sabato 1 agosto 2015

CARI COMPAGNI DI SEL, RIFONDAZIONE, ECC., PERCHE' NON VI FERMATE UN ATTIMO A RIFLETTERE? di Aldo Giannuli






CARI COMPAGNI DI SEL, RIFONDAZIONE, ECC., PERCHE' NON VI FERMATE UN ATTIMO A RIFLETTERE?
di Aldo Giannuli


Alcuni interventori su questo blog, così come conoscenti ed amici per mail o in fb prendono molto male le mie critiche alla Coalizione Sociale di Landini o al nuovo-vecchio soggetto politico che sta nascendo fra Sel-Rifondazione, fuorusciti dal Pd ed ex M5s.

Per la verità si tratta di poche persone (relativamente al sito si tratta di circa il 10-15% degli intervenuti, sempre che dietro i diversi nick ci siano persone diverse e non sempre una).

Qualcuno mi accusa di ostilità preconcetta, qualche altro di farlo per difendere il M5s, che sarebbe terrorizzato dal certo successo di una forza del genere, qualcuno cerca di argomentare ma, nella maggior parte dei casi, si tratta di interventi –scusatemi- rozzi, offensivi e non motivati (anche se, magari, vengono da un docente universitario). Pazienza, non me la prendo e ci passo su; mi limito a censurare qualche intervento insopportabilmente incivile (non più di un paio) ma per il resto, come potete verificare, passo regolarmente tutto, E non credo che ci siano molti altri siti così aperti.

Per il resto, posso assicurare di non avere alcuna animosità verso l’area che chiamo bonariamente Brigata Kalimera. Non me la prendo anche perché capisco la sofferenza psicologica che sta dietro a questi interventi. Il punto è che quell’area che corrisponde grosso modo alla vecchia Rifondazione dei bei tempi, di volta in volta arricchita di qualche rigagnolo verde, Idv o Ds-Pd, proprio non riesce a capacitarsi dello stato di marginalità ed irrilevanza in cui è precipitata.

Rifondazione, nel 1996 ottenne l’8,6% e vantava circa 150.000 iscritti (va bè, diciamo che quelli reali erano 90-100-000), nel 2006 Rifondazione e Comunisti Italiani, presero rispettivamente il 5,84% ed il 2,32% senza contare i Verdi. Poi, nel 2008, il blocco della Sinistra Arcobaleno, che includeva anche verdi e sinistra Ds, precipitò al 3,12% e passò da 3.900.000 voti a 1.124.000, perdendo oltre 3 elettori su 4, un record storico ineguagliato. Oggi è solo una pozzanghera in via di prosciugamento. Perché?

Nessuno si è mai preoccupato di dare una spiegazione soddisfacente di questa decadenza. Nel 2008, qualcuno disse che l’errore era stato un simbolo ed una sigla troppo recenti, qualche altro che la causa era stata il “voto utile” dopo che Veltroni aveva escluso la sinistra arcobaleno dalla coalizione, altri lamentarono una campagna elettorale troppo debole e solo i più ardimentosi azzardarono far cenno alla sciagurata partecipazione di governo, ma per cambiare subito discorso. Non voglio dire che tutte queste cause non abbiano inciso, ma, quando perdi tre elettori su quattro, cause così accidentali non bastano e vuol dire che il rapporto con il tuo elettorato era così allentato, che è bastato un nulla per perderlo. Persino la pessima partecipazione di governo, in fondo non era tale da spiegare quell’esito catastrofico.

Ma la sconfitta fu subito rimossa dopo un congresso isterico e la scissione non migliorò le cose. Poi Sel ebbe una ripresa e, grazie anche all’inatteso successo nelle regionali del 2010 in Puglia, ci fu un momento di grande favore per Vendola che, per un attimo, parve un credibile sfidante del Pd nelle primarie. Il momento di grazia non durò molto: più o meno un anno, fra la metà del 2010 e quella del 2011. Ma Nichi buttò via quell’occasione, limitandosi a chiedere ossessivamente le primarie e disperdendosi su mille piccole cose, ma “bucando” totalmente il tema della crisi. Bisognerà pur decidersi a capire che la letteratura non fa linea politica. Sel non aveva nulla da dire sulla crisi, perché non aveva la cultura politica necessaria e taciamo per decenza di Rifondazione e delle esilaranti trovate ferreriane della michetta ad un Euro e del ”populismo di sinistra”.

Così si arrivò alle primarie del 2012, dove Vendola racimolò un magro 15% e poi, alle politiche del 2013, la nuova alleanza con il Pd ed il deludente risultato del 3 e qualcosa per cento che, però, anche grazie allo spropositato premio di maggioranza, si trasformò miracolosamente in 35 seggi alla camera. Mentre Rifondazione, con il terribile accrocco di Rivoluzione Civile, restava di nuovo fuori.

