domenica 11 dicembre 2011

IL RAZZISMO DENTRO DI NOI


IL RAZZISMO DENTRO DI NOI
di Stefano Santarelli


Mercoledi pomeriggio, a Torino, una fanciulla di 16 anni viene violentata in un androne di un palazzo da due zingari.
Un gravissimo fatto di cronaca che ha scatenato ieri sera un violento corteo di cinquecento persone che ha sfociato la sua rabbia contro un campo costituito da una cinquantina di nomadi Rom il quale è stato incendiato distruggendo così le loro baracche e le loro roulotte.
Una rabbia che per poco non si è trasformata in un linciaggio.
Peccato che la fanciulla si fosse inventato tutto: non era stata violentata avendo avuto soltanto un rapporto sessuale con il suo ragazzo.
Il quotidiano la Stampa di ieri così commentava con questo titolo la notizia: “Mette in fuga i due rom che violentano sua sorella”. Come giustamente oggi ammette lo stesso giornale è un titolo razzista che non lasciava dubbi: due Rom non due uomini, ma due zingari.
Oggi questo giornale porge le sue scuse che sicuramente sono sincere. Ma questo titolo e cosa più importante questo corteo fanno emergere, se vi era qualche dubbio, il razzismo che sta corrodendo la società italiana e che sarebbe uno sbaglio da parte nostra sottovalutare.
Questo razzismo che si è scatenato contro i Rom è grave anche perché si è manifestato contro un popolo da sempre discriminato (ricordiamo l'Olocausto di circa 200/500.000 Rom), perfino nei loro paesi d'origine.
Per decenni ci siamo giustificati affermando che gli italiani non sono razzisti. Noi, si affermava, non siamo come altri popoli europei siamo “gli italiani brava gente”.
Purtroppo questo non è vero solo che non abbiamo il coraggio di confessarlo neanche a noi stessi.

“Noi non siamo razzisti, ma non ci sono case neanche per gli italiani.”
“Noi non siamo razzisti, ma non c'è lavoro neanche per gli italiani.”
“Noi non siano razzisti, ma …”

Un innegabile razzismo invece quello dei nostri concittadini che si caratterizza anche per una profonda ipocrisia. Francamente sarebbe preferibile atteggiamenti dichiaratamente xenofobi tipo Ku Klux Klan poiché questi si possono più facilmente combattere. L'ipocrisia invece è un avversario molto più temibile.
La realtà è che la nostra società è una società impregnata di un profondo razzismo e che si caratterizza per negare i diritti civili agli immigrati che vivono e lavorano in Italia.
Una società che non concede la cittadinanza neanche ai bambini che nascono e studiano nel nostro paese dovrebbe profondamente vergognarsi oltretutto siamo l'unico paese occidentale che non concede questo elementare diritto civile. E senza una legge democratica sulla cittadinanza che favorisca il pieno inserimento delle varie comunità continueranno le profonde disuguaglianze che si vedono ogni giorno.
Per questo oggi impegnarsi nella battaglia per ottenere una legge sulla cittadinanza molto meno restrittiva come l'attuale è un elemento fondamentale per potere contrastare il cancro del razzismo nel nostro paese.
Soltanto quando i figli degli immigrati avranno la cittadinanza e quindi gli stessi diritti dei nostri figli si potrà parlare veramente di uguaglianza per questo è importante la partecipazione alla Manifestazione indetta dal Comitato Immigrati di domenica 18 dicembre a Piazza SS. Apostoli alle ore 11.
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APPELLO PER IL DIRITTO DI CITTADINANZA PER CHI NASCE O CRESCE IN ITALIA

«Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione».

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano


Nasci in un posto, oppure i tuoi genitori ti portano con loro in questo posto quando sei ancora molto piccolo. Cresci in questo posto… vai all’asilo e poi a scuola in questo posto… hai tutti i tuoi amici in questo posto. Di questo posto parli la lingua e anche il dialetto, tifi la squadra di calcio, guardi i programmi televisivi. Questo posto è casa tua e tu non sapresti pensarti da nessun altra parte. Ma, soprattutto, a te sembra logico che sia così. Semplicemente. Purtroppo però, per il tuo Stato non è così logico e neppure così semplice... per il tuo Stato, tu, “figlio di stranieri”, puoi diventare di questo posto solo se lo diventano prima i tuoi genitori (e per loro ci vogliono 10 anni di residenza legale), oppure puoi aspettare di compiere 18 anni e farne richiesta come maggiorenne, a patto di dimostrare di avervi risieduto stabilmente e ininterrottamente fino al giorno del tuo diciottesimo compleanno… vacanze estive dai nonni e viaggi- studio permettendo.
Ecco... questo “posto” è l’Italia, e questa follia è l’attuale legge sulla cittadinanza basata sullo “ius sanguinis”, il “diritto del sangue”. Una legge assurda, per cui ha più diritti il figlio del figlio del figlio di un emigrato italiano che abita e studia in Australia piuttosto che un bambino - “suo malgrado” nato da genitori stranieri - che vive e va a scuola qui.
Oggi i nati in Italia ancora giuridicamente stranieri superano il mezzo milione, e altrettanti sono quelli arrivati qui da piccoli. Ignorarli ancora non è possibile e neppure costituzionale, se è vero che la nostra Costituzione stabilisce che: «La Repubblica […] protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù» (Art. 31), una tutela che, almeno finora, per i figli degli immigrati è rimasta solo sulla carta. Per questo è giusto chiedere:

CITTADINANZA SUBITO
PER CHI E' NATO O CRESCIUTO IN ITALIA!

Perché senza equità sociale non c’è diritto né giustizia per nessuno.

Per questo il Parlamento - come auspicato dal Presidente Napolitano - deve rimettere mano con urgenza alla Legge 91/92 sulla cittadinanza.

Per questo ogni cittadino italiano o immigrati che abbia a cuore il futuro del Paese deve chiedere con forza ai propri rappresentanti politici di sanare questa inaccettabile ingiustizia, e di farlo adesso.

Seguono le firme a presentare in Parlamento.

Adesioni email: 18dic.romacittadinanza@gmail.com                      ciiinlotta@gmail.com


18 DICEMBRE 2011 ROMA!!! PIAZZA SS APOSTOLI. ORE 12:00
BAMBINI E RAGAZZI
RINGRAZIANO IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO.


COMITATO IMMIGRATI IN ITALIA - via Attilio Hortis, 38 - 00177 Roma - http://www.comitatoimmigrati.com/

tel. 0689874881

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