di piccolo se non piccolissimo spessore.
Come Socialisti di sinistra organizzati in Risorgimento Socialista di Sicilia avendo mantenuto una chiarezza di linea, di contenuti e di comportamenti ci teniamo a raccontare ai compagni e alle compagne di sinistra il reale, generale dipanarsi di responsabilità ed eventi.

Sin dall'incontro tra segretari regionali delle forze di sinistra di Enna emerse in seno a quello che era stato il quadro dell’alternativa siciliana di sinistra a cui si erano aggiunti MDP e SI una chiara, evidente divaricazione di analisi e scelte, al punto, appunto, che l’incontro ennese si concluse con un report che non portava le firme delle organizzazioni presenti ma lasciava tempo alle stesse di consultarsi sulla proposta di lista unitaria.
Cosa che fatta vide subito noi di Risorgimento Socialista e il PCI contrari all’ipotesi, poi seguiti a ruota prima da Sinistra anticapitalista e poi da Azione Civile.

Seguirono giorni di intensi, sofferti confronti interni all’ex coalizione di posizionamenti anche personali di tanti e tante compagne in un senso e nell’altro.
Definitosi il campo si iniziò a pensare ad una possibile risposta elettorale e politica al “lodo Fava” che mantenesse e preservasse la coerenza, per chi riteneva ancora utile il progetto, dello “spirito” espresso nell’assemblea palermitana.

Iniziò un confronto tra Noi e il PCI e segnatamente con la persona del segretario regionale siciliano, Noi da subito informammo il dialogo a toni di lealtà e schiettezza cosa che sembrò essere ricambiata.
Si giunse così, chiaramente, a definire verbalmente l’ipotesi di una lista di sinistra, di sintesi, da predisporre per offrire alla sinistra, ai siciliani la tanto agognata “alternativa” da tutti a parole promessa.
Nell’ambito di queste conversazioni, restava come problema, la possibile, imminente presa di posizione del partito della rifondazione comunista che a detta di molti in quelle ore viveva “un travaglio” interno.
Passarono così in attesa che il PCI potesse aver contezza delle scelte del PRC ore e giorni cruciali e giungemmo poi, tutti, al momento in cui anche ai dirigenti del PCI siciliano fu chiaro ciò che per noi era chiaro, già da Enna, il PRC si era schierato tutto dalla parte della linea politica di sostegno a Fava.

Qui viene ora la parte più interessante della storia.
In termini di chiarezza e linearità l’operazione lista alternativa avrebbe dovuto, quindi, decollare senza più turbamenti o titubanze.
Bene mi sento di potervi informare che non abbiamo mai più sentito, in alcuna forma, il segretario regionale del PCI.
Preso atto di ciò abbiamo riflettuto sull’accaduto e come dirigenza di Risorgimento Socialista siamo stati poi in grado di ricostruire e comprendere i motivi di questo “silenzio”.
Da letture sui social è apparso chiaro che i dirigenti del PCI siciliano hanno sempre lavorato, operato e pensato non in una ottica di sinistra alternativa, di sostegno ed ampliamento politico dell’orizzonte d’alternativa ma in una mera ottica di confronto-scontro con il PRC, limitando al massimo il proprio orizzonte ad un concetto, poco più che virtuale, di una improbabile “unità comunista”.
Detto ciò, comprendiamo il totale, successivo silenzio,dettato dall’ aver attraccato ai porti sicuri dell’ideologico, “nulla fare per nulla sbagliare”.

Resta altrettanto evidente, come dato politico, che le presunte due sinistre, l’una quella “faviana” e l’altra oggi “purista e immobilista” sono destinate ambedue alla sconfitta sociale e politica.
Poco importa se i primi raggiungeranno o no il quorum elettorale all’Assemblea Regionale Siciliana, dato che se anche avvenisse segnerebbe al massimo la presenza di un qualche deputato che, viste le premesse, poi finirebbe, quasi necessariamente, per sostenere l’ennesimo, inutile patto con il PD e le sue logiche con qualche retorico sprazzo massimalista.
Quanto ai“puristi e immobilisti” saranno vittime dei loro tatticismi, dei loro ideologismi.

Non avendo noi da soli, ad oggi, forze bastanti per proseguire nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste abbiamo dovuto rinunciare all'andare avanti, ma avendo chiaro che siamo tutt'altro che sconfitti, al massimo abbiamo dovuto prendere atto di esser stati momentaneamente bloccati dal convergere a sinistra di diverse inadeguatezze politiche.
Abbiamo però coscienza che con noi socialisti di sinistra, fuori da questi giochi e giochetti è rimasta, è voluta rimanere un’ampia fascia di donne e uomini di sinistra che prima non si spiegano e poi non si piegano a questi “svaghi”.
Si tratta di settori che debbono lavorare da sé, tra sé, nella maturata esperienza che al di là delle dichiarazioni certe “sinistre” sono oramai chiaramente inaffidabili e senza più alcuna credibilità.

Restino, dunque, pure altri a baloccarsi con i loro barocchismi, guidati dalle loro dirigenze autoreferenziali, sempre identiche a se stesse nei comportamenti, noi, invece, dobbiamo, da domani, iniziare, per come possiamo e sappiamo, prendere il largo, per un lungo, difficile lavoro politico, certi che, in Sicilia come altrove, LA SINISTRA, QUELLA SERIA É E RESTA BEN ALTRA COSA!

SOCIALISMO SEMPRE!


17 Settembre 2017




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