Poi le europee, dove mettendo insieme Rifondazione, Sel e mezza redazione di Repubblica, si prese il 4%.

Ora, mi pare chiaro che i valori di questa area non vanno oltre questa barriera e ciò nonostante una crisi che dovrebbe gonfiare le vele a formazioni sedicenti antisistema.

Allora, cari compagni ed amici, non vi viene il sospetto che questo logoramento, che ha ridotto al lumicino questa area, sia dovuta ad una ragione molto semplice: che Rifondazione prima e le sue sciagurate appendici attuali, abbiano perso perché non avevano nulla da dire?

Pochi slogan mal connessi, qualche boutade televisiva, qualche occasionale ostruzionismo parlamentare non fanno una linea politica. Cosa ha detto questa area su crisi, occupazione, fisco, politica estera, ecc? Una crisi di sistema, come quella in atto, è la grande prova storica di una forza antisistema cui spetta il compito di prospettare un diverso assetto sociale ed economico e di agire conseguentemente, conquistando il necessario consenso. Cari amici: vi sentite pari a questo compito?

La cd sinistra radicale sta morendo di inedia perché non ha progetto, non ha cultura, non ha iniziativa politica. E, in queste condizioni, perché mai la gente dovrebbe votare per questi simboli?

Altro interrogativo che dovreste porvi, cari amici, è: ma perché il M5s ha avuto un successo politico senza precedenti? Non dico il 25% delle europee, ma neppure il 15% delle amministrative (test sempre sfavorevole al M5s) è mai stato lontanamente alla portata di Rifondazione e neanche dell’Idv. Come mai?

Perché, al di là delle crisi di invidia, agli isterismi ed ai complessi di inferiorità, che trasudano penosamente dai vostri interventi abituali, non cercate di misurarvi con questo interrogativo: perché il M5s ha avuto successo? Quale è il suo segreto? Badate che io non penso affatto che il M5s abbia quella cultura politica, quel progetto e quella iniziativa che io rimprovero di non avere alla vostra area. Spesso ho scritto per criticare molti aspetti del modo di essere del M5s, quindi sono consapevole dei suoi limiti, ma come spiegare che, nonostante questi limiti, esso ha avuto quel successo che è sempre sfuggito all’area della cd “sinistra radicale”. Non sarà che, magari, questa sinistra sia proprio assai poco radicale?

Il grillismo è l’altra faccia del renzismo? E’ un finto movimento guidato da due miliardari dietro i quali chissà chi c’è? Non ha nessuna democrazia interna? E’ composto da politici dilettanti? Va bene, non ribatto e vi concedo tutto; non discuto, ma mi spiegate perché, nonostante ciò, prendono tutti quei voti che, invece, voi non prendete?

Io un’ipotesi di spiegazione la avrei, ma preferisco sentire prima le vostre ipotesi.

Cari amici se non vi confrontate seriamente con le ragioni, evidentemente connesse, del vostro insuccesso e del successo altrui, non ne verrete mai fuori e continuerete a passare da un fallimento all’altro, ma, soprattutto, non supererete la depressione che attualmente vi affligge e che sta trasformando un caso politico in uno psicodramma di gruppo. Lo dico per voi.


28 Luglio 2015


dal sito http://www.aldogiannuli.it/



1 commento:

  1. La mia spiegazione va oltre le responsabilità e la mediocrità dei dirigenti della Sinistra radicale. Per tutto il male che si possa pensare di Bertinotti, Ferrero, Vendola, Ingroia non si può certo ritenere che Salvini prende il 12-15 per cento dei voti perché è un politico più abile e capace di loro. La verità, a mio avviso, è che esiste una cultura dominante (in genere nel mondo occidentale e in Italia - il Paese di mafie, Vaticano, clientelismo, ecc.ecc. - ancora di più) fondata sull'individualismo e sul familismo che non lascia spazio alla Sinistra (la cui identità potrebbe esprimersi nella frase "non ci si salva da soli"). Renzi, Salvini, Berlusconi, in parte Grillo seguono la corrente del senso comune prevalente: do il voto a chi promette di risolvere il problema che ritengo, anche per i miei interessi personali, più grave e immediato (le tasse, l'immigrazione, i lacci e lacciuoli per le imprese, il parassitismo delle caste, ecc.) e non a chi prospetta, evidentemente con poca credibilità, la costruzione di una società diversa più giusta ed egualitaria. Sono d'accordo con lei pertanto quando dice che manca alla sinistra politica un progetto politico complessivo che per essere efficace non può non partire dall'agire per trasformare la cultura dominante. Ma in questo senso perché criticare Landini il cui progetto di Coalizione Sociale va proprio in questa direzione pre-politica?

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