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giovedì 13 agosto 2015

NIRENSTEIN : DA SILVIO A NETANYAHU di Zvi Schuldiner




NIRENSTEIN : DA SILVIO A NETANYAHU
di Zvi Schuldiner



Italia Israele. La nomina di una delle voci autentiche di una destra demagogica che vede nella critica contro la politica del paese una nuova forma di antisemitismo, è una esemplificazione della politica nazionale e internazionale del primo ministro



Non smette di stu­pirci, il nostro grande primo mini­stro Bibi Neta­nyahu. Quando si tratta di nomine, è un vero mae­stro. Per met­tere insieme l’attuale coa­li­zione di destra è riu­scito a ini­mi­carsi non pochi mem­bri del pro­prio par­tito. Alla fine, per scopi appa­ren­te­mente sot­tili, eccoci a un governo nel quale si occu­pano di esteri ben cin­que mini­stri.
La nomina di Fiamma Niren­stein ad amba­scia­trice in Ita­lia è una esem­pli­fi­ca­zione alquanto estrema della poli­tica nazio­nale e inter­na­zio­nale di Neta­nyahu e alleati in que­sti giorni tanto pesanti per Israele.

Niren­stein non è israe­liana come sostiene, è piut­to­sto una delle voci auten­ti­che di una destra dema­go­gica che vede in ogni cri­tica con­tro la poli­tica del paese una nuova forma di anti­se­mi­ti­smo. Non intendo urtare i let­tori ita­liani dicendo che Niren­stein è un’autentica crea­zione ita­liana e che per 5 anni, dal 2008 al 2013, è stata par­la­men­tare a Roma, nel par­tito di Ber­lu­sconi. Nel 1993–1994 aveva diretto l’Istituto cul­tu­rale dell’ambasciata ita­liana in Israele.

La sua pre­senza di breve durata in Israele la legit­tima a essere la nostra amba­scia­trice in Ita­lia? Certo. Nei suoi arti­coli, per esem­pio Israe­lo­fo­bia, si è rive­lata una rap­pre­sen­tante della para­noia che domina in un paese gui­dato da un’alleanza estre­mi­sta di nazio­na­li­sti e di fon­da­men­ta­li­sti reli­giosi nazio­na­li­sti.
Una por­ta­voce ideale per Neta­nyahu. «Al posto del clas­sico anti­se­mi­ti­smo, ecco che ora intel­let­tuali e acca­de­mici odiano Israele». Una pro­pa­gan­di­sta super­fi­ciale, come tutti quelli che non vogliono vedere o igno­rano quel che sta suc­ce­dendo in Israele.

Siamo l’unica demo­cra­zia del Medio­riente. Abbiamo l’esercito più etico del mondo. Non siamo come i pale­sti­nesi, infatti il nostro grande pre­mier si è recato all’ospedale dove è rico­ve­rato il fra­tel­lino di quat­tro anni del pic­colo Ali Darab­sha, bru­ciato vivo; e ha detto: «Li cer­che­remo, li pren­de­remo, li puniremo…fatti come que­sti non appar­ten­gono alla nostra etica».

Pec­cato che la «nostra etica» sia il brodo di col­tura degli assas­sini: sono quat­tro milioni i pale­sti­nesi pri­vati dei diritti umani e politici…e Niren­stein parla di Hamas can­ni­bale; oltre 500 bam­bini pale­sti­nesi sono morti negli attac­chi dell’aviazione israe­liana durante l’ultima guerra a Gaza, e l’ambasciatrice dice in per­fetto ita­liano «tutti vogliono ster­mi­narci»; l’unica potenza nucleare nella regione sta cer­cando di sabo­tare l’accordo fra le super­po­tenze e l’Iran, e l’intellettuale dice che vogliono ster­mi­narci…
A Geru­sa­lemme, super-Netanyahu con­ti­nuerà i suoi sforzi per una grande coa­li­zione demo­cra­tica; accanto a Mitt Rom­ney e ai repub­bli­cani più estre­mi­sti negli Usa, ora in Ita­lia ci sarà una rap­pre­sen­tante di Ber­lu­sconi e Neta­nyahu; altri anti­se­miti saranno i nostri migliori amici…Purché non si cri­ti­chi Israele, un vero tabù agli occhi di que­sta coa­li­zione bel­li­ci­sta e anti­de­mo­cra­tica che va dalla Washing­ton di destra a Geru­sa­lemme e ora passa per l’Italia di Berlusconi.

Per­fino gli ebrei di destra degli Stati uniti si sono dis­so­ciati da Neta­nyahu quando, la set­ti­mana scorsa, ha pre­teso di rap­pre­sen­tare il loro pen­siero rispetto al trat­tato con l’Iran. Hanno detto: «Siamo sta­tu­ni­tensi ed ebrei, la nostra posi­zione deve con­si­de­rare quello che è buono per il nostro paese». Ma Neta­nyahu con­ti­nua per la sua strada, con­ti­nua a fomen­tare la guerra e a fare tutto quello che può per impe­dire qua­lun­que accordo, tanto in mate­ria nucleare quanto sulla que­stione israelo-palestinese. Così crea l’alimento neces­sa­rio a non pochi veri antisemiti.

Signore e signori, riec­covi l’ex depu­tata di Ber­lu­sconi fra il 2008 e il 2013, che adesso rap­pre­senta il primo mini­stro Netanyahu.



11 Agosto 2015


Dal sito Il Manifesto


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